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Brian di Nazareth PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Bassi   
venerdì 27 aprile 2007
Brian di Nazareth

Brian di Nazareth (1979) usci nelle sale di New York nell'agosto del 1979. L'ufficio cattolico per il monitoraggio delle opere cinematografiche condannò il film e ammoni i cattolici di evitare i cinema in cui era proiettata la ingiuriosa pellicola. In Gran Bretagna il film fu vietato ai minori di 15 anni e quindi approvato senza tagli da parte della censura.
The Church of English Board for Social Responsability, tuttavia, inizio una dura campagna contro il film mettendo in circolazione critiche estremamente negative ed esortando i fedeli a pregare perchè fosse un fiasco complete. Quando fu distribuito in Gran Bretagna all'inizio del 1980, Brian di Nazareth fu severamente censurato dai comitati locali di sorveglianza sulla salute pubblica.

Nazareth è un film commedia del 1979 del gruppo comico inglese dei Monty Python.

Trama

Nato contemporaneamente a Gesù in una grotta accanto alla sua, Brian viene subito scambiato dai Re Magi per il Bambino che cercano, e perciò essi offrono i loro doni alla sua petulante madre, ma accortisi subito dell'errore, tornano a riprenderseli. Così si apre il film e questa scena lascia intuire quali saranno i toni dell'intera trama in cui l'equivoco continua e si ripete.
Proprio trentatre anni dopo, Brian, un giovane "nasone", assiste da lontano al discorso delle "Beatitudini" tenuto da Gesù, ma sia per la distanza che per le chiacchiere e le liti delle persone vicine, non riesce ad afferrare bene le parole pronunciate dal Maestro e non riesce a comprenderne a pieno il loro significato, ma in Brian già cominciano a maturare nuove idee di rivalsa sociale.
Poi, la madre lo persuade ad accompagnarla ad una lapidazione (aperta solo ai maschi e per questo si traveste usando una barba finta) nella quale, però, verrà lapidato il giudice, anziché il condannato che doveva essere punito perché pronunciava troppo spesso il nome di Geova. Qui è evidente l'attacco contro gli estremismi e i fanatismi.
Successivamente Brian entra in un'organizzazione terroristica, il "Fronte Popolare della Giudea", che vuole liberare il loro territorio cacciando i romani dal Paese. Il giovane entra in contatto con i rivoluzionari durante uno spettacolo nel fantomatico "Colosseo" di Gerusalemme.
Per provare il suo coraggio, i terroristi incaricano Brian di scrivere di notte sul muro del palazzo in cui hanno sede le autorità di Roma una frase contro i romani, ma egli viene sorpreso da un soldato capace solo di obbedire agli ordini che, non capendo cosa stesse succedendo e vedendo un errore nello scritto, tiene a Brian una lezione di latino, e dandogli dell'ignorante, lo obbliga a riscrivere la frase cento volte. Brian diventa l'idolo degli affiliati al "Fronte Popolare della Giudea", vista la prodezza dell'impresa, ma i romani iniziano a controllarlo di nascosto.
Il giovane, che è riuscito per caso a sfuggire ad una severa punizione, viene scambiato poi per un messia dalla folla, convinta che egli faccia miracoli, specialmente dopo che un vecchio eremita dalla folta barba inizia parlare e a gridare dopo 18 anni di rigoroso silenzio e meditazione. In realtà, il vecchio impreca contro il giovane perché per sfuggire alla folla, gli salta sopra un piede, ma la gente che seguiva Brian scambia l'evento per un miracolo.
Dopo una notte trascorsa con l'amata Judith, un'altra terrorista rivoluzionaria, Brian trova al mattino, davanti alla propria casa, una moltitudine entusiasta e si trova a tener loro un discorso in cui esorta, con scarsi risultati, la gente a pensare con la propria testa. Arrestato come sobillatore dai soldati romani, viene condotto davanti a Pilato, ridicolo personaggio un po' ambiguo che ha organizzato una grandiosa crocifissione con moltissimi condannati e che tiene alla folla un discorso, come da tradizione, per il quale il suo amico Marco Pisellonio è venuto apposta da Roma e che provoca l'ilarità generale a causa del suo modo di parlare.
Nel mentre, Brian viene messo fra i crocifiggendi, mentre invano afferma d'essere figlio di un centurione romano; poi, quando la folla chiede, secondo l'uso, la liberazione di un condannato e grida il suo nome, Pilato manda i soldati a salvarlo, ma essi liberano per errore un altro, così Brian viene innalzato sulla croce e l'esaltata Judith lo ringrazia non tentando nemmeno di salvarlo, perché il movimento ha bisogno di un martire.
Giunta successivamente Mandy, la madre di Brian sempre più petulante, invece di preoccuparsi per il figlio, lo rimprovera e il giovane si appresta a morire con gli altri compagni crocifissi cantando in coro una vivace (ma ricca di significati) canzone.

