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Contagious - Epidemia mortale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 25 giugno 2015

Titolo: Contagious - Epidemia mortale
Titolo originale: Kill the Messenger
USA 2015 Regia di: Henry Hobson Genere: Horror Durata: 95'
Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson, Laura Cayouette, J.D. Evermore, Dana Gourrier, Amy Brassette, Raeden Greer, John L. Armijo, Denise Williamson, Mattie Liptak, Taylor Ashley Murphy, Aiden Flowers, Wayne Pére, Douglas M. Griffin, Tim Bell, Bryce Romero, Christine Tonry
Sito web ufficiale: www.maggiethefilm.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 25/06/2015
Voto: 7,5
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Diverso....
Scarica il Pressbook del film
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contagious_leggero.pngIn uscita nelle sale italiane il 25 giugno, “Contagious” segna il debutto alla regia di Henry Hobson, graphic designer e regista di spot pubblicitari.
La sceneggiatura originale - dell’esordiente John Scott III – è stata ripescata nella lista delle migliori non prodotte del 2011. Per l’occasione Arnold Schwarzenegger, oltre a recitare, è uno dei produttori del film.

Vi si racconta la storia di Maggie Vogel, che in un futuro apocalittico, viene contagiata da un virus che lentamente la trasformerà in uno zombi. Il padre Wade Vogel – dopo averla cercata ovunque – la trova in un ospedale e la riporta a casa.
Vuole proteggerla e starle affianco per tutto il tempo, deciso a non mandarla in quarantena con le altre persone infette. Wade si sente impotente di fronte ai cambiamenti della figlia, ma cerca di darle un continuo supporto morale. Maggie – d’altro canto – non sopporta cosa sta diventando. Si rimane piacevolmente colpiti da questo film che non ci si aspetta.

Per quanto si parli di zombi e quindi da inserire nel genere horror, “Contagious” non è un film sugli zombi, presenti ma messi in secondo piano.
Ciò che conta per lo sceneggiatore e il regista è mostrarne la graduale trasformazione, che si sviluppa nell’arco di più settimane - alla stregua di una qualsiasi grave malattia che colpisce l’organismo umano - mettendo in primo piano i sentimenti dei protagonisti. Maggie è malata, il suo stato non potrà migliorare e questo le corrode l’animo. Unica concessione è una serata con gli amici e il ragazzo prima che tutto cambi.

Il rapporto padre/figlia emerge fin dalle prime sequenze. Viene tratteggiato un padre che ama profondamente sua figlia e farebbe tutto per lei. È protettivo, ma sa anche che verrà il momento in cui dovrà fare una scelta dura davanti ad una perdita inevitabile. Questo è il centro su cui ruota il film.
Quelli che si trova di fronte lo spettatore sono sentimenti nei quali è facile identificarsi e personaggi con i quali c’è un’immediata empatia, si entra in relazione con loro e non li si abbandona più. “Mi è piaciuta molto l’ambientazione in una piccola cittadina: è una dimensione locale ristretta, in cui la paura dell’alienazione è più realistica e inquietante” afferma Hobson.
“Abbiamo già visto orde di zombie e mitragliatrici in altri film, sembra un futuro inimmaginabile. In “Contagious” invece è una malattia che diventa reale perché il mondo del film si restringe e si concentra su una famiglia, in una fattoria devastata nel mezzo del nulla.

Quando ho letto la storia, ho sentito che dovevo interpretare questo personaggio. È più vulnerabile di qualsiasi altro ruolo che io abbia mai fatto, è più autentico, più toccante” spiega Schwarzenegger. L’attore ha fatto un lavoro superbo nel caratterizzare questo padre: un uomo semplice, un contadino con la sua famiglia, che si farebbe in quattro per ognuno dei suoi componenti, un uomo che ha già perso tanto, la madre di Maggie, e ora si ritrova ad affrontare un dramma altrettanto doloroso. Il volto di Schwarzenegger, in primo piano, racconta tutto il dramma di questo padre.

Abigail Breslin è altrettanto brava nell’esprimere i diversi stati d’animo che Maggie prova. Dalla negazione all’accettazione finale c’è una nutrita gamma emozionale che pervade il suo spirito e lo spettatore ne è partecipe fino all’ultima intensa scena del film. Molto bella la fotografia di Lukas Ettlin in cui tutto è uniformato al colore della terra, il beige regna sovrano e gli altri colori sono sbiaditi, malati come questo mondo.
L’azione latitante lascia spazio ad un evolversi lento, ma inesorabile del destino dei personaggi, creando sapientemente una suspense, che ha il suo punto più alto nell’epilogo.
È un film inaspettato, una rivelazione.

Trailer



 
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