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30 Giorni di buio
Titolo originale: 30 Days of Night
USA, Nuova Zelanda: 2007. Regia di: David Slade Genere: Horror Durata: 113'
Interpreti: Josh Hartnett, Melissa George, Ben Foster, Danny Huston, Manu Bennett, Joel Tobeck, Mark Rendall, Mark Boone Jr
Sito web: www.30daysofnight.com
Nelle sale dal: 08/02/2008
Voto: 5
Recensione di: Roberta Mantovani
"30 giorni di buio" rasenta il mix ideale per il cocktail horror-dinamico di questi ultimi anni.
Il plot è puramente pretestuale : Uno sceriffo (Josh Hartnett) di una cittadina con 153 abitanti, il cui piu' oneroso impegno è quello di fare qualche multa ogni tanto, vive un momento di crisi con la moglie alle soglie di un mese di buio. Si ritroverà ben presto a dover combattere (a suon di accetta) contro dei vampiri sanguinari in gessato (tanto per dare un effetto simil-gotico), con tanto di immolazione finale.
Abbiamo i vampiri (arrivati da non si da dove, senza che nessuno se ne chieda il perchè, ma passi pure), abbiamo un villaggio isolato, abbiamo il freddo (con relativi respiri a nuvoletta nei momenti di massima tensione), abbiamo degli interpreti catatonici (Josh Hartnett è alla sua peggiore interpretazione). Si direbbe la normalità per un film di questo genere. E allora come è possibile che questa pellicola abbia fatto parlare di sé, senza essere passata nell'immediato in cavalleria? E' merito dell'idea che si evince dal titolo, "30 giorni di buio" appunto, che illumina il pubblico sul fulcro dell'ideazione. Infatti il sopracitato "villaggio isolato" si trova a Barrow, in Alaska, il punto più a Nord della terra dove durante l'inverno per 30 giorni il sole non si fa vedere. E se due piu' due fa ancora quattro, è ovvio che un mese intero di buio possa attirare solo che i vampiri. E dunque, si aprano le danze all'ennesimo horror demenziale fatto passare per "geniale trovata".
Il film è di una lunghezza estenuante per il suo genere (quasi due ore), i dialoghi sembrano una presa in giro : ripetitivi, scontati, finti e contornati di ovvietà fino al midollo.
I personaggi sono poco piu' che macchiette, abbozzati frettolosamente e senza cura.
Purtroppo, il "Sam Raimi presenta" a mò di richiamo per le allodole sul cartellone, trae in inganno lo spettatore, che in quest'opera prima di David Slade sperava di trovare quegli spunti "raimineschi" che tanto avevano urlato al cult nel 1983 con "La Casa". C'è da dire che anche in questo film, l'effetto claustrofobico sarebbe calzato a pennello. Si perde, però, nella successione dei giorni, che passano senza cognizione di causa, senza segni visibili sui sopravvissuti (la fame? I vestiti ? La notte?), passando velocemente dal "giorno 7" al "giorno 18", senza una vera e propria evoluzione dello story-board.
Insomma, "30 giorni di buio" è un buco nell'acqua, che presto si farà dimenticare.
E' il film ideale per quelle sale gremite di ragazzi che vogliono passare una serata "dell'horror", ma non certo per i culturi di quest'ultimo.
In un film che rimane "sopito" per praticamente due ore, ci si aspettava almeno una battaglia finale degna di questo nominativo. Ma ahime, qui la pellicola si perde nuovamente. Josh Hartnett non spicca nel suo ruolo di "eroe che salva il popolo" iniettandosi il sangue infetto di un vampiro per poterlo combattere ad armi pari.
E' goffo e poco credibile nelle sue "piroette" di lotta contro il "capo dei vampiri", e ancor meno credibile è la loro ritirata immediata quando lo sceriffo-vampiro riesce ad ucciderlo.
Il finale pseudo-romantico della riconciliazione con la moglie, che deve dire addio al marito (eh si, ormai è un vampiro!) davanti alla prima alba del mese, che parallelamente, è l'ultima alba per il protagonista, è incommentabile.
C'è lui che muore, per la causa, bruciato. Come solo i bravi vampiri sanno fare.
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