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The Room PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 10
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Scritto da Valeria Ghessa   
venerdì 21 novembre 2008

The Room
Titolo originale: The Room
Belgio: 2006. Regia di: Giles Daoust Genere: Horror Durata: 80'
Interpreti: Pascal Duquenne, Caroline Veyt, Philippe Resimont, Francois Mignon
Sito web: www.titlefilms.be/theroom
Nelle sale dal: In dvd - Inedito
Voto: 4
Trailer
Recensione di: Valeria Ghessa

Film belga che vede la sua uscita nel 2006 per opera del regista Giles Doust.

the_room_leggero.jpegAlex è un ragazzo affetto da sindrome Down,convive con la sorella incinta,unica sua amica e custode di uno sconvolgente segreto , i genitori e un fratellino.La famiglia borghese che probabilmente all'esterno potrebbe anche essere degna di rispetto, si rivela all'interno delle  quattro mura della casa (unica ambientazione del film) marcia,corrotta ,angosciante e scandalosa.
Il fattore che crea suspence all'interno della storia è la comparsa di una misteriosa porta su cui sono incise innumerevoli lettere; uno ad uno i componenti della famiglia,accompagnati da urla strazianti,vi entrano per non uscirci piu' .
Unico immune è lo stesso Alex che impossibilitato su una sedia a rotelle non puo' recarsi alla porta che si trova al piano di sopra.Alla fine del film tutti i segreti scandalosi della famiglia vengono svelati e in un'atmosfera onirica vi è l'epilogo surreale.

Il Regista del film , G.Doust,decide di iniziare la narrazione con il consolidato e quasi sempre apprezzato citazionionismo cinematografico;infatti nell'incipit vediamo delle immagini di una parodia di "Shining"in versione cartoon ;il giochino di sfidare la cultura cinematografica  dello spettatore sembrerebbe fine a se stesso ,in realtà serve a prepararci ad una dimensione di profonda angoscia psicologica che sovrasta la casa e all'esplorazione di una scandalosa realtà familiare.

I genitori sono dipinti esageratamente come orchi senza riscatto morale,quasi inverosimili nella loro follia.
In particolare il padre è completamente folle,irrazionale ed estremamente "cattivo".Un plauso all'interpretazione dell'attore ma il messaggio di un padre indegno,sarebbe arrivato comunque senza calcare così tanto con i dialoghi forti e senza estremizzare i modi che appaiono fittizi ed artefatti...si rischia così di innervosire lo spettatore.Il personaggio della sorella forse era degno di essere approfondito meglio;lo spettatore tende a considerarla per tutta la durata del film come la vittima buona e immacolata della situazione per il buonismo che il regista le dona sia nei modi che nei dialoghi;alla fine della storia se ne rimane sconvolti per le scandalose rivelazioni e il castello di buonismo crolla improvvisamente rendendo anch'essa e le sue azioni inverosimili.

Personaggio principale è Alex,interpretato magistralmente da un attore dalle espressioni perfette per la parte.Tutto il film è in realtà la trasposizione del mondo interiore del ragazzo , il mondo angosciante che crea dietro ad una porta è la metafora del suo disagio interiore e dei suoi desideri piu' profondi.
Come se incapace di rendere gli altri parte di tutto ciò che ha dentro sia stato necessario per lui creare una realtà materiale che possa spiegarlo al suo posto;idea folle ma veramente valida di Doust (che è anche lo sceneggiatore) .Quando finalmente la sorella di Alex varca la porta la telecamere la segue e ci mostra cosa c'è all'interno della misteriosa stanza.
Il risultato è  deludente,la sequenza poteva essere decisamente costruita meglio ed era essenziale piu' originalità...in fondo se è la trasposizione delle angoscie di Alex,lo spettatore si aspetta ben piu' che interiora umane sparse per terra , un faro che illumina parzialmente la stanza creando un tunnel di luce e uno schermo che proietta immagini di bambini resi deformi da gravi malattie.
La regia del film è ben congeniata,una spiccata capacità del regista di ricreare flash-back pregnanti ,avvolgere  l'atmosfera con colori neutri quali il bianco e il nero o l'azzurro interrotti solo da alcuni particolari diversi quali ad esempio dei garofani rossi..uno stile che regala un tocco  di poesia e originalità nella narrazione.
Alla fine della pellicola la storia è pervasa da un'atmosfera onirica e sognante,la quiete DOPO la tempesta è resa dal regista in modo eccellente nell'ambientazione ma meno nella caratterizzazione dei personaggi che hanno sempre delle reazioni spiazzanti.

Se siete degli amanti dei cult horror e nollegiate il film per saltare sulla sedia,non troverete nulla di tutto questo.Troverete un film invece difficile e prolisso,con molti spunti di riflessione psicologica che non da spazio ad emozioni quali la paura e l'orrore,ma piu' che altro all'angoscia;dalle tematiche forti e azzardate:prometto occhi sgranati per tutta la parte finale della storia.
Il mio voto è 4 ,alcune parti potevano essere davvero congeniate meglio per renderlo interessante, la caratterizzazione psicologica dei personaggi  doveva essere dipinta fino in fondo,il regista non doveva limitarsi a pennellate aprossimative per dare solo un 'idea "abbozzata" .Tende a creare solo delle "macchiette";se per 90 minuti dobbiamo entrare nella vita di questa folle famiglia ne vogliamo capire anche i pensieri e le storie.
Il risultato??La storia è scialba,senza capo nè coda, i personaggi irritanti;un film che vi sconsiglio... dimentichiamoci di questa prova di Doust.

 

Commenti 

 
0 #1 Isabella 2011-11-22 14:18
Non è assolutmamente pessimo come descrivi tu. A me è piaciuto.
Diciamo che è un thriller psicologico, non il solito horror splatter.
Certo, il finale non è dei migliori ma molto interessante come film.
Il mio voto è 8 -.
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