HOME arrow LE NOSTRE RECENSIONI: arrow Horror arrow Colour from the Dark
Martedì 19 Ottobre 2021
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
News
uomo-invisibile-160x600.png
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Prima Persona Singolare NEWS
L’ombra del sicomoro
Libri … che passione!
Assolutamente musica
Nero su Bianco
Se i gatti scomparissero dal mondo
Stanley Kubrick
La strana storia dell’isola Panorama
L’assassinio del commendatore - Libro secondo
Il bacio in terrazza
Il caso Fitzgerald
L’assassinio del commendatore
I dieci amori di Nishino
Le avventure di Gordon Pym
Kurt Vonnegut, Harrison Bergeron, USA 1961
Il circolo Pickwick
Fino a dopo l’equinozio
Un canto di Natale
Ranocchio salva Tokyo
Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
La versione di C.
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
richard_jewell_banner.png
Colour from the Dark PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 31
ScarsoOttimo 
Scritto da Dario Carta   
venerdì 09 marzo 2012

Colour from the Dark
Titolo originale: Colour from the Dark
Italia: 2008. Regia di: Ivan Zuccon Genere: Horror Durata: 92'
Interpreti: Debbie Rochon, Michael Segal, Marysia Kay, Gerry Shanahan, Eleanor James, Matteo Tosi, Alessandra Guerzoni, Emmet Scanlan
Sito web ufficiale: www.ivanzuccon.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 09/03/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Benvenuto
Scarica il Pressbook del film
Colour from the Dark su Facebook
Mi piace

colourfromthedark_leggero.pngBenvenuto al cinema bello,quello schietto,nuovo e italiano e che le emozioni le regala davvero. Benvenuto,bentornato meglio,a chi il cinema lo sa far girare,nelle sale o nei soggiorni poco importa,ma lo sa valorizzare in un genere che oggi si perde in una deriva di significati e contenuti,qual'è il cinema dell'orrore.
Italiano all'anagrafe,ma professionalmente più internazionale,Ivan Zuccon è quel regista un po' sfuggito ad un' Italia distratta,che ha saputo crearsi un'identità in America per la sua passione sullo scrittore di Providence H. P. Lovecraft,cui si è ispirato per trasporre sullo schermo una buona dose delle sue opere,in titoli come ""The Darkness Beyond" (2000),i successivi "Unknown Beyond" (2001) e "The Shunned House" (2003),fino a quest'ultimo "Colour From the Dark" nel cassetto dal 2008,tratto dal romanzo "The Colour Out of Space".

Benvenuto a Zuccon sui tappeti rossi dei lavori ben fatti,magari nei silenzi dei media,nelle spallucce dei critici o fuori dai riflettori delle recensioni da botteghino quotidiano. Zuccon è un uomo nell'ombra,noto ad un pubblico eletto di affezionati alla paura,ma poco incontrato nel circuito dello spettacolo al box office,eppure fortemente talentuoso e portatore di pregevoli doni al cinema del brivido. E chi vedrà "Colour From the Dark" non potrà che verificarlo.

Resta da guardarlo con concentrazione,questo suo ultimo lavoro,per capire quanto il regista si distanzi dalle forme standard del genere cui il film appartiene per penetrare i luoghi profondi della paura,senza far rumore,senza sprechi di mezzi e con la voce bassa di chi sa raccontare le storie agli altri ricevendone in cambio l'attenzione. 1943. Italia.
Pietro (Michael Segal) e la moglie Lucia (Debbie Rochon) vivono in un casolare nella campagna italiana,strappando una faticosa esistenza dai terreni coltivati. Con loro c'è Alice (Marisia Kay),sorella autistica di Lucia,fragile preda di paure e angosce,la cui unica compagnia è la bambola Rosina.
E' proprio Alice ad incontrare per prima il Colore che viene dall'oscurità del pozzo dove il suo secchio è caduto.
Nel tentativo di riportarlo in superficie Pietro,muovendo l'acqua,risveglia un'entità malevola che si diffonde all'esterno come un vapore colorato. Tutto comunque sembra passare inosservato. Pietro non crede e sdrammatizza,prova ne sia che il raccolto è incredibile,lui smette di zoppicare e perfino Alice riesce a formulare qualche parola.
Ma presto le cose volgeranno al peggio,la verdura marcisce,i sonni sono disturbati da incubi e Lucia pare posseduta da una forza maligna e sconosciuta. Non si fa alcuna fatica ad entrare nel film fin dalle sequenze in apertura. Il primo viso è quello di una bambola dalle fattezze inquietanti,gli occhi sgranati in un sorriso allarmante,una bocca cucita nel silenzio e gli arti abbandonati all'incertezza che la avvolge come la notte.
La bambola è tenuta in mano da una ragazza in preda all'ansia e altrettanto muta,la cui paura sonda le tenebre di una campagna inquieta in cerca di qualche cosa di terribile. E di paura questo incipit ne è stracolmo.
La sequenza è quasi un'orribile fiaba mormorata nella quiete innaturale della notte che avvolge una ragazza forse folle,forse posseduta da un terrore da cui non sa liberarsi.

