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Scritto da Dario Carta   
martedì 20 novembre 2012

Titolo: Sinister
Titolo originale: Sinister
USA: 2012. Regia di: Scott Derrickson Genere: Horror Durata: 110'
Interpreti: Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, Fred Dalton Thompson, James Ransone, Clare Foley, Juliet Rylance, Michael Hall D'Addario, Victoria Leigh, Ethan Haberfield, Cameron Ocasio, Danielle Kotch, Blake Mizrahi, Rachel Konstantin, Nicholas King
Sito web ufficiale: www.haveyouseenhim.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 14/03/2013
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Sinistro
Scarica il Pressbook del film
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sinister_leggero.pngLa prolifica stagione dell'horror del cinema di questa generazione sa forgiare la paura nelle forme e dimensioni più variegate che possano gratificare il senso dello spettacolo e il riscontro al botteghino.
Le ultime analisi di bilancio sembrano favorire il sistema del found footage come possibile risolutore di crisi di spunti e novità.
Il "Sinister" di Scott Derrickson,autore del sottovalutato "L'esorcismo di Emiliy Rose" non si sottrae del tutto ai canoni ordinari del brivido su schermo,ma ricorre al trucco delle pellicole ritrovate con il veicolo trasversale dello spin off. Come in "The Ring", il senso d'ansia trasmesso dalle immagini proiettate è solo il mezzo di trasmissione del mistero e della minaccia sospesa che è il cuore pulsante della pellicola.
Lo spettatore non porta come in "Rec" o similia la telecamera in spalla,ma soffre delle vertigini che conseguono alle insopportabili visioni dei filmati sulle orribili nefandezze commesse.

Il film apre con quattro persone incappucciate e con il cappio al collo,legate sotto un albero nel cortile di una casa in aperta campagna. Un grosso ramo viene tagliato e cadendo fa da bilanciere alle vittime che si sollevano da terra morendo impiccate.
Le immagini seguenti mostrano in modalità già conosciuta il trasloco di Ellison Oswalt (Ethan Hawke),che con la moglie Tracy (Juliet Rylance) e i due loro figli si trasferiscono in una casa fuori città. Dalla finestra della cucina si distingue lo stesso albero con ancora a terra il ramo segato.
Oswalt è uno scrittore.
Il suo bestseller "Kentucky Blood" risale ormai a una decina di anni prima e l'uomo è determinato a trovare un'occasione e una trama per colpire ancora il mercato con una nuova storia misteriosa e terribile,come il caso di una famiglia giustiziata in maniera rituale. Oswalt cerca questa chance andando ad abitare nella stessa casa dove il crimine è stato commesso. I malumori di Tracy e dei ragazzi non tardano a manifestarsi.

Quella casa è inquieta e non c'è nulla in essa che possa trasmettere interesse o certezze ad una famiglia. Persino lo sceriffo locale sembrava scoraggiare Oswalt a trasferirsi in una casa così poco attraente. Durante un'ispezione in soffitta,Ellison trova una scatola contenente dei filmini super 8. I titoli casalinghi e apparentemente innocui ("BBQ" , "Sleepy Time" , "Hanging Out") in realtà nascondono orrende visioni di morte e Ellison viene catturato dalle atrocità fissate sulle pellicole. Ogni filmino riprende orribili stermini di famiglie in differenti modalità e meccanismi diabolici.
Oswalt non riesce a sottrarsi all'ossessione di vedere e rivedere i filmati,per esaminarli con fissazione morbosa e farne materiale per il suo nuovo libro. Isolandosi sempre più dal nucleo famigliare e preda di una voluttà quasi febbrile,l'uomo infine riesce a scorgere una figura non umana,appena visibile e sempre presente alle esecuzioni,ma sempre defilata e nascosta. Consigliato dal vice-sceriffo,lo scrittore si rivolge al demonologo Jonas (D'Onofrio),che riconosce nella presenza un antico demone babilonese che si impossessa delle anime dei bambini.

C'era chi si cibava dei peccati dei morenti in "La setta dei dannati" e Raimi chiamava un Lamia a divertire la paura nel suo "Drag me To Hell" ,figure semiumane rapitrici di bambini e lì demone reclamante anime. Derrickson dirige con pazienza e spezie una storia di stampo ordinario permeata da una paura che si percepisce ad ogni livello sensoriale.
L'energia è altissima,nei silenzi e nei suoni,lo score è fortemente condizionante e riempie le immagini di un ritmo ossessivo,la narrazione è montata in un beat calibrato e crescente,il linguaggio usato rientra nella tradizione dell'angoscia psicologica dell'attesa. Buona parte del film indulge sull'ambiguità,insinuando il sospetto che il male sia nell'immaginazione di uno scrittore preda dell'ossessione,piuttosto che in manifestazioni soprannaturali.

"Sinister" è una ghost-story audace e coinvolgente,dove Derrickson riesce a plasmare la forma di una paura sottile e genuina.
Il regista scava con le unghie nelle incertezze,le configura a spettri e dannati,dà un volto orrido alle ossessioni tutte umane e le traghetta al di là dello Stige che separa ambizioni e debolezze dall'abisso sinistro dell'ignoto.

 
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