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Formati cinematografici amatoriali PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Bassi   
domenica 20 maggio 2007

Formati amatoriali

4,5 mm

Poco in uso ai suoi tempi ed oggi assai raro a rintracciarsi; ha origini oscure e non certificate.
Con grande probabilità parrebbe derivarsi dall'Home Kinetoscope della Edison, commercializzato a partire dal 1912. Secondo Vincent Pinel il formato immagine esatto era di 4,2 x 5,6 mm.

8 mm

Il formato cinematografico 8 millimetri venne introdotto negli anni successivi alla Grande Depressione del 1929, evento che suggerì alla Kodak di proporre nuovi formati amatoriali, più economici del 16 mm.
Nel 1932 fu introdotto così l' 8 mm, come anche viene chiamato. La pellicola vergine era sempre larga 16 mm ma il passo della perforazioni era la metà della pellicola 16 mm vera e propria. Veniva impressionata due volte, dapprima su un lato, poi, ribaltando la bobina, sull'altro lato. Il laboratorio di sviluppo provvedeva poi a tagliare il film per tutta la sua lunghezza così da ottenere un'unica bobina di film 8 mm. Proprio in ragione di tale doppia esposizione, l'otto millimetri fu anche chiamato "doppio 8".
Inoltre il formato 8 millimetri venne anche commercializzato in appositi caricatori automatici per particolari cineprese, ma tale sistema non riscosse molto successo.
Il formato doppio 8 sopravvive ancora sino ai giorni nostri, sebbene venga adoperato (soprattutto in bianco e nero) per ottenere immagini fortemente caratterizzate da un certo sapore retrò o citazionistico.
Le pellicole in bianco e nero doppio 8 ancora in commercio sono: la Foma, la Cine X ed altre; le pellicole a colori doppio 8 ancora in commercio sono invece il Cinecolor ed il Cinechrome.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/8_millimetri"

Single 8 mm

Il Single 8 mm, più comunemente detto Single 8, è un formato cinematografico a passo ridotto per uso amatoriale che può essere accomunato al Super 8, data la loro sostanziale somiglianza. Fu introdotto dalla Fujifilm nel 1965, lo stesso anno in cui la Kodak introdusse il formato Super 8.
Pochi anni prima del lancio sul mercato del Super 8, la Kodak aveva illustrato su una sua rivista aziendale le caratteristiche del nuovo progetto. La Fujifilm, che pure stava lavorando ad un caricatore chiuso per pellicole 8 mm, decise di adottare una pellicola simile a quella della Kodak per dimensioni del fotogramma e passo delle perforazioni (tuttavia nella pellicola giapponese tale passo è, in modo impercettibile ad occhio nudo, più ampio).
A differenza di quanto accade nel caricatore Super 8, in cui la bobina debitrice e quella creditrice sono coassiali e il pressore è incorporato nel caricatore, nel caricatore Single 8 le due bobine sono poste sullo stesso piano ma su due diversi assi di rotazione (si pensi ad una musicassetta o ad una cassetta VHS).
Ciò elimina i due difetti d'origine del Super 8: appunto il pressore incorporato nel caricatore, non certo affidabile come il pressore di una cinepresa, e l'impossibilità di far scorrere al contrario la pellicola nella cinepresa (e quindi, ad esempio, di ottenere agevolmente dissolvenze incrociate in fase di ripresa).
Per poter ospitare 15 metri di pellicola, viste le ridotte capacità della cartuccia giapponese, si rese inoltre necessario adottare come supporto il poliestere che, essendo più resistente del triacetato, consentiva di fabbricare una pellicola più sottile.
A causa delle differenze fra i due caricatori, le cineprese destinate al Single 8 non possono accogliere caricatori Super 8 e viceversa (una cinepresa multiformato è stata in realtà fabbricata dalla Elmo, una casa giapponese, ma si è trattato di un'eccezione). Uno stesso proiettore può invece ovviamente accogliere pellicole sia Super 8, sia Single 8.
Il supporto del Single 8, in poliestere anziché in triacetato, rende inoltre necessario il montaggio a secco, cioè mediante nastro trasparente adesivo. Inoltre, nel caso di montaggio di spezzoni di pellicola da proiezione Single 8 con spezzoni Super 8, è necessario regolare la messa a fuoco del proiettore nel passaggio da un tipo di spezzone all'altro tipo, a causa del diverso spessore dei due supporti.
Come la pellicola Super 8, così anche la pellicola Single 8 può essere dotata di due piste sonore magnetiche, sia durante la fabbricazione (pellicola prepistata), sia dopo lo sviluppo. Le due piste magnetiche hanno le stesse caratteristiche di quelle del Super 8: la prima pista, di 0,8 mm (pista principale), è destinata a ospitare la colonna sonora; la seconda pista, di 0,4 mm, (pista secondaria), pensata in origine solo come "pista di compensazione" (cioè con lo scopo di evitare che lo spessore della pellicola fosse diverso sui due lati), fu in seguito usata come seconda pista audio stereo (in tal caso destinando la prima al canale sinistro, la seconda al canale destro di una registrazione stereofonica) o come pista supplementare per montaggi sonori (quando vennero messe in vendita cineprese in grado di registrare il suono in presa diretta sulla pista principale).
Nel maggio del 2006 la Fuji ha annunciato l'uscita di produzione del single 8. I caricatori in questo formato dovrebbero, però, continuare ad essere disponibili grazie all'intraprendenza di alcuni laboratori.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Single_8_millimetri"