 

Considerazioni

Il film è stato spesso tacciato di blasfemia. Può considerarsi, infatti, una parodia a sfondo religioso ed in più, come se questo non bastasse, i "folli" autori si sono permessi persino di inserire un nudo integrale frontale maschile, miscela che ha scandalizzato la censura ecclesiastica, tanto che la pellicola, girata nel 1979, è uscita in Italia solo 12 anni dopo, proprio a causa dell'opposizione dei censori vaticani.
Il doppiaggio italiano è eccellente e rende il film decisamente brillante, a differenza di molti altri casi nei quali l'impossibilità di tradurre dall'inglese i giochi di parole profusi nella pellicola fanno perdere al film gran parte del proprio potenziale comico.
È chiaro che la materia (la narrazione in presa diretta delle vicende di un inverosimile personaggio dal nome inglese Brian, coevo di Gesù) si presta alle interpretazione più varie, collegate anche alle diverse sensibilità religiose; in ogni caso, considerando il periodo in cui il film è stata realizzata (la fine dei famigerati anni settanta, in Inghilterra, poi), si capisce come i Monty Python abbiano dato una loro lettura, graffiante e sorprendente, non tanto del personaggio del Cristo, come invece avviene in Jesus Christ Superstar, altro film "ucronico" (cioè "fuori dal tempo" storico) che può inserirsi nel filone dei film di rivisitazione religiosa, quanto piuttosto dei comportamenti e delle motivazioni che animavano quanti, a vario titolo, si trovano ad imbattersi con la figura rivoluzionaria di Brian-Gesù, un predicatore di pace dalle idee molto precise e a tratti utopiche (anche se a tratti si può leggere una velata critica alla Chiesa cattolica).
La solidarietà e la tolleranza regnano sovrane in tutto il film, anche nella sfera sessuale, tanto che per non offendere niente e nessuno (vi è pure un personaggio che si dichiara omosessuale), si può arrivare anche ad un gioco di parole dall'effetto esilarante: "Madre-patria o Padre-matria".
Gli autori hanno voluto gettare il discredito su diverse categorie sociali e di persone che si sono trovate ad interagire per vari motivi con la figura rivoluzionaria di Brian (i sacerdoti del tempio, i mercanti fuori o dentro di esso, i soldati e i funzionari dell'Impero romano, gli oppositori dell'impero che si fanno la guerra tra loro, i bigotti che non hanno senso critico, la gente oppressa dal fanatismo, e molti altri), criticando il contesto storico-sociale in cui è ambientata la vicenda, la Giudea di 2000 anni fa, ma al tempo stesso hanno prodotto una sottile critica alla società inglese della fine degli anni '70.
Gesù viene significativamente rappresentato restando sempre sullo sfondo della scena, occupata invece da Brian e dai personaggi che incontra che spesso nemmeno lo prendono in considerazione nelle sue osservazioni a volte ironiche e spesso ingenue sulla palese differenza tra ciò che a lui pare che il "Messia" voglia dire ed i tentativi goffi, ma portati avanti proditoriamente, da quanti cercano un proprio facile tornaconto da quegli avvenimenti grandiosi. Le vite dei due "Messia" si incontrano solo due volte, una volta mentre Brian ascolta il discorso delle "Beatitudini" e un'altra volta indirettamente quando un lebbroso racconta a Brian della sua miracolosa guarigione avvenuta grazie o a causa di Gesù.
I Monty Python sono stati da sempre una voce fuori dal coro per la loro concezione del cinema e del teatro e per le loro idee, anche questo è rappresentato nel film con una goffa e buffa voce di dissenso ("IO NO!!!") che si leva in modo autonomo e inaspettato ogni qual volta che un'ovazione plebiscitaria si eleva in favore di Brian o quando occorre prendere una decisione.
I personaggi creati dalla mente del colto gruppo di autori (i "Monty Python" sono considerati il gruppo comico più colto al mondo, essendo tutti laureati tra Cambridge, Oxford e Los Angeles), sono davvero spassosissimi, e tutti sono impersonati da loro sei (non era infrequente la interpretazione da parte di ognuno di loro di più di un personaggio nello stesso film). Ponzio Pilato, affetto da rotacismo e canzonato dal popolo insieme all'amico Marco Pisellonio (incapace invece di pronunciare la lettera "s"); il "lebbroso miracolato", che saltellando come un ossesso si ritrova senza il suo onesto lavoro perché, non avendo più alcuna malattia, non commuove più i passanti; l'eremita che viveva in un fosso e aveva fatto voto del silenzio che si cibava solo di bacche di ginepro; i membri del "Fronte Popolare di Giudea", sempre impegnati a pianificare le proprie azioni ma sempre restii ad agire, e molti ancora.
Paradossalmente Life of Brian è più fedele, dal punto di vista storico, a quello che realmente accadeva a quei tempi in Giudea di tutti gli altri film girati sulla vita di Cristo. Ad esempio, la presenza di decine di "presunti" messia è una realtà storica, ragion per cui non è blasfemia, ma al limite sarcasmo, mostrare una strada piena di aspiranti messia che raccontano le storie più fantasiose e mostrare che il passante poteva scegliere chi ascoltare. Anche le "Beatitudini" sono trattate in maniera razionalmente storica, infatti, come poteva una gran folla di persone ascoltare quello che Gesù diceva? Certamente, c'era qualcuno che "riportava" ai più lontani le parole di Cristo, magari non arrivava "Beati i panificatori" al posto di "Beati i pacificatori", come nella scena girata dai Monty Python, ma il problema dell'uditorio era reale. Vi è poi la scena in cui tra i seguaci di Brian avviene uno scisma e si creano il gruppo dei "zucchiani" e quello dei "sandaliani", ovviamente la divertente rappresentazione che viene fatta nel film è paradossale e parossistica, ma non era raro che la massa di allora, facilmente suggestionabile e piena di fanatismo si dividesse su questioni inutili capaci di farli distrarre dai veri problemi sociali del tempo.

