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Non aprite quella porta (Blu Ray) PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Orsatti   
mercoledì 26 dicembre 2018

Titolo: Non aprite quella porta
Titolo originale: The Texas Chain Saw Massacre
Caratteristiche del Blu Ray in vendita dal 22 Novembre 2018.
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Film
Nello stato del Texas le autorità sono preoccupate per le profanazioni susseguitesi nel cimitero di Newton ove anon_aprite_quella_porta_blu_ray.jpg diversi cadaveri sono stati amputati gli arti e la testa. Nella allucinante regione giungono per un week-end cinque giovani a bordo di un furgoncino: Sally e Pamela, le ragazze;Jerry e Kirk, i rispettivi ragazzi; Franklin, fratello di Sally, immobilizzato su una carrozzella. Essendo rimasti a corto di benzina e avendo trovata la casa del nonno di Franklin del tutto inabitabile, i componenti della giovanile spedizione raggiungono separatamente e successivamente una casa abitata da una famiglia di macellai e vengono uccisi in maniera inenarrabile. Sally, ultima vittima, riesce a fuggire ma, mentre i feroci assassini verranno assicurati alla giustizia, ella finirà in manicomio....
Il capolavoro di Tobe Hooper inizia con degli scatti fotografici: ciò vuole trasmettere fin dall’inizio un’affinità con la realtà, quasi come se stessimo per assistere a un documentario. Il film prosegue invece per tutt’altra direzione, creando quel modello/schema che sarebbe stato imitato, plagiato e avrebbe ispirato tutto il cinema horror a venire, ovvero: il gruppo di ragazzi in viaggio che, una volta lontani da tutto si imbattono in un orrore smisurato, venendo quindi uccisi violentemente uno ad uno. Eppure questo è solo uno tra i tanti motivi che hanno fatto di "Non parite quella porta" un capolavoro imprescindibile, in grado di terrorizzare ancora oggi. In primo luogo, questo film è prevalentemente ambientato sotto la luce del sole, e termina proprio in prossimità dell’alba, quando Leatherface agita la motosega davanti al sole. Abbandonato lo stereotipo secondo il quale l’horror è legato all’oscurità notturna, le morti a catena avvengono nella soleggiata campagna texana. L’orrore non viene quindi più da fuori, ma viene da dentro, si consuma nel nucleo familiare, nelle mura di casa. La famiglia come istituzione non è mai stata bersaglio di una critica così acida, tanto è vero che la scena moralmente e psicologicamente più cruda si svolge proprio quando tutta la “famiglia” è a tavola.
Ciò che si nasconde “dietro quella porta” altro non è che una società deformata e afflitta dalla colpa e dall’orrore della guerra del Vietnam, che si rispecchia, oltre che, appunto, in una famiglia messa alla berlina, soprattutto nel serial killer soprannominato “faccia di cuoio. Non è infatti un caso che egli indossi una maschera fatta di pelle umana, carne che rappresenta quindi niente di meno che l’uomo stesso.
A dispetto di quanto accadeva in passato o di quanto sarebbe accaduto in futuro, non abbiamo più un “cattivo” in qualche modo affascinante, si pensi al Dracula sensuale di Cristopher Lee, oppure dotato di qualche sentimento residuo e quindi capace di fermarsi e riflettere, seppur solo per un secondo e guardando questa volta avanti, si pensi al Jason di “Venerdì 13”, che si blocca stordito ogni qualvolta viene nominata sua madre.
“Faccia di cuoio” è il male puro, una macchina, un macellaio che per uccidere fa uso degli strumenti più rozzi, la cattiva coscienza di un’America che ha perso la propria innocenza. Ecco perché fa così paura. Questo, quindi, è anche un film politico. Guardando di nuovo al genere horror nel complesso, assistiamo con questa pellicola alla nascita del cosiddetto “New Horror”, che fa di castelli gotici popolati da pipistrelli, topi e ragnatele un tema obsoleto. Se gli horror ante “Non aprite quella porta” erano spesso di ispirazione letteraria, si pensi a Dracula e a Frankenstein, i film tratti da Edgar Allan Poe, così come a tutti i film di ispirazione gotica, col “New Horror” emerge qualcosa di nuovo, che ha in qualche modo a che fare con la contemporaneità e che ha come marchio di fabbrica il modello narrativo che ho esplicato all’inizio. Tobe Hooper, tra i pionieri del genere, avrebbe realizzato due anni più tardi il bellissimo “Quel motel vicino alla palude” per dirigere poi nel 1986 “Non aprite quella porta parte 2”, sequel trascurabile del film in questione, così come anche il terzo e quarto capitolo non diretti però da Hooper. Marcus Nispel realizza un buon remake nel 2003, mentre la vera svolta arriva con “Non aprite quella porta – L’inizio” di Johnathan Liebesman del 2006, a tutt’ora il migliore dopo l’originale!

Video
Il film distribuito da Koch Media per la prestigiosa etichetta Midnight Classics viene
presentato nel formato 1,78:1 con codifica a 3840 p. per la versione 4K e 1,78:1 con codifica a 1080 p. per il Blu Ray. La confezione è una bellissima Slipcase cartonata contenente un meraviglioso Digibook impreziosito da un gradevole e accattivante Artwork. Oltre al film in 4K UltraHD e Blu Ray troviamo un terzo disco per i contenuti speciali e un ricco booklet di venti pagine, realizzato da Manlio Gomarasca e Davide Pulici per Nocturno Cinema che analizza l'opera in ogni suo aspetto. Ci troviamo di fronte a un prodotto di altissima qualità che ha permesso di restituire a una pelliccola con altre 40 anni una nuova vita. Il film arriva per la prima volta sul nostro mercato avendo fruito di una nuova scansione 4K dai negativi originali permettendo di ottenere una qualità visiva superiore rispetto alla controparte Blu Ray e offrendo netti miglioramenti nonostante il materiale di partenza in 16mm. La qualità percepite è elevata e il video mostra una definizione e una chiarezza impensabili fino a d'ora. Il lavoro svolto in fase di encoding ha cercato di dare il massimo risalto possibile ad ogni singolo fotogramma, portando alla luce elementi, in primo e secondo piano, che sono sempre stati in parte affogati nella penombra. Questo importante aggiornamento in 4K ha portato ad avere una gamma dinamica particolarmente elevata e bilanciata, che garantisce un eccezionale livello di contrasto e bianchi estremamente nitidi. Il livello del nero è molto buono, anche se in alcune sequenze più scure o scarsamente illuminate si perdono i dettagli più fini. Gamma cromatica importante e particolarmente ampia che riesce a restituire rossi corposi, verdi vivaci e azzurri vividi. Un prodotto che merita 10 e lode e che non può mancare negli scaffali di ogni collezionista....

Audio
L'audio è un'altro punto di forza di questa stupenda edizione, infatti l’offerta è sorprendentemente ricca compresi i due differenti doppiaggi italiani, quello originale in Dolby Atmos e DTS Mono e quello nuovo, delle edizioni home video precedenti, in formato lossy DTS-High Resolution 7.1 (2304 kbps/24 bit) oppure lossy DTS 2.0 (384 kbps), dove le scene tagliate all’epoca sono state reintegrate in lingua originale con sottotitoli in italiano. E’ presente inoltre la sorprendente traccia Dolby Atmos in lingua originale. La pista sonoro in lingua originale è sorprendente e il lavoro svolto in fase di realizzazione a permesso di estrappolare suoni, accuratamente selezionati dalla nuova sorgente rimasterizzata, ricollocandoli in aree specifiche dell’ambiente ricreando un campo sonoro preciso e veritiero. Per tutta la durata del film la traccia in ligua originale contribuisce alla piena immersione nella visione grazie agli innumerevoli effetti sonori fuori campo e all’inquietante tema musicale che ci avvolge con straordinaria fedeltà. Particolare estremamente importante è la capacità di avere a disposizione una gamma dinamica estesa e precisa, che permette una distinzione cristallina tra tutti i canali e una separazione tra i vari rumori senza alcuna distorsione. Discreti i bassi, non particolarmente esuberanti, ma adeguati a creare atmosfera e angoscia. Canale centrale equilibrato che permette un'ascolto del parlato preciso e soddisfacente. Ottimo!

Extra
Comparto extra stratosferico con oltre cinque ore di materiale da visionare.
"4 commenti audio presenti nel disco 4K e nel Blu Ray" Del regista Tobe Hooper; di Tobe Hooper con l’attore Gunnar Hansen aka Leatherface e il direttore della fotografia Daniel Pearl; di Daniel Pearl con il montatore J. Larry Carroll e il responsabile del suono Ted Nicolaou; dei protagonisti Marilyn Burns, Paul A. Partain e Allen Danziger, con lo scenografo Robert A. Burns.
Nel terzo disco troviamo:
"The Texas Chainsaw Massacre: The Shocking Truth" (73′) Lungo ed esaustivo documentario sulla realizzazione del film con istantanee della produzione e interventi di parte di cast e troupe oltre a poco meno di 8′ minuti di sequenze tagliate dalla versione definitiva del documentario stesso.
"The Shocking Truth: Scene tagliate" (8′)
"Off the Hook – con Teri McMinn" (17′) Intervista all'attrice Teri McMinn e a i suoi ricordi dal set.
"Flesh Wounds: Seven Stories of the Saw" (72′). Documentario dedicato all’impatto generazionale del film e del genere horror con immagini da una convention a cui parte del cast ha partecipato come ospite.
"Cutting Chain Saw – Con J. Larry Carroll" (11′) Focus sul montaggio da parte dell’editor Larry Carroll.
"Intervista a Ron Bozman – Production Manager (16′) Intervista a Ron Bozman.
"Tour della casa con Gunnar Hansen del 1993" (8′) Alla scoperta dell’originale casa dove venne girato il film in compagnia di Gunnar Hansen.
"Horror’s Hallowed Grounds: The Texas Chainsaw Massacre" (20′) Speciale TV curato da Sean Clark alla scoperta delle vere location.
"Intervista Grandpaw’s Tales – Con John Dugan" (16′)Intervista a l’attore John Dugan che interpretò il ruolo del ‘Nonno’ e i suoi ricordi di quell’estate del 1973
"Trailer, spot TV e spot radiofonici"
"Bloopers" (2′)
"Photogallery" (2′)
"Alcune scene tagliate" (25′)
"Le nuove scene tagliate" (15′, senza audio)
"Finale alternativo della versione italiana"

 
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