Vento & Flipper
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 27 luglio 2016

Vento & Flipper

vento__flipper_leggero.pngArrivano in Italia per la prima volta i primi due racconti dello scrittore giapponese Murakami Haruki grazie all’attento lavoro della casa editrice Einaudi (che ha pubblicato tutti i suoi libri).
Raccolti in un unico volume - “Vento & Flipper” - questi due racconti brevi “Ascolta la canzone del vento” e “Flipper, 1973” compongono insieme a “Nel segno della pecora” (già pubblicato da Einaudi nel 2010) una trilogia, nella quale affiorano diversi tratti autobiografici dell’autore.
In “Ascolta la canzone del vento” il protagonista è il narratore, che racconta la sua vita di studente universitario e della sua amicizia con il Sorcio, un ragazzo ricco già disilluso dalla vita. I due si ritrovano spesso al Jay’s Bar a bere birra e fare due chiacchiere con Jay – il padrone del locale – una sorta di fratello maggiore che intuisce i loro conflitti interiori senza parlarne apertamente. Un giorno lo studente conosce una ragazza, inizia a frequentarla e a raccontarsi, poi come è comparsa nella sua vita così improvvisamente scompare. Solo in quel momento comprende di non averla mai conosciuta, di non sapere quasi nulla di lei.

La storia di “Flipper, 1973” si svolge alcuni anni dopo. Il narratore ora lavora come traduttore in una piccola agenzia e convive con due gemelle di cui sa poco, ma con le quali passa delle giornate piacevoli. Nella sua mente si fa avanti il ronzio di un flipper, quello con cui anni prima ha giocato senza sosta, raggiungendo un record di tutto rispetto. Vuole provare a rintracciare proprio quel particolare modello e magari giocarci un'ultima volta. Lo aiuta nell’intento un professore dell’università, ma quando il protagonista si ritrova di fronte al flipper rimane immobile: un insieme di sensazioni affollano il suo cuore, lasciandolo soddisfatto e grato.
“Nessuno ha delle provviste di forza superiori alla media. Più o meno siamo tutti uguali. Chi ha qualcosa ha sempre paura di perderlo, e chi non ha niente ha paura di restare in eterno senza nulla”. È una delle tante riflessioni che il narratore fa rivolgendosi al Sorcio al Jay’s Bar, atta a sottolineare che bisogna essere forti o fingere di esserlo per non essere sopraffatti.
Molti individui vanno avanti perché è necessario, non perché sono convinti che le cose possano cambiare in meglio. I due amici provano entrambi una disillusione di fondo, affrontata in maniera diversa, che li fa arrivare alla medesima conclusione: sono soli.
Il Sorcio crede che il cambiamento sia un’illusione, eppure nel cambiare città cerca inconsapevolmente di sfatare questa convinzione. Il narratore svolge un lavoro che non sa se gli piace, ciò che gli dà uno stimolo per un po’ è la nostalgia per un flipper, che fotografa dei momenti spensierati. Ognuno di noi ha qualcosa a cui è legato e/o che ci infonde attimi di felicità.
“Un giorno qualcosa cattura il nostro spirito. Magari un’inezia. Un bocciolo di rosa, un cappello andato perso, una maglia che ci piaceva quando eravamo bambini, un vecchio disco di Gene Pitney… una serie di cose insignificanti senza un posto dove andare. Per due o tre giorni quel pensiero si aggira nella nostra mente, poi se ne torna nel buio da cui era venuto… Ci sono pozzi profondi nel nostro animo. E sopra questi pozzi gli uccelli volano avanti e indietro”. Non è pur vero che il più delle volte è la conquista delle piccole cose a rendere migliore la nostra esistenza?
In questi due racconti Murakami fa riflettere il suo protagonista e il lettore in maniera avvincente e dirompente. Rompe le regole. Ci si può rispecchiare nelle riflessioni, nelle sensazioni ed emozioni del narratore. È uno di noi. Ci rende partecipi di ciò che prova dentro con naturalezza e sincerità. Sono due storie che catturano emotivamente.

Vento & Flipper
Titolo originale: Kaze no uta o kike (Ascolta la canzone del vento)
1973 nen no pin bōru (Flipper, 1973)
Autore: Murakami Haruki
Traduzione: Antonietta Pastore
Casa editrice: Einaudi, 2016
Pagine: 229
Prezzo: € 19.50


Francesca Caruso