Super 8 mm


Il formato cinematografico Super 8 mm (leggi: super 8 millimetri), più comunemente detto Super 8, venne introdotto dalla Kodak nel 1965, quando il mercato del "cinema in casa" era ormai in fortissima espansione in tutto il mondo. Quasi ovunque operatori dilettanti si impegnavano a girare i loro film, sia a soggetto, sia puramente descrittivi delle loro vacanze o di avvenimenti pubblici. Molto famoso è il filmato con cui Abraham Zapruder riprese, con la sua cinepresa 8 mm, l'assassinio di JFK a Dallas.
L'8 mm (detto anche "Doppio 8", perché la pellicola era in realtà una 16 mm e veniva tagliata longitudinalmente dopo lo sviluppo) utilizzato sino a quel momento, forniva risultati egregi, ma non era di facile impiego. Il caricamento del film era manuale e doveva avvenire all'ombra o, ancora meglio, al buio. Richiedeva, inoltre (proprio perché la pellicola era in realtà a 16 mm), un doppio caricamento della cinepresa. Per questa ragione la Kodak iniziò a pensare di introdurre un nuovo formato di più facile utilizzo. I dirigenti della casa di Rochester individuarono due linee guida: il nuovo formato doveva essere contenuto in caricatori (oggi le definiremmo "cartucce"); doveva impiegare in modo più razionale lo spazio disponibile sulla fettuccia di pellicola (sempre larga 8 mm).
Nacque così il "Super 8 mm" (aprile 1965). Rispetto all'8 mm le perforazioni erano più piccole, così da far guadagnare spazio al fotogramma (circa il 50% più grande: 5,36mm x 4,01mm contro 4,37mm x 3,28mm del formato precedente) e lasciare spazio per la colonna sonora magnetica (inizialmente la pellicola Super 8 venne però commercializzata in caricatori senza pista magnetica). Nei caricatori con pista magnetica (proposti al mercato solo qualche anno dopo) entrambi i lati del film ospitavano una sottile striscia di nastro magnetico, rispettivamente di 0,8 e 0,45mm. La prima (pista principale) era destinata a ospitare la colonna sonora; la seconda (pista secondaria), che in origine era solo una "pista di compensazione" (aveva cioè lo scopo di evitare che lo spessore della pellicola fosse diverso sui due lati), venne in seguito usata come seconda pista audio stereo (in tal caso destinando la prima al canale sinistro, la seconda al canale destro di una registrazione stereofonica) o come pista supplementare per montaggi sonori (quando vennero messe in vendita cineprese in grado di registrare il suono in presa diretta sulla pista principale).
Con questo nuovo formato inoltre la Kodak standardizzò la ripresa a 18 ft/s (fotogrammi al secondo). Col precedente formato 8 mm le riprese venivano invece solitamente effettuate a 16 ft/s (la velocità di 18 ft/s era standard solo per le cineprese Bolex Paillard).
Sempre col formato Super 8 la Kodak decise di non mettere in commercio pellicole invertibili a colori tarate per due diverse temperature di colore della luce, luce diurna e luce artificiale di tipo A, come accadeva con le pellicole 8mm, ma solo per luce artificiale di tipo A. Le cineprese Super 8 dovevano perciò essere dotate di un filtro di correzione cromatica color ambra che consentisse le riprese anche in luce diurna.
Il caricatore Super 8 progettato dalla Kodak aveva però due difetti. Il primo era dovuto al pressore, destinato a tenere fermo il film sul piano focale durante il funzionamento della cinepresa, che era stato incorporato nel caricatore, ed era di plastica. In tutte le cineprese prodotte sino a quel momento, di qualunque formato esse fossero, il pressore era in acciaio ed incorporato nelle stesse: ciò assicurava un'assoluta costanza nella resa e nella stabilità della messa a fuoco. Il secondo era dovuto al fatto che il caricatore non consentiva alla cinepresa di svolgere la pellicola a ritroso, rendendo così impossibile la dissolvenza incrociata. Solo quest'ultimo fu in seguito superato dall'ingegnosità dei progettisti di cineprese.
I difetti insiti nel caricatore Super 8 vennero eliminati dalla Fujifilm col caricatore Single 8, che non ebbe però la stessa fortuna del Super 8. Infatti i fabbricanti di pellicole, salvo appunto la Fujifilm, adottarono il sistema Super 8.
Nonostante i difetti progettuali di fondo che ne hanno certamente limitato le prestazioni, il Super 8 è un formato comunque molto usato ancora oggi. Dopo un periodo di relativo oblio, causato dall'avvento delle telecamere per uso amatoriale, dalla seconda metà degli anni '90 il Super 8 è stato oggetto di una vera e propria rinascita.
Attualmente la Kodak fornisce molte pellicole, invertibili, negative, in bianco e nero e a colori.
Esso viene adoperato, oltre che da vari cineamatori evoluti, da molti cineasti per produzioni indipendenti a basso costo, ma soprattutto per videoclip, filmati pubblicitari o scene d'azione ove l'operatore ha bisogno di una macchina piccola ed agile.
Adoperato in modo professionale costituisce una valida alternativa all'uso del 16 mm, anche considerando che la risoluzione del fotogramma Super 8 rimane superiore a quella di un segnale televisivo, pur se ad alta risoluzione. Ciò consente di girare in Super 8 e poi di riversare su nastro o DVD conservando il calore e la qualità di un master su pellicola, senza però sostenere gli alti costi pretesi dal 16 mm o, ancor peggio, dal 35 mm..