L'apertura è bellissima,di un fascino quasi perverso,terribile e viscerale,raro dono ad un cinema avaro di emozioni e qui elegante opera di incubi e ossessioni.
Zuccon stravolge con l'entusiasmo della passione ma con genialità la fantasia di Lovecraft,mutando l'elemento alieno dell'originale - un'aura misteriosa che avvolge nel colore della morte la realtà di una fattoria del New England - in uno spirito ossesso che chiama a sè entità demoniache e respiri extraterrestri,invasando uomini e natura con un maleficio che porta con sè il seme della morte.
Lunghi silenzi,dialoghi accennati,colori desaturati,fotografia da dizionario,inquadrature mai sprecate,scenografia dell'eccellenza,si compongono in un equilibrio da cinema di tutto rispetto,dove nulla è fuori posto e il racconto parla con la voce calma di una regia che sa cosa dire e come dirla.

Zuccon è capace di trasmettere nelle sue immagini il dolore sordo dell'orrore che non grida,non ha volto e non tocca,ma si muove strisciando nei bianchi e neri che si mescolano ai pallidi colori dell'incertezza. L'occhiata di "Colour" all' "Esorcista" di Friedkin è accertata - inadeguato lo sputo al Crocifisso - ma il film gode di una solida identità propria resa viva da immagini e inquadrature da cinema speciale,fra le quali i tre successivi primi piani della testa di Lucia,riversa e ossessa con una perfetta messa a fuoco sullo sfondo su cui si muove la figura sbigottita di Don Mario (Matteo Tosi),in bilico fra la porta e la stanza,in un lacerante contrasto fra perdizione e salvezza.
Questa testa,messa in primo piano,parla come il corpo intero di una persona distorta e guastata dal male che la divora. Zuccon fa parlare nel suo film dualismi e antitesi,realtà maligne in contrapposizione alle speranze - l'apparente guarigione di Pietro,i frutti della terra gonfi e maturi,le poche parole di Alice che esce dal silenzio,tutto verrà stravolto - in un doloroso conflitto che si fa voce narrante dell'eterna lotta fra luce e buio.
Mille particolari danzano nel film come piccole candele nella penombra,dando voce al racconto in un vocabolario ricco di sfumature,immagini e allusioni,come le mosche sul viso stravolto di Lucia,ombre della presenza avversaria,o le insistenti inquadrature sul Crocifisso e sul vino,i simboli della salvezza che vigila sulla casa minacciata dal pozzo che la vuole inghiottire.

Benvenuto a Zuccon,che ha saputo imparare da Pupi Avati l'arte di raccontare il brivido con un cinema che penetra nella pelle e lavora da dentro,senza muoversi troppo o prodigarsi nei sortilegi virtuali dello spettacolo da schiamazzo,ma genera le sue immagini nel silenzio irrequieto che crea la paura,come il buio da cui nascono i fantasmi.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
Il giorno sbagliato
Quando l'amore brucia l'anima. Walk The Line
7 ore per farti innamorare
Donnie Brasco
La forma dell'acqua - The Shape of Water
Re per una notte
Il re di Staten Island
La casa dalle finestre che ridono
È per il tuo bene
La gente che sta bene
Festival
Il primo Natale
Odio l'estate
Empire State
La ragazza che sapeva troppo
The vast of night
Dark Places. Nei luoghi oscuri
Honey boy
I miserabili
Quadrophenia
Parasite
La dea fortuna
Bombshell. La voce dello scandalo
D.N.A. decisamente non adatti
The gambler
Runner, runner
Il fuoco della vendetta
Death sentence – sentenza di morte
L’uomo invisibile
La Notte ha Divorato il Mondo
Ora non ricordo il nome
Cattive acque
Animali notturni
Rosso mille miglia
Gioco d'amore
All eyez on me
Gli anni più belli
Lontano lontano
L'uomo dei sogni
Rocketman
RICERCA AVANZATA
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png instagram.jpeg
paypal-donazione.png
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere