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Shadow
Titolo originale: Shadow
Italia: 2009 Regia di: Federico Zampaglione Genere: Horror Durata: 80'
Interpreti: Jake Muxworthy, Karina Testa, Ottaviano Blitch, Chris
Coppola, Nuot Arquint, Matt Patresi, Emilio De Marchi, Gianpiero Cognoli
Sito web: www.shadowfilm.net
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 14/05/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Daniele Alfieri
L'aggettivo ideale: Audace
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Rientrato dagli orrori della guerra in Iraq, David sceglie di dedicarsi alla più grande passione della sua vita, il biking. La sua prima tappa si chiama The Shadow, un luogo impervio e desolato, cosparso di boschi e nebbie sinistre. Qui farà la conoscenza di Angeline, biker anche lei ed animalista.
I due, in una delle loro escursioni, fanno fuggire un cervo dallo sparo di due bruti cacciatori, i quali decidono di far pentire amaramente i ragazzi dando luogo ad una vera e propria caccia all’uomo.
Ma il vero pericolo si annida nell’oscurità del bosco ed ha qualcosa di terribilmente perverso e mostruoso da rasentare il peggior incubo.
Pellicola di soli 80 minuti, appaga lo spettatore per i suoi ritmi e la sua completezza. "Shadow" presenta una sceneggiatura coraggiosa che non porta pecche né lacune. Zampaglione, che ha dichiarato che vede horror da quando aveva 6 anni, omaggia e padroneggia il genere (non aspettatevi uno splatter), mettendoci un uso della cinepresa matura e originale, soprattutto nella prima parte del film: trascinante un inseguimento mozzafiato in jeep ai due ciclisti, in mezzo agli alberi e ai sentieri del bosco.
La scena, così come molte altre parti clou del film, è accompagnata dalle musiche composte dallo stesso regista e interpretate dai The Alvarius (nome ispirato dalla rana allucinogena Bufo Alvarius che si vedrà in una scena del film), che costituiscono un potentissimo incrementatore in stile rock di tensione.
Ci si potrebbe soffermare sugli spunti ermetici di riflessione ai valori della guerra, sui riferimenti storici e politici tutt'altro che casuali, ma quel che importa sottolineare è l'emergere di un regista audace e capace, con un solo altro lungometraggio alle spalle, e che ancora oggi in Italia c'è chi coltiva e si cimenta egregiamente in generi arditi come il cinema horror (non me ne voglia l'ultimo Dario Argento…), riuscendo ad inserire sullo schermo più di quel che potrebbe apparire.
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