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Scritto da Piergiorgio Ravasio   
lunedì 05 gennaio 2009

Lasciami entrare
Titolo originale: Lat Den Ratte Komma In
Svezia: 2008. Regia di: Tomas Alfredson Genere: Horror Durata: 114'
Interpreti: Kåre Hedebrant, Lina Leandersson, Per Ragnar, Henrik Dahl, Karin Bergquist, Peter Carlberg, Ika Nord, Mikael Rahm, Karl-Robert Lindgren, Anders T. Peedu, Pale Olofsson, Cayetano Ruiz
Sito web: www.latdenrattekommain.se
Nelle sale dal: 09/01/2009
Voto: 7
Trailer Italiano
Trailer Svedese
Trailer Inglese
Recensione di: Piergiorgio Ravasio

lasciamientrare_leggero.jpegCuriosando qua e là nei listini cinematografici del nuovo anno, ci vuole poco per scoprire come questo inizio di 2009 sia piuttosto anomalo. Non sono ancora terminate le feste natalizie che, quasi in antitesi allo spirito di queste giornate, veniamo subissati da pellicole di genere horror.
Ma non fermiamoci a questo aggettivo, perché capita che un film così catalogato possa in realtà rivelarsi per qualcosa di molto più umano e profondo.
È il caso di "Lasciami entrare". Pellicola svedese (e già qui evidenziamo la rara distribuzione di tali opere nel nostro paese), ottime critiche al Tribeca Film Festival di New York dove ha vinto il Premio del Pubblico, recente presentazione Fuori Concorso al Torino Film Festival di quest'anno.
In un periodo dove narrazioni di questo tipo non si sono ancora eclissate dai nostri schermi (pensiamo anche solo al recente "Twilight") ecco arrivare una storia di tenera amicizia tra un ragazzino e una vampirella dodicenne.
Agli appassionati del genere, bramosi degli interminabili fiumi di sangue, delle sciorinate di aglio o dell'ostensione di crocefissi vari, con parata di bare per il riposino diurno o passeggiate notturne alla ricerca di nuove prede, consigliamo subito di indirizzarsi altrove.

Qui siamo decisamente da altre parti. Siamo a Blackeberg, un quartiere periferico di Stoccolma, nel 1982. Eli e Oskar sono due coetanei che il regista ritrae in un contesto di amicizia, di amore e di emarginazione.
Il tutto in un quadro adolescenziale conturbante e cupo, ma allo stesso tempo poetico ed inaspettatamente tenero e romantico.
Oskar è il classico bravo ragazzo che a scuola viene regolarmente deriso e minacciato dai compagni. Appassionato di cronaca nera, non ha amici, gira sempre con un coltello in tasca ma non si azzarda ad usarlo contro nessuno. Anche la situazione familiare non è delle più rosee: vive solo con il padre ed è alla ricerca di qualcuno con cui sviluppare un autentico rapporto di amicizia.
La conoscenza tanto desiderata arriva ed ha il nome di Eli: una ragazza strana, che esce di casa soltanto di sera e sembra non soffrire il freddo gelido, tipico del paesaggio invernale svedese.
L'arrivo della ragazza coincide con una serie di casi misteriosi che si verificano nella cittadina: un ragazzo morto viene trovato appeso ad un albero; un altro, assiderato, recuperato in un laghetto; una donna morsa al collo e che inizia a dare segni di squilibrio.
Pur nell'ingenuità tipica della generazione, Oskar capisce alla svelta che la sua nuova, atletica ed eterna amica nient'altro è che un vampiro e che per vivere ha bisogno di sangue umano.
Tuttavia, nonostante la solitudine che accomuna le esistenze di entrambi, i due troveranno il modo di riscattarsi: gli atti di sfida di Oskar e il bisogno di sangue di Eli li porteranno ad un conflitto in cui entrambi saranno costretti a difendere le proprie vite e il loro desiderio di stare insieme.

Il film è tratto dall'omonimo bestseller internazionale di John Ajvide Lindqvist (ex commediografo di successo, illusionista e sceneggiatore TV), pubblicato per la prima volta in Svezia nel 2004. Con la sua consueta miscela di idillio, orrore e sobborghi, il libro riceve un'ottima accoglienza ed entra subito nelle classifiche dei bestseller e viene pubblicato dalle principali case editrici di non meno di 12 paesi.
Pubblicato in Italia da Marsilio e definito all'altezza del migliore Stephen King, "Lasciami entrare" si risolve in un film crepuscolare e commovente; una storia che, pur appartenendo al genere horror, si colloca a metà strada tra la grande letteratura e il dramma fantastico. Malgrado lo sfondo deprimente di una Svezia plumbea, le aspre condizioni sociali, il bullismo e la violenza sanguinaria, è una romantica storia d'amore con un finale positivo e pieno di speranza.

Un film d'evasione ricco di profonda umanità, in grado di attrarre una vasta platea senza essere né piatto né pretenzioso e che esalta quell'amore che fa uscire dall'oscurità; che dall'andare a picco permette di venire all'improvviso salvati da una mano soccorritrice del tutto inattesa.
Una storia d'amore, quella di Eli e di Oskar che, pian piano, li porta a guardare a se stessi sotto una luce diversa. Un dodicenne insicuro e vittimizzato e una ragazza misteriosa e fuori dall'ordinario che vivranno la loro storia di emancipazione, sperimentando come l'amore e la fiducia possano essere le fondamenta per una crescita e una liberazione individuale.

Un horror dal sapore adolescenziale (che forse piacerà di più a noi adulti), un eccitante progetto cinematografico svedese degli ultimi anni, altamente romantico e finemente costruito e che, pur combinando qualche elemento di orrore finemente calibrato, speriamo attirerà nelle sale un vasto pubblico.
Finalmente lontano dalle logiche commerciali che impongono regole ben precise ai classici cliché di genere (portare introiti ai botteghini di mezzo mondo), la trama si sgancia dal superfluo e dal "mostrare a tutti i costi" per elevarsi a cantare quel desiderio di amore assoluto che è in grado di superare qualsiasi ostacolo.
Una ragazza che è tutto ciò che lui non è: forte e risoluta.
Un ragazzo che è ciò che lei non potrà mai essere: umana e normale.
Entrambi costretti a lottare per il loro amore e a fare scelte cruciali per il loro futuro, vivendo una vita alla ricerca della felicità e con la consapevolezza che in qualsiasi momento può essere tolta.
Il buon vecchio Nosferatu ci aveva insegnato anni fa che i vampiri, per entrare in un posto, devono essere invitati.
"Posso entrare?", domanda Eli. "Lasciami entrare per favore."
"Entra!" risponde Oskar.
Un imperativo che lascerà il segno nella sua giovane vita; proprio come quel treno dell'ultimo minuto che si dirige nei territori dell'ignoto, conducendo i due giovani verso chissà quale destinazione.

 
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