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Insidious 3 - L'inizio (Blu Ray) PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Orsatti   
venerdì 18 dicembre 2015

Titolo: Insidious 3 - L'inizio
Titolo originale: Insidious Chapter 3

Caratteristiche del Blu Ray in vendita dal 21 Ottobre 2015.

Film

insidius_3_blu_ray_cover_leggero.png

Qualche anno prima del caso Lambert, Elise Rainier si era ritirata dalla sua vita di sensitiva che aiutava le persone ad esorcizzare gli spiriti infestanti, a causa della pericolosità sempre maggiore nell’utilizzare questa sua capacità. Ma quando la giovane Quinn Brenner le fa visita nella speranza che possa aiutarla a mettersi in contatto con la sua defunta madre, Elise avverte che uno spirito maligno si è attaccato a lei.
Per Quinn da quel momento in poi inizia un vero incubo mortale che sconvolge tutta la sua famiglia e costringe Elise ad affrontare le sue paure e a tornare ad aiutare il prossimo nella lotta contro questi spiriti spaventosi.
Terzo capitolo dell’omonima fortunata serie horror, Insidious 3 – L’inizio, è scritto e diretto da Leigh Whannell, che subentra alla regia dopo aver scritto i precedenti capitoli (oltre che interpretati), sostituendo James Wan, qui rimasto alla produzione insieme ad Oren Peli. Questo terzo capitolo, come lascia suggerire il titolo, si pone come un prequel del film originale, spostandosi dalle vicende tormentate della famiglia Lambert a quelle della famiglia Brenner e con un nuovo mostro da affrontare.
Diciamolo subito, il film è un vero fallimento e questo è in gran parte dovuto all’assenza di James Wan dietro la camera da presa.
Wan è ormai considerato come uno dei più apprezzati registi di genere horror di questa generazione (tenendo conto che il genere horror ha avuto un crollo verticale di qualità negli ultimi vent’anni): prima Saw, poi Insidious e poi The Conjuring, rivelano una notevole creatività, sia nell’organizzare i salti dalla sedia per lo spettatore, sia per le atmosfere e la gestione degli script. Ma ecco che, come in ognuno di questi franchise, non appena lascia il posto a qualcun altro, i sostituti non sono in grado di replicare il buon lavoro del regista di origini malesi, tentando goffamente di imitarlo (atto dovuto per coerenza creativa all’interno di film della stessa saga) senza però replicare quel piglio creativo.
Leigh Whannell, qui alla sua prima regia, si è dimostrato un buon soggettista e sceneggiatore e le sue opere, se messe nelle mani giuste (Jemes Wan appunto), erano in grado di brillare.
Ma qui dimostra di non avere la padronanza giusta per il genere, sia perché i suoi spaventi sono tutti telefonati e funzionano grazie ai suoni improvvisi che per forza di cose spaventano, sia perché non aggiunge assolutamente nulla alla mitologia della serie, risultando spesso lento e noiosissimo da seguire, a differenza dei capitoli precedenti.
A peggiorare la situazione, anche qui, c’è l’influenza supereroistica che ormai sta ammorbando Hollywood, dove si assiste alla nascita del team di ghostbuster formato dalla vecchia Elise e i due nerd Tucker e Specs, quest’ultimo sempre interpretato dallo stesso Whannell, esattamente come si assistesse al tipico film di origini del supereroe, che è assolutamente inappropriato in un film presumibilmente horror. Il film sembra voler essere orientato più ai fan, con riferimenti ai film precedenti come se piovesse, piuttosto che cercare di catturare uno spettatore neofita con una storia di ferro senza dover ogni volta fare il gomitino allo spettatore per l’ennesima citazione autoreferenziale.
La saga indubbiamente andrà avanti, ma si spera che Whannell resti alla sceneggiatura e che lasci la regia in mani più capaci.

Video
Edito da Sony, su distribuzione Universal, Insidious 3 – L’inizio non presenta alcuna particolarità nell’edizione in alta definizione Blu-ray offerta per il mercato home video. Un disco singolo confezionato in amaray, senza slipcover o copie digitali.
Il disco non fa parte della campagna “Mastered in 4K” di Sony, dovuto all’assenza di un master a tale risoluzione e della specifica del colore espanso che accompagna tali titoli.
Il film è interamente girato in digitale con Sony CineAlta F55 a 4K di risoluzione e finalizzato in un master, sempre digitale, a 2K (digital intermediate). Il lavoro di Brian Pearson alla fotografia si accoda a quello di John Leonetti fatto nei precedenti capitoli, ripetendo quindi un look molto attenuato, con una predilezione per le tonalità calde, ma rilassate, senza saturazioni e brillantezza. Ciò non porta certo ad una mancanza di volume nel croma, che infatti si attesta su buoni livelli, anche se però pecca di tridimensionalità, sia per l’utilizzo delle tonalità cromatiche scelte che per un livello del nero buono, ma non eccezionale, nonostante gran parte del film si svolga in ambienti molto bui.
Dove maggiormente il film non convince è nel dettaglio: seppur il quadro mostri un livello di definizione molto alto, sia nei primi piani, con ottima texturizzazione negli incarnati, che nei campi lunghi, dove ogni elemento è distinto e ben chiaro nei particolari, purtroppo spesso questo non convince risultando impastato e poco chiaro. Non si può fare a meno di notare una certa dose di rumore digitale che rende l’immagine disturbata in alcune sezioni più scure, ma non solo.
E’ possibile che il problema derivi maggiormente dal lavoro di authoring, quindi una compressione video non completamente ottimale. In ogni caso l’encoding in AVC si attesta su livelli medi di bitrate, tanto da scongiurare i problemi più grossi di compressione, ma analizzando fotogramma per fotogramma non si può fare a meno di notare situazioni limite e dettagli non espressi correttamente, ma in ogni caso niente di troppo rilevante, niente che comprometta la sufficiente trasparenza di riproduzione del master originale.

Audio
Sia il doppiaggio italiano che l’originale inglese godono di una codifica lossless DTS HD Master Audio a 5.1 canali.
Il film è tutto incentrato sui rumori improvvisi e i suoni dirompenti per  spaventare il pubblico, quindi la separazione e direzionalità dei canali diventa importante per creare la suggestione. In questo senso il film è un ottimo esempio con panning precisi e collocazione spaziale impeccabile.
Di grande effetto la pulizia e dinamica della colonna sonora che coinvolge durante la visione. Chiari, precisi e ben inseriti anche i dialoghi. Sostanzialmente la differenza con la traccia inglese è sempre quella: la naturalezza del montaggio dei dialoghi nell’ambiente e la potenza e ricchezza dei vari effetti, che nel doppiaggio, seppur in maniera insignificante, va a perdere nel confronto.

Extra
Come di consueto, il comparto di contenuti speciali si assesta al minimo indispensabile, con una serie di featurette e basta.
Si parte con un dietro le quinte di base, dalla concezione della storia, alla scelta del cast e altre interviste relative alla realizzazione del prodotto. Si passa poi al dietro le quinte della sequenze dell’incidente d’auto, il lavoro degli stunt ecc.
Si arriva poi alla parte relativa ai concept delle creature, alla realizzazione con make up e agli effetti visivi.
Un piccolo speciale è dedicato al gruppo dei Cherry Glazerr, al lavoro sulla cover di una delle canzoni famose presente nel primo film originale e riproposta per il terzo film. Infine la testimonianza di un vero sensitivo sul suo lavoro, passando poi per le scene eliminate. Tutto nella sufficienza.

Filmati vari
Storia delle origini: Chapter 3
Gli stuntman: l’incidente d’auto
Creazioni macabre
Cherry Glazerr: Tiptoe Through the Tulips
Case infestate: Parla un sensitivo
Scene eliminate
Quinn trova le fotografie
Postumi dell’ospedale
Specs spiega il suo lavoro
Trailer vari

Trailer

 
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