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The Others (Blu Ray) PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Orsatti   
martedì 13 ottobre 2020

Titolo: The Others
Titolo originale: The Others
Caratteristiche del Blu Ray in vendita dal 24 Settembre 2020.

Film
Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere. Vecchio proverbio che ben si presta a riassumere la vicenda che Amenàbar ha volutothe-others-blu-ray.jpg narrare in questo suo lavoro, opera che ad oggi rappresenta il vertice della sua carriera. Una algida, compassata e inappuntabile Nicole Kidman nei rigorosi panni di una signora della buona borghesia inglese, vive reclusa in un lugubre maniero assieme ai suoi figli, nell'attesa che il marito torni dalla guerra. L'angoscia dettata dalla mancanza di notizie sull'amato coniuge è aumentata dai problemi contingenti con cui la donna deve lottare ogni giorno, a cominciare dalla strana malattia che affligge i due bambini, una forma di allergia alla luce che li obbliga a vivere nella penombra, per proseguire con la gestione dell'enorme magione, abbandonata dal personale di servizio, nelle cui stanze e corridoi sembrano manifestarsi misteriose ed inspiegabili presenze.
L'arrivo, in apparenza casuale, di tre domestici, due donne e un anziano, sembra portare almeno un po' di sollievo alla stremata padrona di casa, ma le pagine più importanti della storia attendono ancora di essere tracciate. The Others è di fatto la rilettura che Alejandro Amenàbar fa della lezione di Hitchcock, riproponendo temi ed atmosfere che sono stati la cifra stilistica del grande Alfred. Sono molti i passaggi del film in cui aleggia lo spirito del maestro londinese, a partire dalla protagonista che per l'eleganza austera e la sofistica e fragile bellezza richiama certi personaggi interpretati da Grace Kelly (e non è certo un caso se il personaggio interpretato dalla Kidman porta il nome di Grace). Le atmosfere cupe e ombrose che avvolgono i protagonisti, la ricerca del dettaglio (dai piani sequenza sulle porte chiuse delle stanze fino allo specchio della camera dela protagonista che riflette il letto vuoto, nella scena del dialogo fra Grace e il marito ritornato, dettaglio su cui il regista pare insistere come a voler connaturare quel passaggio di un forte simbolismo) e, soprattutto, l'uso della suspance seguendo rigorosamente i dettami hitchcockiani. Qui davvero tutto richiama gli insegnamenti di Sir Alfred. Se è lecito parlare di omaggio, è altrettanto doveroso riconoscere la grande abilità del regista spagnolo che, pur seguendo le indicazioni di uno dei più grandi maestri del cinema, al contempo non rinuncia alla propria cifra stilistica lasciando intravedere tra le righe alcuni temi che affronterà in altri lavori, a partire dalla critica alla religione (in particolare quella cattolica) come contenitore di vuoti formalismi cui aggrapparsi e sottomettersi in una negazione della realtà, critica che si esplica nella religiosità bigotta e vuota della protagonista e che sarà alla base del deludente e scombinato Agorà.
Inoltre, Amenàbar in qualche maniera si distacca dal suo maestro ponendo la storia di The Others sotto la prospettiva del soprannaturale (cosa decisamente estranea ad Hitchcock), fino alla soluzione finale che lascia lo spettatore di stucco. Si è tentato di sminuire questa pellicola ponendo in risalto i debiti del suo autore verso altre pellicole con tema analogo (in primis Il Sesto Senso di Shyamalan, ma anche alcuni titoli meno celebri dell'horror degli anni '70) o per il fatto che la storia in fin dei conti è fortemente influenzata dal racconto Il giro di vite, capolavoro di Henry James. Tuttavia negare l'assoluta validità di un prodotto finale in cui la storia si sviluppa come il movimento di un complicato meccanismo senza che un ben che minimo ingranaggio giri a vuoto e senza che ci sia un solo intoppo nelle varie componenti, equivarrebbe ad una arrampicata sugli specchi.
Siamo in presenza di uno dei migliori thriller che il cinema abbia prodotto negli ultimi decenni, poco importa che la componente soprannaturale rivesta qui un ruolo fondamentale, cosa che d'altra parte è innegabile. Ma limitare questa pellicola alla categoria dell'horror appare davvero troppo riduttivo. Viene da pensare in conclusione, e chiedo perdono per l'ardire, che questa pellicola avrebbe potuto essere un prodotto dell'ingegno hitchcockiano se il magnifico Alfred si fosse accostato all'occulto....

Video
Il film viene distribuito da Koch Media per l'etichetta Midnight Factory e
presentato nel formato 1,78:1 con codifica a 1080.
Come ormai siamo abituati, per le uscite di prestigio, targate Midnight Factory la confezione è una bella Slipcase contenente l'amaray impreziosita da un gradevole artwork interno. Oltre al film in Blu Ray troviamo l'immancabile booklet, di dodici pagine, realizzato da Manlio Gomarasca e Davide Pulici per Nocturno Cinema che analizza l'opera in ogni suo aspetto. Il film è stato girato con pellicola 35mm e camera Panavision. Il lavoro svolto in fase di encoding è ottimo restituendo una qualità visiva gratificante se pensiamo che è un film con più di venti anni alle spalle, Troviamo primi piani intensi e ricchi di dettagli che si alternano a panoramiche o secondi piani meno definiti ma sempre validi. Complessivamente un Blu Ray di qualit. Cinsigliato!.

Audio
L'udio, come da tradizione è perfetto, coinvolgente e potente. Una pista sonora, che ci regala un'ascolto ricco di informazione e gratificante. Troviamo due tracce lossless in formato 5.1 DTS HD per l'inglese e l'italiano.
La traccia in italiano riesce a rendere angosciante la visione e permette allo spettatore di immergersi perfettamente nel film circondato da molteplici effetti di ambinza. Ogni piccolo rumore è riprodotto in modo magistrale atto a creare un ambiente sonoro ideale. I dialoghi, risultano sempre chiari e vengono perfettamente integrati con la colonna sonora che ci accompagna per tutta la visione. Subwoofer che interviene puntualmente in modo corposo.

Extra
Comparto extra invariato rispetto alle edizioni precedenti. Troviamo le interviste a Nicole Kidman, ai bambini protagonisti, a Fionnula Flanagan e al regista, per un totale di circa 13 minuti. A seguire Alejandro Amenabar supervisiona la registrazione della colonna sonora (3') e quindi un backstage di 9 minuti con riprese dal set.

 
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