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Il labirinto del fauno
Titolo originale: Pan's Labyrinth
USA Messico Spagna: 2006. Regia di: Guillermo del Toro Genere: Horror Durata: 112'
Interpreti: Ivana Baquero, Doug Jones, Sergi López, Ariadna Gil, Maribel Verdú
Recensione di: Stefano Solinas
Ultimo film in competizione, El Labirinto del Fauno del messicano
Guillermo del Toro ha chiuso di fatto il 59° Festival di Cannes
all'insegna del politicamente corretto e degli effetti speciali.
Ambientato nella Spagna del 1944, il regista affida a un gruppo di
partigiani repubblicani superstiti il compito di far vincere, sullo
schermo, quella guerra civile persa, nella realtà, cinque anni prima.
Perché la vittoria sia anche morale, fa del franchismo, ovvero del
fascismo, il concentrato puro e semplice dell'orrore e affida a una
bambina il ruolo di vittima sacrificale.
Alla fine, insomma, il Bene Trionfa, il Male è sconfitto e l'eroina della storia muore felice. Oscillante fra realismo e fantasy, El Labirinto del Fauno marcia su due
piani paralleli, alternando il gotico-horror con cui viene raccontato
l'immaginario universo infantile della piccola Ofelia, al crudo
realismo con cui viene descritto il regime militare di Franco, un
concentrato di torture, esecuzioni sommarie, istinto di sopraffazione.
Visionario e molto bravo nel dare vita alla fantasia della bambina,
orfana di padre e con una madre risposatasi con un fanatico capitano da
cui attende un figlio, è sull'altro versante che El Labirinto del Fauno
fallisce, scontato com'è nella caratterizzazione e nei ruoli.
È una favola per adulti» spiega del Toro, «perché ai miei occhi il
fascismo è innanzitutto una forma di perversione dell'innocenza, e
quindi dell'infanzia.
Rappresenta la morte dell'anima, n quanto spinge a scelte dolorose e
lascia tracce indelebili su chi le vive. Così, il vero "mostro" del mio
film è proprio il capitano Vidal, un mostro reale rispetto a quelli che
Ofelia con la sua fantasia incontra nel labirinto».
L'elemento gotico-fantastico della pellicola si basa sulla
trasposizione cinematografica delle immagini del disegnatore Arthur
Rackman, create apposta per l'occasione, e per quanto il regista non
abbia mai avuto, per sua stessa ammissione, l'intenzione di fare un
film unicamente legato al genere fantasy, è proprio questo che alla
fine resta nella mente dello spettatore.
Nella parte del capitano Vidal Sergi Lopez è una carogna più che
convincente, ma è l'undicenne Ivana Baquero la rivelazione del
Labirinto del Fauno, una ragazzina sperduta e a disagio nel crudele
mondo dei grandi, troppo fragile rispetto a ciò che la circonda, eppure
testardamente decisa a difendere il regno fatato che si è scelto come
proprio rifugio.
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