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The Messengers
USA: 2007. Regia di: Oxide Pang Chun, Danny Pang Genere: Horror Durata: 84'
Interpreti: Graham Bell, Dylan McDermott, Penelope Ann Miller, Kristen Stewart, Dustin Milligan, John Corbett, William B. Davis, Brent Briscoe
Sito web: www.sonypictures.com/movies/themessengers
Voto: 4
Recensione di: Fabienne Agliardi
Il new Sophisticated horror non abita più qui: i gemelli Pang, dopo la discreta esperienza di “The eye”, gettano al vento il raccolto con un film spaventosamente brutto, che si propone come Horror Fantasmatico e che approda invece a un’orrenda sequela di scene viste e straviste.
Seguendo il trend del momento “felicità non è in città, viva la campagna, viva la campagna”, la famiglia Solomon lascia Chicago e si trasferisce in una casaccia diroccata in North Dakota, con annesso appezzamento di girasoli. Ovviamente, la casa è stregata, e gli unici due a vedere i fantasmi sono i figli dei Solomon, l’adolescente Jess e il pupo di tre anni Ben. Le oscure presenze vogliono comunicare qualcosa, anche con l’ausilio dei corvi che svolazzano minacciosi sulla catapecchia. Se i primi venti minuti ancora ti fanno sperare in un prosieguo originale, dopo la mezz’ora scatta l’abbiocco. E’ un dejà-vu con una trama sorretta da un filo talmente sottile e prevedibile da indurre la risata più che il tremore. I presunti momenti paurosi sono fiacchi e sbrodoloni; i clichés sono sempre quelli (figlia ribelle, trauma infantile, genitori scettici, l’amichetto confidente, il misterioso vicino di casa) e anche l’ambientare i momenti clou alla luce del giorno anziché di notte non aiuta nel ritrovare un’originalità lontana anni luce. Lento, lentissimo, con un finale messo lì solo perché “doveva”, privo anche di un aggancio logico decoroso.
“The Messengers” scopiazza spudoratamente da The Grudge (stessi produttori, casualmente), con più di un richiamo (mal riproposto!) da The Others e con venature poltergeistiane. Hitchcock c’è e con lui tutti i malefici corvi svolazzanti.
I Pang però un obiettivo l’hanno centrato: distruggere la carriera dei loro attori.
Peccato, perché John Corbett (ve lo ricordate? Era Ian ne “Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco”) è un talentuoso e anche Dylan McDermott (“Nel centro del mirino”), con tutti i premi vinti, con questi 90 minuti di terrore si vede azzoppare il curriculum.
In definitiva, un buon film se siete alla vostra prima esperienza nell’horror/thriller e volete poi abbandonare per sempre il genere.
Abominevole per i cultori: non varcate quella porta del cinema.
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