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After.Life PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 112
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Scritto da Anna Maria Pelella   
mercoledì 20 ottobre 2010

After.Life
Titolo originale: After.Life
USA: 2009. Regia di: Agnieszka Wojtowicz-Vosloo Genere: Horror Durata: 97'
Interpreti: Liam Neeson, Justin Long, Christina Ricci, Chandler Canterbury, Josh Charles, Celia Weston, Shuler Hensley, Rosemary Murphy, Malachy McCourt, Luz Alexandra Ramos
Sito web ufficiale: www.afterlifethefilm.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Anna Maria Pelella
L'aggettivo ideale: Ambiguo
Scarica il Pressbook del film
After.Life su Facebook

After LifeAnna si precipita in macchina nella pioggia, dopo una lite furibonda col suo fidanzato, e si risveglia sul tavolo preparatorio per il suo funerale. Eliot, la persona che si occupa di prepararne il corpo, le spiega che, anche se a lei sembra di essere ancora viva, in realtà è nel limbo che precede la morte e che lui riesce a comunicare con lei tramite la sua capacità di parlare coi morti.

Anna è una persona spaventata. La gran parte della sua vita adulta è stata funestata dalla sua paura di amare e dal desiderio di sottrarsi alle pressioni. L'ultimo episodio la vede in fuga dal suo possibile futuro con un fidanzato innamorato, correre in macchina nella pioggia incontro alla sua triste fine.
Ma in realtà non è ancora finita perché Anna non ha accettato la sua condizione e si oppone al destino che la attende. Eliot la rassicura e le parla, perché lui ha un dono che gli consente di sentire i morti e di vederli per quello che sono nella fase di transizione, e mentre la prepara lei si lascia lentamente convincere. Ma la paura permane, e Anna continua a pensare di non essere morta affatto, e che Eliot sia soltanto un pericoloso psicopatico che l'ha drogata e che si propone di seppellirla viva.

Giocato sul filo di un'ambiguità svelata soltanto nel finale, questo After.Life gioca a più livelli sulla paura della morte e su quella della vita, che paiono affliggere in eguale misura i protagonisti del dramma. Anna non ha mai realmente vissuto, per cui si aggrappa al rifiuto della morte come fosse la sua unica, ultima occasione di vivere.
E in un certo senso le cose stanno proprio così, dal momento che in questa ultima fase avrà l'occasione di rivedere le sue scelte e la sua vita, e scoprire cosa realmente avrebbe voluto. Eliot si occupa del suo corpo, ma in realtà anche del suo spirito, infatti le parla e la rassicura preparandola a quello che la aspetta. Ma quello a cui nessuno è mai pronto è la rinuncia ai propri sogni e a una vita che non è stata quello che ci si aspettava. Infatti i rimpianti di Anna sono molti, e lei si oppone al suo destino proprio aggrappandosi a tutto quello che non ha fatto in vita.

L'ambiguità è il sentimento dominante all'interno di questa pellicola interessante, certo ma a tratti pesantemente allusiva, ogni gesto è un simbolo, ogni parola un indizio, che presto svela il suo carattere di critica allo stile di vita delle persone che scelgono la passività. Eliot detesta la foga di cui danno prova i defunti affidati alle sue cure.
Gli piacerebbe che ne facessero un uso maggiore quando sono ancora in tempo per fare qualcosa della loro stessa vita.
Ma non tutti ci riescono, e molti se la prendono con lui per non esser riusciti a fare le cose che volevano. Gli attribuiscono la loro morte, come se lui ne fosse la causa diretta, e si rifiutano di farsi accompagnare nel percorso che attende tutti, dopo la fine della vita. Ma forse le cose non stanno affatto così, e Eliot non ha nessun potere, se non quello di individuare persona già morte, che ancora camminano e tolgono l'ossigeno a chi invece vuole vivere. Persone che vanno seppellite al più presto per lasciare spazio a chi merita di vivere.
Ma chi è che decide a chi spetta la vita e a chi la morte? Certo sembra un compito ingrato e per la verità poco adatto a un'anima umana, sembra destinato piuttosto alle entità soprannaturali o alle eventuali divinità. Ma Eliot non è nessuno delle due, quindi se davvero Anna non fosse morta, si troverebbe nella pericolosa circostanza di esser preda di uno psicopatico con manie di onnipotenza.

La buona interpretazione di Liam Neeson, sobria ma a tratti inquietante, accresce il senso di ambiguità che permea anche la mente di Anna, una misurata Christina Ricci, dolce, spaventata e passiva in modo preoccupante.
La sua rassegnazione e la blanda opposizione che a tratti la induce a dubitare di Eliot, sono i segni distintivi di chi non ha mai preso una decisione convinta in tutta la sua esistenza. E in questo caso anche dopo.
La regia segue stancamente i tentativi di Anna di sfuggire alla morte nello stesso modo in cui è riuscita a sfuggire alla vita: negandola. Lo spazio in cui lei si muove è freddo, asettico e pesantemente opprimente, e in realtà è lo stesso che ha occupato anche da viva, un luogo in cui c'è poco spazio di manovra, nessuna via di uscita e che invita al riposo.
La fotografia e le scenografie curatissime completano il quadro di un'asfissiante monito contro tutte le passività pericolose in vita, come nella morte. E allo spettatore non resta da fare altro che constatare alla fine chi dei due avesse ragione.
E trarre da sé le sue conclusioni.

