Il colore del crimine
Scritto da Piergiorgio Ravasio   
giovedý 03 maggio 2007

Il colore del crimine
USA: 2006. Regia di: Joe Roth Genere: Thriller Durata: 116'
Interpreti: Samuel L. Jackson, Julianne Moore, Edie Falco, Ron Eldard, William Forsythe, Aunjanue Ellis
Recensione di: Piergiorgio Ravasio

freedomlandleggero.jpgTratto dal romanzo di Richard Price "Freedomland" (pubblicato nel 1998 con un grande successo di pubblico), Il colore del crimine, partendo da un banale caso di furto d'auto, approda a sviluppi molto piu' dolorosi quali la sparizione di un bambino e i conflitti sociali legati agli equilibri di due comunita'.
Al pronto soccorso di un ospedale giunge, sanguinante, Brenda Martin (Julianne Moore): una giovane donna che vive in una zona al confine tra i quartieri popolari di Dempsy (abitati in prevalenza da afroamericani) e la cittadina di Gannon (un sobborgo residenziale per operai bianchi).
Alla polizia racconta di essere stata aggredita e minacciata da un uomo che, con forza, l'ha trascinata fuori dalla sua auto abbandonandola ferita nel mezzo della notte e privandola della sua auto.
La versione dei fatti non convince a fondo il poliziotto Council (Samuel Jackson) che, dopo alcune ore di incessanti domande, scopre dalla donna che sul sedile posteriore dell'auto dormiva il figlioletto di quattro anni.
Il peggior incubo degli abitanti di Gannon sta per concretizzarsi: qualcuno delle case popolari ha rapito uno di loro. Ma soprattutto l'ostilita' latente tra le due comunita' rischia di degenerare in un violento conflitto. Anche Council e' afroamericano ed e' un pilastro per la sua comunita'; molto amato e rispettato dagli abitanti del posto dove e' avvenuto il furto d'auto. Scoprire il colpevole lo mettera' parecchio sotto pressione. La sua posizione e' alquanto difficile: proteggere la gente degli alloggi popolari e nel contempo non puo' opporsi al lavoro di altri colleghi. Come se non bastasse vive anche il tormento personale di un figlio in prigione.
La vicenda di un bambino bianco scomparso e un presunto rapitore nero finisce presto sotto una fortissima pressione dei media e lo scontro razziale viene alla luce non appena la polizia fa irruzione nel territorio di competenza di Council arrestando ogni possibile sospetto.
Notevole l'interpretazione della Moore che ha ben rappresentato il ruolo di una donna dal passato poco limpido (scuola abbandonata, giri di droga); convinta che la gente non la noti o non si preoccupi per lei a meno che non faccia qualcosa di sbagliato.
La maternita' le cambia profondamente la vita: il figlioletto, che necessariamente deve dipendere da lei, in un certo senso la aiuta a crescere: la fa diventare donna e la rende l'unica ragione di vita.
Il colore del crimine e' un film con un buon ritmo e una trama intensa ed altamente emotiva; racconta una storia che va al di la' del puro svago e affronta temi che riguardano tutti noi: dal razzismo, allo scontro sociale, alla salute mentale, per non parlare dell'analisi dei rapporti padre/figlio, fratello/sorella e in generale tra individui di una comunita'.
La solidarieta' e' un valore importante ed e' bello vedere come una intera comunita' possa lavorare con tanta energia positiva per uno scopo comune, concentrandosi su cio' che rende simili anziche' sulle differenze.
E a questo film va anche il merito di ricordarci che non e' mai troppo tardi per cambiare, in meglio, la propria vita.