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Valutazione utente: / 46
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Scritto da Dario Carta   
lunedì 09 maggio 2011

Beastly
Titolo originale: Beastly
USA: 2010. Regia di: Daniel Barnz Genere: Fantasy Durata: 86'
Interpreti: Vanessa Hudgens, Alex Pettyfer, Peter Krause, Dakota Johnson, Erik Knudsen, Mary-Kate Olsen, Karl Graboshas, Lisa Gay Hamilton, Neil Patrick Harris, Gio Perez
Sito web ufficiale: www.beastlythemovie.com
Sito web italiano: www.beastly-ilfilm.com
Nelle sale dal: 11/05/2011
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Insulso
Scarica il Pressbook del film
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BeastlyMesto ritorno alle antiche fiabe,sugli schermi di una Hollywood devastata dall'ovvietà.
Quello che nel cinema è sempre stato oggetto di astrazione onirica,oggi sembra essere obiettivo di attenzione merceologica,forse per l'inevitabile rispetto per il passaggio dei tempi e delle epoche che accolgono e modellano ideali e speranze,conformandole al proprio respiro,nel ritmo di una accelerazione secolare senza scrupoli.

Al deprimente "Cappuccetto rosso sangue" di Catherine Hardwicke,segue questa temibile traduzione de "La Bella e la Bestia",inopportuno rimaneggiamento della favola tradizionale ad opera di Daniel Barnz,regista ed autore della sceneggiatura.
Come spesso accade in operazioni di recupero di prodotti scadenti destinati ai banchi del reimpiego nel mercato dell'immagine,della linea originaria della storia non resta che un'idea stravolta dal fasullo pretesto dell'adattamento generazionale,passato per rielaborazione ed aggiornamento ai canoni di lettura di questo tempo. L'impresa è sovente fallimentare e rea di malversazione del patrimonio della conoscenza popolare e questo "Beastly" si allinea all'innumerevole lista dei titoli del cinema della speculazione.

Kyle Kingston (Alex Pettyfer - "Sono il numero quattro"),è un avvenente e ricco liceale,consapevole e appassionato della propria fisicità nella quale ripone la sintesi della propria esistenza,ad imitazione di un padre assente ed ugualmente vanaglorioso (Peter Krause),tanto vigile verso sè stesso,quanto distratto alla presenza di un figlio che ha educato con i vuoti precetti dell'apparenza fisica.
Avvertito da Kendra (Mary-Kate Olsen),una strega nelle vesti di studentessa della scuola,a cambiare strada,il ragazzo reagisce con disprezzo ed alterigia,arrivando ad insultare chi ritiene non possedere qualità estetiche degne della sua attenzione.
Gli scherni gli si rivolgeranno contro quando Kendra lancerà un incantesimo sul ragazzo,sfigurandolo ed avvertendolo che avrà a sua dispozione solo un anno perchè qualcuno gli dichiari sinceramente il suo amore,dopodichè se questo non dovesse avvenire,Kyle si porterà addosso per sempre la sua maledizione ed il suo aspetto.

Allontanato dal padre,il ragazzo si chiude nel suo splendido appartamento di Manhattan,accudito dal tutor cieco Will (Neil Patrick Harris) e dalla domestica giamaicana Zola (Lisa Gay Hamilton),che lo aiuteranno giorno per giorno a riprendere coraggio e a rivedere molti aspetti del suo ego.
Quando la compagna di classe Lindy (Vanessa Hudgens),accortasi di Kyle e sensibile al ragazzo nonostante il suo aspetto si troverà nei guai a causa di suo padre,Kyle si offrirà di aiutarla e proteggerla spinto dalla necessità di rispettare il limite di tempo imposto dalla strega.

L'adattamento per lo schermo del romanzo di Alex Linn condensa  gli elementi raccolti dalla fiaba d'origine ricomponendoli in un mesto melodramma di affliggente assurdità. Totalmente priva di pathos,la storia semina indifferenza e noia,con il più completo oblìo ai titoli di coda di sequenze e personaggi di sorprendente superficialità.
Fatta eccezione per un dovuto apprezzamento da parte della fascia adi audience adolescenziale cui il film è diretto,il valore della pellicola non si porta al di sopra del livello di guardia di un prodotto televisivo pomeridiano.
Stride qualsiasi accenno di paragone ai titoli precedenti sulla fiaba (dal film della Disney,alla pellicola di Jean Cocteau del '46),dove magia e sentimento respiravano in ogni sequenza in strutture narrative che nulla hanno a che vedere con questo ultimo esercizio direttivo (lo specchi fatato,il cavallo magico,i fiori recisi o morenti e soprattutto tanta pietà).

Barnz sconvolge corpo e prospettiva della storia,impostando il racconto dal punto di osservazione di Kyle,su cui convergono gli elementi tematici che tessono la trama,l'egoismo e la vanità,ma i protagonisti restano fuori fuoco e perlopiù assenti ad ogni analisi interiore. Lindy resta in ombra fino agli atti finali di un film che,come il protagonista,sembra contemplarsi in una vanagloria tronfia e autocompiacente.
Il lavoro di Barnz è superficiale e incompiuto,inerte ad ogni moto di conoscenza dei protagonisti,mute figure su un palcoscenico sfacciatamente posticcio.
Così il Kyle di Pettyfer fatica ad uscire dalla sfera del suo egotismo ed il passaggio dall'opportunismo all'amore sincero resta oscuro e in balìa dell'incertezza dell'interpretazione soggettiva.
Per il gioco del fascino trasversale,nel limbo delle due personalità confuse,Kyle risulta più appagante nella sua incarnazione di adolescente deturpato e in crisi,piuttosto che nella banale rappresentazione della sua insignificante avvenenza.

Con "Beastly",Barnz offre un componimento di mediocre livello artistico,un lavoro derivativo e zuccheroso,lacunoso nel montaggio,devastante nei dialoghi e popolato da personaggi senza empatia che chiamano a falso testimone un'apologia alla vanità per una fasulla morale peraltro assente in un prodotto da cinema in crisi d'identità e di allarmante gratuità.

 
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