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Kristy PDF Stampa E-mail
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Scritto da Luca Orsatti   
mercoledì 22 luglio 2015

Titolo: Kristy
Titolo originale: Kristy
USA 2014 Regia di: Oliver Blackburn Genere: Horror Durata: 86'
Interpreti: Haley Bennett, Ashley Greene, Lucas Till, Chris Coy, Mike Seal, Lucius Falick, Erica Ash, James Ransone, Mathew St Patrick, Al Vicente
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.kristy.leonardo.it
Nelle sale dal: 30/07/2015
Voto: 5,5
Recensione di: Luca Orsatti
L'aggettivo ideale: Occasione persa..
Scarica il Pressbook del film
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kristy_leggero.pngPresentato al London Film Festival lo scorso anno, Kristy è un horror che non ha praticamente visto nessuno, spettatori di Thailandia, Kuwait e Filippine esclusi. Dal prossimo 30 luglio anche l'Italia si aggiungerà alla lista dei Paesi che hanno avuto la fortuna di ammirare l'opera seconda di Oliver Blackburn, in arrivo nei cinema nostrani grazie a Leone Group e The Space Movies. D'altronde la tradizione delle estati italiane vuole le sale tricolori piene di horror più o meno riusciti, il più delle volte da far riemergere da infiniti limbi distributivi. Kristy, è evidente, appare come uno dei casi più clamorosi.

Prodotto dai 'padri' di Sinister, vedi Scott Derrickson, il film segue il weekend del Ringraziamento di Justine, studentessa universitaria costretta a rimanere al campus perché priva di quei soldi che le permetterebbero di tornare in famiglia.
Rimasta completamente da sola all'interno di tutta l'università, la ragazza ha l'infelice idea di lasciare il campus per andare a comprare alcune provviste in un supermercato vicino.
Qui viene notata da una strana e inquietante ragazza, membro di una setta che seleziona le sue vittime soprannominadole 'Kristy'. L'incubo di Jasmine ha così inizio, perché una volta tornata all'interno del campus dovrà cercare di sopravvivere alla furia assassina dei 4 folli.

Una trama semplice semplice, e a tratti anche particolarmente assurda (tenere aperto un intero campus per una studentessa?), tesa e convincente nella prima ora per poi crollare sotto i colpi di un'ultima mezz'ora semplicemente illogica, eccessiva e produttivamente parlando insensata.
Blackburn, già visto in sala con Donkey Punch, conosce bene i lineamenti del genere horror, girando con fermezza e interessanti capacità l'iniziale incubo della protagonista, ritrovatasi di punto in bianco 'preda' di quattro maniaci senza alcun tipo di motivazione apparente.
La bella e credibile Haley Bennett deve affrontare le proprie paure e provare a reagire a tutto ciò che le sta accadendo attorno, all'interno di un ansiogeno quadretto: ovvero un campus completamente isolato, avvolto dalla nebbia, in piena notte e del tutto disabitato, se non fosse per un giardiniere e due guardie.
Presa di mira da una Ashley Greene versione 'punkabbestia psicopatica', Jasmine non è altro che un apparentemente facile tassello all'interno di un disegno criminale che vede varie sette in giro per il Paese uccidere giovani donne, infliggendo loro il marchio 'K' e riprendendo il tutto, vedi fuga e omicidio, per poi caricarli sul web.

Notevolmente teso in tutta la sua prima parte, che gioca con astuzia tra corridoi isolati e luci che vanno e vengono, lasciando così la protagonista in balia del buio più totale, Kristy perde completamente la bussola nel momento stesso in cui il 'bottino' Jasmine si trasforma in 'cacciatrice'. Quasi costretta ad 'evolversi' a causa di un doloroso e tragico evento, l'indifesa e impauirita studentessa diventa così dal giorno alla notte una Ripley di Alien che incrocia MacGyver, trascinando a fondo un'opera dal taglio 'slasher' fino a quel momento inaspettatamente interessante.

Registicamente parlando, infatti, Blackburn sa come e dove muoversi, spaziando tra dolly, drony e piani-sequenza ben strutturati nell'alimentare la giusta dose di tensione, per poi deragliare completamente e andare a sbattere contro un finale sinceramente inaccettabile.
Costato quasi 7 milioni di dollari, quindi non proprio i soliti spiccioli da genere horror indipendente, Kristy paga malamente lo scotto di una sceneggiatura (Anthony Jaswinski) dall'evoluzione discutibile, frenando immeritatamente l'interessante prova d'attrice della sorprendente Bennett e gli ispirati spunti registici di un Oliver Blackburn a cui bisognerebbe dare una terza (ed ultima?) possibilità.

Trailer



 
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