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The Innkeepers PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dario Carta   
martedì 05 giugno 2012

Titolo: The Innkeepers
Titolo originale: The Innkeepers
USA: 2011. Regia di: Ti West Genere: Horror Durata: 111'
Interpreti: Sara Paxton, Pat Healy, Alison Bartlett, Jake Ryan, Kelly McGillis, Lena Dunham, George Riddle, Brenda Cooney, John Speredakos, Sean Reid, Kurt Venghaus, Thomas Mahoney, Michael Martin, Kurt Venghaus, Thomas Mahoney, Michael Martin
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Paziente
Scarica il Pressbook del film
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the_innkeepers_leggero.pngTessuto con un paziente senso di attesa,"The Innkeepers",lavoro scritto,diretto e montato da Ti West ("The House Of the Devil",2009),conforta la timida speranza di un ritorno dell'horror fra le pagine del cinema della cultura popolare.
Ghost stories come questa,costruite più sul ritmo lento di un invito all'immaginazione che su virtù spettacolaristiche,contengono il potenziale energetico che conforma la dimensione dove respira la paura.
In "The Innkeepers" il regista lavora con pazienza sul senso di evocazione di realtà incorporee,lasciando agli occhi l'ultimo effetto di quello che a monte viene elaborato nell'immaginario. Rimangono solo Claire (Sara Paxton) e Luke (Pat Healy) dietro il bancone del ricevimento dello Yankee Pedlar Inn,vecchio hotel di Torrington,Connecticut,durante l'ultimo weekend,prima della sua chiusura definitiva.
Non rimane molto da fare nella struttura semivuota,fatto salvo che fornire asciugamani ai pochi clienti rimasti,tra cui Leanne (Kelly McGillis),una ex attrice ora indagatrice dei misteri occulti e cercare di passare il tempo che rimane prima del lunedì.
Mentre Luke si sforza di creare un sito online che raccoglie le prove di presenze paranormali nella locanda per poter attirare attenzioni e clienti,Claire incontra il fantasma di una donna che si impiccò e il cui corpo fu nascosto nelle cantine dell'hotel.

"The Innkeepers" ha i lineamenti del cinema dal fascino retrò,che predilige il consiglio all'imposizione sensoriale,la parola suggerita al chiasso visivo,nutrendo la forma di una paura viscerale che fa più presa nell'anima che negli occhi.
"The House Of The Devil" e "The Innkeepers" presentano molti aspetti in comune e soprattutto mostrano in filigrana l'acuta sensibilità del regista e la sua attenzione al linguaggio visivo dei suoi lavori,ai sottotesti (il disagio economico presente in entrambi i titoli,il rapporto fra protagonisti ed ambiente) e alle metafore spesso sornione ed ironiche e alla cura speciale per l'architettura e lo scenario,personaggi primari al pari dei protagonisti in carne e ossa.
La cinepresa è una prudente osservatrice di scale,corridoi e arredi silenziosi,ripresi in inquadrature angolate in una fotografia che raccoglie l'assenza di suoni di un ambiente che promette emozioni nella memoria di un Overlook Hotel non disperso nel nulla del Colorado ma posto nel centro di una realtà cittadina.

West costruisce il suo film nella geometria di un ambiente chiuso e claustrofobico che raccoglie i dialoghi surreali di due figure che si trovano a condividere il medesimo stato di precarietà,impostando un meccanismo registico capace di attirare le attenzioni sull'immobilità e sul silenzio di una dimensione pervasa di ambiguità.
Dal seme della paura spuntano,nella logica ordinarietà di genere,scricchiolii,rumori sinistri,passi invisibili,orrende visioni,mai garanti però dello spettacolarismo visivo,piuttosto ingredienti dosati in un impianto filmico attento a disattendere i clichè e le formule di rito. Il gioco impostato sul rapporto fra Claire e Luke,nel continuo reimpallo di un dialogo irrazionale,è sorretto da un vivace tono ironico che guizza nel racconto,stemperando la percezione del brivido con un umorismo surreale e faceto.

"The Innkeepers" è un film scritto bene,diretto con cura e montato in modo esemplare,risaltato nel senso di attesa e configurato in una esposizione mai declinata nei paradigmi dell'horror da definizione. Il regista muove la cinepresa mescolando documentario e fantasia surreale e creando uno spettacolo con firma e identità.
"The Innkeepers",horror elegante,si racconta con ritmo lento e densa energia,dando sottile forma ad un senso di paura mai ingombrante e più convogliata a sollecitare il senso emotivo che interessata a coinvolgere vista e udito.

 
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