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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 22 ottobre 2009

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
Titolo originale: The Imaginarium of Doctor Parnassus
Francia, Canada: 2009 Regia di: Terry Gilliam Genere: Fantasy Durata: 122'
Interpreti: Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, Christopher Plummer, Andrew Garfield, Verne Troyer, Lily Cole, Tom Waits, Cassandra Sawtell, Paloma Faith, Carrie Genzel, Michael Eklund, Simon Day, Johnny Harris, Richard Riddell
Sito web: www.doctorparnassus.com
Nelle sale dal: 23/10/2009
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Creativo

parnassus_leggero.jpgIl nuovo film di Terry Gilliam immerge lo spettatore in un mondo immaginifico e straodinariamente affascinante, per le varie tematiche disseminate lungo tutto il racconto, oltre che per il racconto stesso e gli effetti visivi. È stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2009, nella sezione degli eventi speciali.
La tragica scomparsa di Heath Ledger ha minacciato di bloccare la macchina cinematografica che era ben avviata. Gilliam ha lottato per ripensare alcune parti della storia, senza perdere nulla dell’interpretazione che l’attore aveva già regalato al film.

Questa è la storia dell’Immaginario del Dottor Parnassus, un attore girovago, che con la sua compagnia di personaggi un po’ fuori dal comune, si spostano da un quartiere all’altro di Londra, per portare alla gente il loro spettacolo teatrale. L’elemento fantastico dello spettacolo è uno specchio magico che se attraversato porta in un mondo da fiaba, per le persone che seguono il giusto percorso, o all’inferno per tutte le altre. Una sera Anton, il garzone tuttofare, e Valentina, la figlia di Parnassus, salvano uno strano tipo dalla morte. L’individuo sembra non ricordare chi sia, il Dottor Parnassuss lo legge come un segno inviato ad aiutarlo, nell’eterna diatriba che dura da millenni con Mr. Nick. Questi altri non è che il diavolo, col quale Parnassus ha fatto una scommessa, per la quale è continuamente tormentato. Tony, questo il suo nome dello strano tipo, però, non è ciò che appare agli occhi di Valentina, che se ne innamora, e di Parnassus.

Terry Gilliam è, anche, co-sceneggiatore, insieme a Charles McKeown, di una storia originale, venuta fuori dalla loro immaginazione e creatività. Gilliam ha ideato la figura del Dottor Parnassus, un uomo che si è perso e che sembra essere fuori dal tempo, una persona introspettiva, che prova una pena insolvibile per aver tradito la persona che ama di più al mondo.
Il tema dell’immaginazione è alla base del film, un elemento importante che si può vedere in molti lavori del regista, diventato quasi un marchio di fabbrica e che mostrano un’inventiva molto accesa.
Il film parla della continua lotta a cui sono esposte le persone che hanno dentro di loro una creatività pronta a esplodere, che spesso è ignorata dai più. Ignorata da individui che non si soffermano a osservare e aprire gli occhi su chi abbia il vero talento, offuscati più dall’apparenza di essere, che dell’essere in sé.
Queste persone non apprezzate sono gli artisti, nel senso più ampio del termine, di qualsiasi disciplina dello spettacolo si occupino. La compagnia del Dottor Parnassuss recita davanti all’incuranza della gente, che sarà catturata da un uomo, Tony, che vende fumo, apparenza.
Il film ha un lato magico che si interscambia con quello triste della realtà, di come siano bassi i valori di una certa fetta di esseri umani, a cui interessa il lusso, la fama, il denaro, il sesso e un’apparente felicità, che facilmente si deteriora, sopra ad ogni altro. Ciò lo si ritrova non solo nella figura di Tony, ma anche nelle numerose persone che si alternano davanti il teatro ambulante del Dottor Parnassus. Il gretto ubriaco che li schernisce, i passanti che non se ne curano e quelli sedotti dall’affabulazione di Tony, che diventano marionette nelle sue mani. In una sequenza tutte le donne coinvolte da Tony, una volta uscite dallo specchio, si spogliano dei loro”averi”.

Il regista mette in risalto queste figure perché è convinto che la gente non veda più quello che è veramente importante. Lo stesso Parnassus non sa resistere dal fare le scommesse con Mr. Nick, sempre per ottenere qualcosa di materiale (la vita eterna e la giovinezza) e rischia così di perdere la cosa più preziosa: l’amore di sua figlia.
Gilliam ha dipinto, come su di una tavolozza, quelle che sono le due fazioni universalmente opposte, il Bene e il Male, il Diavolo e l’Acqua Santa, ma che a ben guardare non sono nettamente separati. La figura di Parnassus non è così innocente nelle sue azioni, sa sempre a quali conseguenze andrà incontro scommettendo.
Mr. Nick è un diavolo più briccone che malvagio.
Un elemento caratterizzante il racconto è che Parnassus offre la possibilità di espandere la propria immaginazione, ma non sarà un viaggio semplice da intraprendere per il raggiungimento dell’appagamento personale, il percorso pone l’individuo di fronte a un bivio.
Un altro aspetto importate che Gilliam sottolinea è quello di assumersi ognuno le proprie responsabilità, l’essere umano gode del libero arbitrio, è lui a decidere il suo percorso esistenziale fatto di scelte.
I personaggi che il regista delinea sono ricchi di sfaccettature, Percy è un personaggio cinico, sarcastico, che non le manda a dire. Raffigura il grillo parlante di Parnassius, la sua coscienza.
Anton è molto allegro, aperto, caloroso, infantile, in alcune situazioni, ma più saggio di quanto lo siano i ragazzi della sua età, in altre. Osserva il mondo in modo puro e innocente, nonostante ciò che lo circondi non sempre lo sia. Vede subito del marcio in Tony, Anton è l’unico della compagnia a intuire che l’uomo non è quello che dice di essere, ma porta una maschera (immateriale) , anzi una serie di maschere, per nascondere la sua anima nera e di contro indossa una maschera bianca (materiale) durante gli spettacoli per ostentare la sua falsa innocenza.
Gilliam è stato bravo nello scegliere gli attori giusti per dare corpo al mondo che ha creato. Ha dato vita a un mondo personale e ha saputo conferire un perfetto evolversi degli eventi più disparati all’interno di esso.

Il 22 gennaio 2008, durante una pausa a New York, mentre la produzione si trasferiva da Londra a Vancouver, Heath Ledger muore per un’overdose accidentale di farmaci. Gilliam inizialmente vuole abbandonare il progetto, ma tutti intorno a lui lo esortano ad andare avanti e proponendogli nuovi spunti e idee.
La soluzione dello specchio magico è venutà quasi da sé, il regista aveva già coperto buona parte delle scene con Ledger, che si svolgevano da questa parte dello specchio. L’inserimento del principio secondo il quale il volto delle persone può cambiare nel mondo che c’è al di là dello specchio è stata introdotta modificando la parte di Martin, l’ubriaco, introducendo così uno degli elementi caratterizzanti della storia: gli svariati volti di Tony.
Gilliam mostra così allo spettatore chi fosse veramente l’uomo, lo specchio lo mostra per quello che è una persona infima, egoista e avida.
Il risultato finale è diverso da ciò che doveva essere all’inizio, ma proprio grazie a questi cambiamenti”forzati” è probabilmente un film migliore, sostiene Terry Gilliam.
Non c’è dubbio che Gilliam abbia creato qualcosa di affascinante e unico.

 
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