I Sette Savi del Bosco di Bambù
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 28 giugno 2016

I Sette Savi del Bosco di Bambù

i-sette-savi-del-bosco-di-bambu.jpgLa Marsilio Editore ha pubblicato nella collana La Fenice (dedicata ai classici cinesi) “I Sette Savi del Bosco di Bambù” con testo originale a fronte.
In questo libro – curato da Giulia Baccini – vi sono raggruppati alcuni degli aneddoti più significativi riguardanti questi sette saggi cinesi, alcune loro poesie e una lettera di Xi Kang indirizzata all’amico Shan Tao, nella quale l’autore esprime molto del suo pensiero e del suo carattere.
Con questa missiva il lettore entra in empatia con lo scrittore, arrivando a comprendere e condividere il suo pensiero su taluni argomenti.
I sette savi sono considerati le figure più importanti in ambito letterario e artistico durante il periodo passato alla storia col nome di periodo dei Tre Regni (220-265): Wei, Shu e Wu.
Ruan Ji, Xi Kang, Xiang Xiu, Wang Rong, Shan Tao, Liu Ling e Ruan Xian hanno costituito un gruppo di artisti e amici nella condivisione dell’amore per l’arte e la letteratura, per il vino - bevuto fino agli eccessi soventemente - e per la Natura.

Sono delle anime affini che si sono ritrovate, delle personalità anticonformiste e ribelli.
La censura in Cina è da sempre molto rigida nei riguardi di coloro che hanno intenzione di fare una pur minima critica al governo. Se si vuole dire qualcosa di non gradito, bisogna farlo indirettamente con riferimenti a eventi passati o di ‘fantasia’.
Accade ai tempi dei sette savi e accade ai tempi di registi come Chen Kaige o Zhang Yimou, che sono costretti a esprimere il loro personale punto di vista dall’estero o ambientando la storia in un passato lontano. I savi utilizzano il linguaggio letterario, i registi quello filmico. Tra queste pagine si riconoscono anche dei buoni consigli, buoni per ogni generazione: Xi Kang – per esempio – sostiene a conclusione di un pensiero che “Quando gli uomini diventano buoni amici devono dare importanza al conoscere la rispettiva natura originaria e poi di conseguenza aiutarsi reciprocamente”.
I sette sono state delle personalità eccentriche e anticonvenzionali, chi ha avuto modo di conoscerli lo sapeva e li lasciava fare.

È capitato che un ubriaco Liu Ling restasse - a volte - nudo nella sua stanza. A chiunque gli facesse notare che non fosse opportuno o fosse strano “lui rispondeva <<Io considero il cielo e la terra come la mia stanza, e la mia stanza come i pantaloni, e tu, che sei entrato a fare nei miei pantaloni?>>”. Se non è una perfetta stoccata questa! Liu Ling è riuscito con queste poche parole a capovolgere la situazione e a far sentire l’altro in imbarazzo, di troppo nella sua stanza.
I loro scritti e le loro vite hanno affascinato intere generazioni di letterati per il loro spirito ribelle che è andato contro ogni ipocrisia morale. Sono stati onesti e coerenti con se stessi e con gli altri.
Questa lettura permetterà di conoscere delle figure interessanti e pure sotto diversi punti di vista. È una buona lettura che si scorre velocemente.

I Sette Savi del Bosco di Bambù
A cura di Giulia Baccini
Casa editrice: Marsilio, 2016
Pagine: 165
Prezzo: € 13.00

Francesca Caruso