Rashomon e altri racconti
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 27 settembre 2016

Rashōmon e altri racconti

rashomon.jpgLa Einaudi ha pubblicato alcuni tra i più significativi racconti di Akutagawa Ryūnosuke, considerato uno dei maggiori esponenti della letteratura giapponese. In “Rashōmon e altri racconti” aprono le danze i racconti “Nel bosco” e “Rashōmon”, dai quali Akira Kurosawa ha tratto il lungometraggio del 1950 “Rashōmon”.
Un taglialegna, un monaco, Tajōmaru, il reo confesso, e una donna riferiscono quattro differenti versioni di un brutale assassinio. Dove sta la verità? Forse nel resoconto dello spettro per bocca di una medium?
Il racconto di Akutagawa pone degli interrogativi: Cos è la verità? È sempre oggettiva o viene a volte distorta inconsciamente dal diverso punto di vista dal quale si sta osservando? Sono quesiti ai quali - il più delle volte – non diamo peso, convinti di ciò che sappiamo e osserviamo. Il maestro Akira Kurosawa ha utilizzato – per il suo film - l’intreccio narrativo del racconto “Nel bosco” e per il titolo e la scena iniziale - sotto il grande portale del tempio Rashōmon – il racconto Rashōmon, realizzando una tra le sue opere cinematografiche più belle e intense.

Altro racconto significativo e, al contempo, immaginifico è “La rappresentazione dell’inferno”, in cui al pittore Yoshihide viene ordinato di dipingere un paravento, in cui sia raffigurato l’inferno, dal signore di Horikawa. Yoshihide si mette a lavoro ed è così preso dal portare a termine quel particolare dipinto da non sembrare più in sé. Ai suoi allievi chiede di creare delle situazioni a dir poco pericolose, ma per un’ultima rappresentazione ha bisogno di qualcosa di più estremo, vorrebbe dipingere una carrozza mentre precipita giù dal cielo con al suo interno una dama dai capelli scarmigliati che brucia tra le fiamme.
Per quanto la richiesta di vedere una scena simile sia fuori da ogni logica, il signore di Horikawa acconsente a realizzarne la visione.
Quale sbigottimento per Yoshihide quando vede nella carrozza la sua amata figlia, ma nell’istante in cui le fiamme iniziano a divampare si ferma e le osserva rapito. C’è - come in tutti i suoi racconti - una lezione da trarre: in questo bisogna stare attenti a ciò che si desidera, perché potrebbe divenire realtà, ma con risvolti inimmaginati.

E non solo, Akutagawa esprime meravigliosamente nei suoi scritti la sua saggezza, proveniente dall’osservazione particolareggiata dell’essere umano: “Certe volte l’essere umano dedica l’intera esistenza a un obiettivo della cui realizzazione non può essere certo. Chi ride di una simile follia, in fondo, non è più di uno spettatore sul ciglio della strada della vita”.
E inoltre: “Nell’animo umano coesistono due sentimenti tra loro antitetici: è indubbio che tutti provino compassione per le disgrazie del prossimo; tuttavia, nel caso in cui quest’ultimo riesca a liberarsi da quello stato infelice, gli altri provano un vago senso di insoddisfazione.
Potremmo dire, esagerando un po’, che arrivino persino a desiderare che ricada in quella stessa infelicità.
E poi capita che, senza rendersene conto, finiscano per provare una certa ostilità, per quanto indolente, nei suoi confronti”. Quanto ha ragione e in quanti si rispecchiano nelle sue parole, nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti.
In “Rashōmon e altri racconti” sono presenti racconti e scritti autobiografici, che ci avvicinano all’individuo Akutagawa Ryūnosuke, svelandoci il suo sentire.
È un libro sorprendente – corredato da un saggio introduttivo di Murakami Haruki - che è un peccato lasciarsi sfuggire, indipendentemente se si è appassionati di letteratura giapponese. È indirizzato a tutti. Buona lettura!!

Rashōmon e altri racconti
Autore: Akutagawa Ryūnosuke
Saggio introduttivo: Murakami Haruki
Traduzione: Antonietta Pastore, Laura Testaverde e Lydia Origlia
Casa editrice: Einaudi, 2016
Pagine: 245
Prezzo: € 18.00
Questo libro è stampato su carta proveniente da fonti gestite in maniera responsabile

Francesca Caruso