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Liberaci dal male PDF Stampa E-mail
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Scritto da Rudy Salvagnini   
lunedì 01 settembre 2014

Titolo: Liberaci dal male
Titolo originale: Deliver Us from Evil
U.S.A.: 2014. Regia di: Scott Derrickson Genere: Horror Durata: 118'
Interpreti: Eric Bana, Edgar Ramirez, Olivia Munn, Sean Harris, Joel McHale, Dorian Missick, Antoinette LaVecchia, Scott Johnsen, Valentina Rendón, Daniel Sauli, Olivia Horton, Chris Coy, Mike Houston, Sean Bennett, Lolita Foster, Sean Nelson, Lulu Wilson, Raiden Integra
Sito web ufficiale: www.deliverusfromevil-movie.net
Sito web italiano: www.warnerbros.it/speciali/sony/liberacidalmale
Nelle sale dal: 20/08/2014
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Rudy Salvagnini
L'aggettivo ideale: Debole
Scarica il Pressbook del film
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liberaci_dal_male_leggero.pngIrak, 2010. Alcuni soldati americani, nel corso di un'azione militare nel deserto, entrano in una misteriosa grotta, trovandovi qualcosa di decisamente strano.
New York, 2013. Il detective della polizia Ralph Sarchie e il suo collega Butler, di pattuglia, intervengono per quella che viene definita una lite domestica.
Il protagonista è Jimmy Tratner, un ex marine, componente del gruppo entrato nella caverna del prologo. Sarchie vede che la moglie di Jimmy mostra segni di percosse. Vuole perciò arrestare Jimmy, che però fa resistenza e cerca di fuggire.
Ne consegue una dura lotta: Jimmy finisce in manette e Sarchie nota che le sue unghie sanguinano. Un'altra chiamata è dallo zoo.Sarchie e il partner si precipitano: devono trovare una donna che ha gettato il suo piccolo di due anni nella fossa dei leoni. Fortunatamente i leoni non c'erano, ma il fatto resta grave. Sarchie e Butler notano che gli animali dello zoo sono in preda a una strana eccitazione e scovano la donna, non meno agitata, intenta a scavare nel terreno a mani nude.
La donna sembra impazzita e viene arrestata, ma Mendoza, un prete, si presenta dicendo di conoscerla e affermando che è sana di mente. Solo che, spiega, attualmente è posseduta. Sarchie non gli crede, naturalmente, ma avrà modo di ricredersi, trovandosi ad affrontare qualcosa di terribile, che coinvolgerà anche la sua famiglia.

L'abbinamento tra thriller urbano e horror soprannaturale non è nuovo, ma riserva spesso risultati positivi proprio per il contrasto tra il crudo realismo del thriller e il cuore antico dell'horror. In questo caso, Scott Derrickson, proseguendo il suo ormai già lungo percorso nel genere (l'ultimo esempio è stato l'interessante Sinister), ottiene discreti risultati nel tratteggio di una reà urbana degradata e pregna di misfatti. L'atmosfera cupa e notturna che ne deriva è una cornice adeguata per una discesa negli inferi del male supremo, partendo già dagli abissi di quello provocato dagli esseri umani.

La differenza tra male secondario (opera dell'uomo) e male primario (proveniente da qualcosa di ultraterreno) che padre Mendoza spiega all'incredulo Sarchie dovrebbe infatti rappresentare le due diverse anime del film. Il contrasto è anche - a rappresentare l'inadeguatezza umana di fronte al male con la "m" maiuscola - quello tra l'atteggiamento diretto e pratico di un poliziotto come Sarchie, abituato a trattare con le malefatte umane, e la sfuggente grandezza di ciò che si trova ad affrontare in questo frangente. Ma il viaggio attraverso il male è anche il viaggio del protagonista alla ricerca della redenzione per una colpa inconfessabile ed è qui che l'horror incontra anche il noir, oltre che il thriller. Il ritmo è lento, riflessivo, come se volesse assecondare i tempi della presa di coscienza del protagonista. Solo che la parabola psicologica è sin troppo risaputa e perciò la lentezza del racconto risulta a volte eccessiva.

La meticolosa costruzione narrativa giunge inoltre a una conclusione piuttosto scontata a base di antiche iscrizioni, frasi in latino e scatenati riti esorcistici che fanno sin troppo parte dell'immaginario di questi ultimi decenni.
Il vero problema del film, infatti, è quello di una storia che si affida troppo ai luoghi comuni del genere e non riesce a trovare il colpo d'ala per riscattarli con qualche svolta innovativa. Pregevole la fotografia che privilegia sapienti giochi di ombre e curiosi i molteplici riferimenti ai Doors.

 
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