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Solstice
Titolo originale: Solstice
USA: 2008. Regia di: Daniel Myrick Genere: Horror Durata: 87'
Interpreti: Elisabeth Harnois, Shawn Ashmore, Tyler Hoechlin, Amanda Seyfried, Matt O’Leary, Hilarie Burton, R. Lee Ermey, Jenna Hildebrand
Sito web: www.solsticethemovie.com
Nelle sale dal: In dvd - Inedito
Voto: 4
Trailer
Recensione di: Sergio Grega
Prodotto destinato a perdersi nella marea di teen horror distribuiti esclusivamente per il mercato home video, “Solstice” è l’ennesima storiella insipida che si rifà alle ghost stories di matrice orientale con aggiunta di pseudo teorie voodoo.
Dietro alla macchina da presa quel Daniel Myrick famoso per “The Blair witch project”(in qualità di co – regista insieme a Eduardo Sanchez), uno dei film più sopravvalutati della storia del cinema, che, grazie ad un battage mediatico martellante e alla creazione di un sito internet che spacciava per vera la vicenda narrata, portò ad un incasso record di 140 milioni di dollari negli Stati Uniti e di 8 milioni di euro in Italia, nonostante fosse stato girato con soli 35000 dollari.
Tale trionfo si è però rivelato più un ostacolo che un bel biglietto da visita per i due autori, che da anni sono costretti a barcamenarsi tra filmetti di serie B distribuiti direttamente in dvd. “Solstice” è quindi un’opera destinata ad un target molto ristretto, in quanto potrebbe non incontrare i favori né dei patiti dell’horror né dei fruitori occasionali di tale genere. La storia è tanto semplice quanto banale. Megan, ancora sconvolta per il suicidio della sorella gemella Sofie, invita quattro amici al suo cottage sul lago per festeggiare il Solstizio d’Estate. Le cose si complicano quando comincia a manifestarsi una presenza che sembra in cerca di aiuto.
La ragazza è così convinta che dietro agli strani avvenimenti che stanno accadendo ci sia Sofie, desiderosa di comunicare con lei per rivelarle che cosa l’ha spinta a togliersi la vita.
Questa in breve la trama del film di Myrick che, mutuando elementi tipici del filone nipponico alla “Ringu” e riprendendo taluni aspetti de “Il sesto senso”, ci propone l’ennesimo thriller soprannaturale con una fotografia funzionale e una regia dignitosa ma talmente noioso e prevedibile da far passare tutto il resto in secondo piano.
Remake di “Midsommer”, misconosciuto horror danese, “Solstice” manca completamente di suspense e si serve di fastidiosi flashback per ricostruire una vicenda che si intuisce sin da subito e non regala nemmeno un colpo di scena finale. Mal sfruttati sono anche alcuni elementi di possibile innovazione: il presunto legame tra le gemelle è infatti solo accennato e non approfondito a dovere e tutti gli inserti voodoo e pseudo new age sembrano una sorta di riempitivo per giungere alla durata standard di 90 minuti.
Inoltre a poco serve la presenza di R. Lee Ermey (il sergente Hartman di “Full Metal Jacket”), tornato alla ribalta con l’interpretazione dello sceriffo Hoyt nell’inutile remake di “Non aprite quella porta”, qui ridotto a mera comparsa e più inespressivo del solito.
Ugualmente sottotono anche il resto del cast, composto da attori abituati a muoversi in contesti più televisivi che cinematografici.
Insomma, questo film è l’ennesima testimonianza della situazione non propriamente feconda di Myrick. Un’opera decisamente superflua e insulsa che non giustifica nemmeno un noleggio in comune.
Sconsigliato!
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