HOME arrow RECENSIONI FILM arrow Horror arrow Hostel: Part II
Venerdì 25 Maggio 2012
Cinemalia Menù
HOME
ANTEPRIME GRATUITE
FILM STREAMING GRATIS
RECENSIONI NOVITA'
RECENSIONI FILM
RECENSIONI DVD
I FILM CHE USCIRANNO
GLI INEDITI
CULT MOVIE SCI-FI
SORRIDI CON NOI
PROSSIMAMENTE
LUOGHI COMUNI
ARTICOLI CINEMA
CINEMA E CURIOSITA'
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI E CINEMA
COLLABORA CON NOI
CONTATTACI
STAFF
FEED RSS
NEWS & RUMORS
Facebook Twitter Feed
facebook_32.png twitter_32.png rss_32.png mail_home.png
Cinemalia Newsletter

Se vuoi goderti tutte le anteprime e desideri ottenere biglietti gratuiti per il cinema Registrati rapidamente a Cinemalia!






Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Cerca in Cinemalia
Pubblicità

Anteprima TFF

Retrospettiva Sono Sion
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)

Libri & Cinema
Prossimamente
Hostel: Part II PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 12
ScarsoOttimo 
Scritto da Anna Maria Pelella   
venerdì 28 dicembre 2007

Hostel: Part II
Titolo originale: Hostel: Part II
USA: 2007. Regia di: Eli Roth Genere: Horror Durata: 93'
Interpreti: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko, Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech, Lauren German, Heather Matarazzo, Vera Jordanova
Sito web: www.hostel2.com
Nelle sale dal: 22/06/2007
Voto: 5
Recensione di: Anna Maria Pelella

64.jpgTre studentesse americane si trovano a trascorrere un fine settimana al seguito di una modella conosciuta nella scuola d’arte che frequentano, a Roma. Il fine settimana è in Slovacchia e l’albergo è l’ostello più famoso del centro Europa, da quando Eli Roth, regista di indubbio talento, ci ha aperto le porte della fabbrica abbandonata che funge da mattatoio per ricchi…
Cominceremo col parlare delle cose che non si possono non dire di questo film. In primo luogo la regia è perfetta. Eli Roth sa come tenere la macchina da presa e di sicuro l’uso delle luci e quello degli attori, indicano una capacità tecnica non usuale. Gli attori sembrano adatti, tutti perfettamente nel ruolo, e caratterizzati con cura. E’ appunto la cura nella confezione di questo ennesimo prodotto della factory di Tarantino ad essere evidente in ogni frangente. Le scene più ricche, grazie al successo del primo film della serie, sfiorano la volgarità, ma non è importante, ciò che conta è che visivamente il film regge, eccome. Quello in cui però Roth è meno efficace è la costruzione del plot, infarcito fino alla noia di stereotipi, dal treno pieno di italiani canterini e volgarotti, fino alla manierata ingenuità delle americane di provincia che si sentono sempre a casa e benvolute, cosa assai comune tra le convinzioni del loro paese. Ancora poi abbiamo gli infidi slovacchi, che dai bambini che hanno visto la guerra e non si spaventano di nulla, fino alla avvenente e traditrice modella, appaiono dello spessore di una sottiletta. Vogliamo poi parlare dei clienti? Ricconi viziati, circondati da prostitute, che fanno un’asta, manco fossero su e-bay, per decidere chi sarà il fortunato macellaio. E giù di stereotipo in stereotipo, fino alla sanguinaria opulenta, affetta da anacronismo, che si fa il bagno nel sangue della più sfigata del gruppo, racchia e sicuramente vergine. C’è poi la trasformazione finale di una delle vittime, su cui taciamo per pudore, talmente è stupido il sottotesto suggerito.
O ancora la storia della presunta critica alla società americana e a Bush, che manco a cercarla col lanternino si riesce a vedere, mica basta dichiarare un intento perché esso poi si materializzi di colpo motivando un’asserzione messa là a mò di slogan.
I camei di Deodato, che per non sbagliare fa il cannibale, della Fenech, bella e sprecata e di Luc Merenda detective italiano da incubo, sono solo la pallida eco di quelli di Grindhouse e manco la citazione di Pulp Fiction salva il tutto dall’ovvietà.
Insomma la domanda che sorge spontanea è come è possibile che il talento di Roth cresca inversamente al budget a sua disposizione? Non sembra neanche più lui il brillante regista che anni fa si fece notare con un filmetto dalle suggestioni lynchiane, Cabin Fever, ai cui fasti sembra ormai lontano anni luce. Tutto sommato questa ci pare un’occasione sprecata, per un regista sicuramente in grado di fare di meglio, se solo si affidasse ad uno sceneggiatore degno di tal nome.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Top Movie
I Top Movie del Week-End dal 18 al 20 Maggio 2012
1 Dark Shadows
2 The Avengers
3 American Pie - Ancora insieme
4 Quella casa nel bosco
5 La fredda luce del giorno
6 Il pescatore di sogni
7 Hunger Games
8 Margin Call
9 Chronicle
10 Seafood - Un pesce fuor d'acqua
In Blu Ray a Maggio
Archivio per genere
Sondaggi
Votate il film Horror più spaventoso!