1001 Grammi
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 02 settembre 2016

Titolo: 1001 Grammi
Titolo originale: 1001 Grams
Norvegia, Germania  2014 Regia di: Bent Hamer Genere: Drammatico Durata: 93'
Interpreti: Ane Dahl Torp, Laurent Stocker, Magne Håvard Brekke, Dinara Drukarova, Per Christian Ellefsen, Didier Flamand, Peter Hudson, Hildegun Riise, Stein Winge, Daniel Drewes, Christian Erickson, Jean Donagan
Sito web ufficiale: www.filmweb.no/film/article950171.ece
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/08/2016
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Inconcludente
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1001grammi_leggero.pngMarie è un’impiegata dell’istituto di metrologia Norvegese e il suo lavoro consiste nel verificare e tarare apparecchi di misurazione. Per un contrattempo di salute suo padre, anch’egli dipendente del medesimo istituto, non potrà recarsi a Parigi e per questo a Marie spetterà il compito di recarsi al suo posto presso l’istituto europeo di pesi e misure per far verificare il prototipo di chilogrammo norvegese.
Nella capitale Francese incontrerà Jacques, giardiniere e fisico, il quale le permetterà di rivalutare, da un diverso punto di vista, lo sfaldarsi della sua vita sentimentale.

La vita vista come fonte di misure e come modo per trovare la propria strada nel mondo, cercando di porsi alla giusta distanza da ogni punto di malumore capendo, ma non ci voleva di certo questa pellicola, che nella nostra esistenza si cela una differente prospettiva che ci può consentire di vivere al meglio. Sono queste le eccellenti premesse di un film che incuriosisce, difficile inizialmente capire in cosa consista la professione di Marie e cosa si crei all’interno dello studio ove presta servizio, ma al tempo stesso stiamo anche parlando di una pellicola che complessivamente delude le attese per l’ultimo lavoro di un eccellente regista in precedenza lodato per le sue doti introspettive.

Nonostante le buone intenzioni la pellicola ideata e diretta da Bent Hamer, noto al grande pubblico per Factotum, film del 2005 ispirato a Charles Bukowsky, risulta essere un insieme di tanti sketches senza capo né coda, lento in maniera spasmodica e che alla fine vede troppo sbrigativamente Marie, interpretata senza infamia né lode da Ane Dahl Torp, rivedere la propria vita sotto il punto di vista e l’egida di un giardiniere per passione e fisico per studi, che ha deciso di accantonare la propria carriera per fare qualche cosa di più attraente.
Hamer cerca quindi di proseguire nella ricerca di quei problemi dell’anima che l’hanno reso celebre in pellicole come Raccconti di Cucina ed Eggs, ma per questa volta il risultato è sufficiente ma non soddisfacente e non certo all’altezza delle sue precedenti fatiche.

Trailer