 

Commenti 

 
0 #31 *Anny* 2013-05-15 18:40
Penso che la Ricci fosse realmente morta mentre il fidanzato sia stato ucciso ....e questo rende Neason un po matto e un po sensibile.
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0 #30 *Anny* 2013-05-15 18:39
Penso che la protagonista era realmente morta ma il fidanzato no e questo rende Neason un po sensibile un pò maniaco!
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0 #29 vera 2013-05-15 00:46
questo film é fatto coi piedi, se fosse morta.non avrebbe.bisogno di drogarla.e.non si appannerebbe.lo specchio col respiro....il bambino figlio di uma.psicopatica, non é difficile.da manipolare...ma.cmq questo film fa veramente acqua da tutte le.parti....eventualmente poi ,in un senso o nell'altro, noi dovremmo prendere sul serio le.parole di un becchino che si permette di giudicare le vite degli altri conducendo egli stesso una vita orribile...ma secondo me.non vale neanche specare tante parole per questo ridicolo film,la regista farrbbe meglio a cambiare mestiere.
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+1 #28 Luigi 2013-02-23 23:24
Lei era l'unica viva nell'obitorio perchè parlava solo con lei. Gli altri con cui parlava non rispondevano perchè erano morti. Il furgone bianco c'è anche all'inizio quando le suona il clacson e faceva gli abbaglianti per distrarla. Appena fatto l'incidente, iniettava il bromuro prima dell'arrivo dell'ambulanza. E cosi è finita nelle sue mani.Stessa cosa alla fine. Ecco perchè veniva dichiarato il decesso senza troppi controlli.Li ha ammazzati entrambi.
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0 #27 Salvo 2013-01-02 15:35
Ann ha la certezza di essere viva (come lo spettatore) quando guardandosi per due volte allo specchio il suo fiato si condensa sullo specchio.La prima volta Eliot cancella frettolosamente con un panno questa prova,la seconda volta quando per l'ultima volta ha la possibilità di guardarsi allo specchio prima del funerale,ma non può far niente perchè sedata e immobilizzata da Eliot.
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+1 #26 blue 2012-12-31 02:29
Loro sono vivi. Anche i personaggi delle foto erano "vivi", uccisi dal becchino psicopatico.
Il bambino non è morto. Non potrebbe esserlo: viene visto da tutti, viene molestato dai bulli della scuola etc.. Quando viene aggredito da Paul, viene difeso.
E' solo un bambino che ha in qualche modo attrazione per il mondo dei morti.
Con una madre che è in realtà viva, ma "cadavere" (morta, pur vivente, ecco perchè l'aspetto vecchio).
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+3 #25 blue 2012-12-31 01:36
Ammazza chi non lo sa leggere.
Significato comprensibiliss imo, pathos e senso...
C'è gente che si aggira per il mondo, vivo... ma non capisce il significato della vita. E' passivo, non agisce.
"dite di aver paura della morte, ma in realtà avete paura della vita" (una delle frasi).
Facevi prima a dire che non ti è piaciuto, invece che dare giudizi affrettati.


Citazione EMI+VALLI:
Questo film ammazza....in tutti i sensi.
Senza senso e pieno solo di simboli che ha capito solo il regista e quello che ha scritto questo articolo.
Il film e\' lento, privo di pathos e di senso. Vala\' che almeno christina Ricci appariva senza veli.
Liam Neeson da qui una interpretazione al peggio delle sue possibilita\'.
Citazione
 
 
0 #24 blue 2012-12-31 01:33
Magari non sai leggerlo...

A me invece pare più che comprensibile.
Inoltre direi che ha molto "pathos" e parecchio senso.
Ci sono persone CADAVERI che pur si aggirano per il mondo... se sapessero aspetta loro, non vivrebbero nella passività, cercherebbero di sfruttare tutte le occasioni.
C'è gente che ha paura di vivere... anche se dice di aver paura di morire (lo dice verso la fine).


Citazione EMI+VALLI:
Questo film ammazza....in tutti i sensi.
Senza senso e pieno solo di simboli che ha capito solo il regista e quello che ha scritto questo articolo.
Il film e\' lento, privo di pathos e di senso. Vala\' che almeno christina Ricci appariva senza veli.
Liam Neeson da qui una interpretazione al peggio delle sue possibilita\'.
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+2 #23 vega 2012-12-15 13:11
L'ho visto ieri su Rai Movie, seppure mi è sembrato,un film forse intelligente per alcuni suoi intenti, credo vada messo direttamente nello scaffale della Pornografia Macabra; film rozzo e fastidioso, che trae il suo charme unicamente dall'estrema crudezza dei temi trattati, per affrontare i quali serono capacita estreme, non basta sventolare 2 attori da 1 milione di dollari, altrimenti si urta solo lo stomaco e la sensibilita della gente.
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+2 #22 Federico 2012-11-13 19:17
A mio avviso il bambino e il becchino sono la stessa persona,se ricordate bene quando il bambino chiede al becchino chi fosse stata con cui per primo a parlato da morto,risponde la madre....la stessa madre del bambino che è tale e quale ad una morta.....Inutile dire che anna e il fidanzato erano vivi!!!
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