 

Ad una lettura superficiale, il film appare come una serie di gag esilaranti e a volte sconclusionate (come ad esempio la scena in cui intervengono addirittura degli alieni a risolvere, quasi come un "Deus ex machina", una situazione altrimenti di difficile risoluzione); ma ad una lettura attenta e critica, si possono trovare numerosi spunti di riflessione sulla religione, la religiosità, la società moderna e la "società storica" di 2000 anni fa.


Hanno detto...

«La parodia scherzosa è accennata in tono scherzoso, e non dovrebbe irritare nessuno. In realtà il vero bersaglio dei Monty Python è ogni forma di fanatismo collettivo, compreso quello ideologicopolitico dei gruppi eversivi. C'è materia per ridere, a tratti anche molto e per meditare.»
(Alessandra Levantesi, "La Stampa")

«È il film peggiore dei Monty Python. Un pasticciaccio. Che solo a tratti, nella parodia che Terry Jones e gli altri si salva, con beffe e lazzi che graffiano; in tutto il resto si scade nella goliardia più infima e volgare. Tutto da buttar via, perciò.»
(Gian Luigi Rondi, "Il Tempo")

«Il film è una pirotecnica e irresistibile serie di gag surreali e, a volte, irriverenti.»
(Gabriella Giannice, "Il Giornale")

«Il film sarà sì irriverente, ma provvisto di una tale forza satirica, di una così vitale e simpatica voglia di ridere, con o senza malizia, che è da accettare.»
(Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera")

«Ricco nell'impianto scenografico, il film mantiene l'andamento frammentario dell'infilata di scenette: a volte folgoranti, altre tirate un po' per le lunghe. Il doppiaggio, malgrado gli inevitabili arbitri, risulta molto efficace ed è comunque quello che ha permesso un esito così brillante quanto inaspettato; per un film la cui forza satirica, intatta, potrebbe aver ispirato lo stile del nostro trio.»
(Paolo D'Agostini, "La Repubblica")

da Yahoo Cinema Italia

[Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Brian_di_Nazareth"

 

 
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