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Annabelle PDF Stampa E-mail
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Scritto da Emanuele Sacchi   
giovedì 02 ottobre 2014

Titolo: Annabelle
Titolo originale: Annabelle
U.S.A.: 2014. Regia di: John R. Leonetti Genere: Horror Durata: 90'
Interpreti: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola, Kerry O'Malley, Brian Howe, Eric Ladin, Michelle Romano, Gabriel Bateman, Shiloh Nelson, Tree O'Toole, Camden Singer, Richard Allan Jones, Keira Daniels, Trampas Thompson, Christopher Shaw
Sito web ufficiale: www.annabellemovie.com
Sito web italiano: www.warnerbros.it/content/annabelle
Nelle sale dal: 02/10/2014
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Emanuele Sacchi
L'aggettivo ideale: Già visto...
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Annabelle su Facebook

annabelle_leggero.pngMia e John Form stanno per diventare genitori nell'assolata California, quando un fatto tragico turba le loro vite.
Una setta di satanisti, guidata dalla giovane Annabelle, compie una strage nella villa vicino alla loro e viene fermata dalla polizia dopo essere entrata a casa Form. Ma prima di morire Annabelle stringe tra le braccia una bambola di Mia, trasmettendole un oscuro maleficio.

Di questi tempi se il franchise è di successo un sequel, un prequel, un remake o uno spin-off non si nega a nessuno, specie in ambito horror. E così ecco raccontata la storia della bambola a cui in The Conjuring sono bastate poche scene per lasciare il segno nell'immaginario del terrore: cosa ha fatto di così terribile la bambola per guadagnarsi una simile nomea?
Rivolgendo lo sguardo al passato, in tema di possessioni demoniache, diviene probabilmente inevitabile un confronto con Charles Manson e Rosemary's Baby.

Leonetti sceglie l'approccio più diretto e spavaldo: i richiami al film di Polanski sono innumerevoli (Mia il nome del personaggio principale, per limitarsi al più evidente), così come alle infami gesta della Family, fatto che relega rapidamente al reparto del "derivativo" e alla serie B Annabelle, ma che libera l'opera dall'onere di dover gestire delicati equilibri e ambizioni forse insostenibili. E la prima parte del film risente di questo effetto benefico.
Notevole la costruzione delle prime sequenze di tensione, quando il regista sembra solo suggerire il prosieguo, cercando di depistare lo spettatore. I silenzi e soprattutto lo scarto tra l'attesa del colpo di scena e la sua effettiva realizzazione sono ottimamente gestiti, mentre il fantasma di Annabelle si diverte ad attivare la macchina per cucire o bruciare i popcorn; così come lo studio delle inquadrature, che prevedono la presenza maligna, o l'attesa estenuante della stessa, ai margini del campo o in un fuori campo angosciante.
Merito del ghigno di una bambola terrificante da subito e per sempre, che ruba agevolmente la scena all'improponibile coppia di protagonisti, prelevata di peso dall'universo delle più sciatte serie Tv in circolazione.

Annabelle non abita un corpo e così non può subire un esorcismo, un demone che non è stato mai creato e che quindi non può essere mai distrutto. Restano solo due opzioni: accontentare oppure no la sua sete di anime fresche.
Su questo assunto si regge l'architrave di Annabelle, prima che le soluzioni terrificanti crescano in prevedibilità e i tempi tecnici di tensione narrativa si esauriscano, fino ad accendere la spia della riserva.

Annabelle vive di vita propria rispetto al film padre ma, a parte qualche brivido ben assestato, aggiunge poco o nulla al grande libro dell'horror su grande schermo e pare destinato a farsi ricordare solo per il truce sguardo perforante della compagna ideale del Chucky di Bambola assassina.

 
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