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Super_8_millimetri"

Doppio super 8 mm

Il formato cinematografico doppio super 8 costituisce una versione particolarmente evoluta del super 8 millimetri, nato per ovviare ai limiti costruttivi del caricatore super 8 mm, ed immesso sul mercato alcuni anni dopo questo formato.
Può essere considerato come la sintesi tra il vecchio doppio 8 mm ed il super 8 mm.
Del primo adotta il caricamento manuale e la necessità del ribaltamento della bobina dopo aver impressionato la prima metà della pellicola; del secondo, le dimensioni del fotogramma e delle perforazioni. Al pari del doppio 8 mm, inoltre, il pressore della pellicola è parte integrante della cinepresa.
La resa di questo formato è elevatissima, quasi uguale a quella del 16 mm.
Attualmente, in doppio super 8 è disponibile una emulsione invertibile in bianco nero (la Fomapan), ed una invertibile a colori (Kodachrome 40), che ha preso il posto della Kodachrome 25, uscita del tutto di produzione qualche tempo fa.

[Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_super_8_millimetri"

8,75 mm

L'8,75 mm è un formato cinematografico di cui abbiamo pochissime notizie. Nacque negli anni '70 nella Repubblica Popolare Cinese, dove è tutt'ora in uso.
È simile al super8, ma richiede, ovviamente, proiettori specificamente progettati per questo formato.
Per quanto riguarda le cineprese, pare che non ne siano mai state costruite, ciò in quanto l'8,75mm fu introdotto, principalmente, allo scopo di proiettare documentari e film propagandistici.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/8%2C75_mm"

9,5 mm

 

17.5 mm

22 mm Edison

28 mm Pathescope

8 EmmE o Mauer

L'8 EmmE è un formato per pellicole cinematografiche creato nel 1966 dalla Sampaolo film derivato dall'8 millimetri. D'accordo con la Fumeo e la Microtecnica che ne costruirono i proiettori dedicati, nacque l'8EmmE. Si trattava di un formato che, a differenza del normale 8millimetri, aveva la pista audio ottica anziché magnetica.
Per far posto alla pista ottica che aveva una larghezza superiore a quella magnetica si optò per una riduzione in larghezza della normale perforazione, mentre il passo rimase identico.
La Sampaolo film realizzò un centinaio di titoli in 8EmmE che noleggiò alle parrocchie come già avveniva per il formato 16mm ma con costi più contenuti. Ebbe una vita effimera soppiantato dal nascente super8.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/8_EmmE"

 
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