Venerdì 12 Marzo 2010
Cinemalia Menù
Home
Anteprime Gratuite
Film Streaming
Recensioni novità
Recensioni film
Recensioni dvd
Recensioni lettori
Gli Inediti
Cult Movie Sci-fi
News & Rumors
Ultimi Trailer
Sorridi con noi
Prossimamente
Luoghi comuni
Articoli Cinema
Cinema e Curiosità
Il Cinema Asiatico
Libri e Cinema
Collabora con noi
Contattaci
Staff
Cerca nel Sito
facebook.png twitter.png rss.png

Libri & Cinema
Link Utili
Sondaggi
Oscar 2010 Vota il tuo film preferito
 
Le uscite mese per mese

Newsletter Cinemalia
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter.
Ricevi HTML?
Nymph PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 7
ScarsoOttimo 
Scritto da Nicola Picchi   
mercoledì 11 novembre 2009

Nymph
Titolo originale: Nag Mai
Thailandia, Olanda: 2009 Regia di: Pen-ek Ratanaruang Genere: Fantasy Durata: 90'
Interpreti: Nopachai Jayanama, Wanida Termthanaporn, Chamanun Wanwinwasara, Phorntip Papanai
Sito web: www.nangmaithemovie.com
Nelle sale dal: Prossimamente in dvd
Voto: star07.png
Trailer
Recensione di: Nicola Picchi

nymph_leggero.jpgNop e May sono una coppia sposata, il cui matrimonio si trascina senza grandi entusiasmi: lui è sempre più abulico e chiuso in se stesso, mentre May intreccia una relazione extraconiugale con Korn. Un giorno la coppia decide di trascorrere alcuni giorni accampandosi nella giungla, per permettere a Nop, fotografo professionista, di scattare alcune foto naturalistiche.
Una notte Nop scompare, e a May non resta che avvertire la polizia e ritornare a Bangkok.
Dopo alcuni giorni l’uomo torna a casa comportandosi in modo strano, ma forse è solo il senso di colpa di May e Nop non si è mai mosso da quella foresta.

Un piano sequenza di otto minuti definisce le coordinate dell’ultimo Pen-ek Ratanaruang, un piano sequenza ingannevole che nasconde al suo interno un’ellissi temporale: in una foresta due uomini stuprano una donna e dopo alcuni, ipnotici minuti di contorsioni della steadycam, i medesimi aggressori vengono mostrati, ormai cadaveri, mentre galleggiano in un fiume.
Questo prologo segna l’inizio di “Nymph”, l’opera forse piu’ ermetica, irrisolta e indecifrabile del regista thailandese. Un’apparente incursione nel fantastico puro, che nasconde in filigrana una melanconica riflessione sui rapporti interpersonali e sull’infedeltà, analoga a quella del precedente “Ploy”.
La cifra stilistica e’ la stessa: un felpato onirismo in cui sogno e realta’ si fondono l’uno dentro l’altra, e in cui il linguaggio viene piegato a minimi, impercettibili spostamenti di senso.
Lo spazio naturale, pervaso di senso panico, e lo spazio urbano sono i due poli opposti tra cui oscillano i protagonisti di “Nymph”. Da un lato un universo disarmonico, rigidamente strutturato, alienato, dove i rapporti tra le persone seguono tappe obbligate (il matrimonio, il tradimento), dall’altro lo spazio sintonico, libero, istintuale della natura, in cui forse è possibile sanare una frattura, ricostruire un equilibrio tra l’uomo e il cosmo ormai definitivamente incrinato.

La Ninfa del titolo, che sia un’evoluzione della figura femminile che vediamo nel prologo, una ninfa dei boschi o una driade, è il simbolo catalizzatore di questa dicotomia insanabile. E’ d’obbligo ricorrere alla classicità, ricordando che un frammento di Eschilo ci insegna che le ninfe “offrono il dono della vita”, mentre Plutarco usa una parola specifica per definire chi è posseduto dalle ninfe (nymphólēptos, traducibile con ninfolessia), possessione non da intendersi nella moderna accezione cattolico-occultistica, ma come metamorfosi, ebrezza divina che porta felicità e conoscenza.
Nop ricompone l’armonia facendo l’amore con la ninfa fra le radici di un albero, in una scena curiosamente simile a quella dell’ “Antichrist” di Lars Von Trier, anche se al posto dell’allucinato nitore della pittura fiamminga omaggiata dal regista danese abbiamo un misticismo di stampo animista che rammenta l’Apichatpong Weerasethakul di “Tropical Malady”.
Nop, nel suo immaginario ritorno a casa, è infatti radicalmente mutato.
Rifiuta di mangiare e consuma esclusivamente grandi quantità di acqua, assimilato da May al grande albero che domina la foresta, contro cui sfogherà tutta la propria aggressività e frustrazione. Evitando prevedibili derive in odore di manicheismo (vedi “L’albero del male” di Friedkin), Ratanaruang sembra optare per una riconciliazione, come appare evidente dalle ultime parole proferite da Nop, prima di scomparire per sempre nella giungla.

Nopachai Jayanama è il classico protagonista passivo alla Ratanaruang e, pur mancando del carisma di Tadanobu Asano in “Last Life in the Universe” e “Invisible Waves”, se la cava dignitosamente, così come la May di Wanida Termthanaporn, anche se i veri protagonisti del film sono la languida e sognante regia di Ratanaruang, la fotografia di Charnkit Chamnivkaipong e il suggestivo sound design di Koichi Shimizu, che dà voce e respiro alla foresta. La versione definitiva approvata dal regista è più breve di circa 15 minuti rispetto a quella presentata a Cannes, e il film è dedicato a Wouter Barendrecht, produttore della benemerita “Fortissimo Films” recentemente scomparso.

 
Pros. >

 

Ultime Recensioni
Top Movie
Cinema Asiatico
Cinemalia Sponsor
Le migliori recensioni: Tv LCD Panasonic Film in Dvd Altoparlanti
Ricerca Prodotti:
In dvd a Marzo 2010
Dorian Gray
La linea
Amore 14
Natale a Beverly Hills
Nemico Pubblico - Public Enemies
Brüno
12 Round
Gifted Hands - Il dono
Bug
Le mie grosse grasse vacanze greche
Un alibi perfetto
Within
Alza la testa
Lebanon
L'uomo nero
Ong Bak 2 - La nascita del Dragone
Senseless
Triage
2012
Astro Boy
Fame - Saranno Famosi
Nel paese delle creature selvagge
New Moon - Twilight
Son of Sam
Welcome

Archivio per genere
Ultimi articoli