Elizabethtown
Scritto da Andrea Raimondi   
mercoledì 09 maggio 2007

USA: 2005. Regia di: Cameron Crowe Genere: Commedia Durata: 133'
Interpreti: Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Judy Greer, Jessica Biel, Alec Baldwin
Sito web: www.elizabethtown.com
Voto: 5
Recensione di: Andrea Raimondi

elizabethtownleggero.jpgDrew Baylor è un giovane yuppie che ha trascorso gli ultimi otto anni della propria vita appresso un nuovo prototipo di scarpa sportiva. Il suo intento è infatti quello di fare il botto: donne, denaro e successo a palate, grazie ad un'idea innovativa. Ma nonostante strombazzato lancio sul mercato, il nuovo modello non vende proprio e la società si ritrova sotto di svariate migliaia di miliardi. Drew sembra prenderla bene all'inizio ma il peso di una simile sconfitta è tale da spingerlo, in breve tempo, a meditare il suicidio. Un altro evento negativo però è accaduto nelle stesse ore: il padre di Drew, di passaggio nel Kentucky, sua terra d'origine, è morto per un arresto cardiaco. La madre e la sorella decidono che tocca a Drew, assente da casa negli ultimi otto anni, prendersi cura del corpo del padre e portarlo indietro, possibilmente cremato. Tuttavia durante il viaggio succedono molte cose: Drew s'innamora di un'assistente di volo e scopre che Elizabethtown non è poi così distante dalla California. Credevo mi sarei trovato di fronte un film che avrebbe evitato i soliti cliché di genere; invece quello che doveva essere un film originale è in realtà un film convenzionale con qualche eccentricità quà e là. E' come, se mi permettete l'azzardo culinario, il solito arrosto che la mamma vi propina tutte le domeniche: sembra ogni volta lo stesso anche se ogni domenica si tratta di uno nuovo ma sempre noioso e indigeribile. Due ore di questo film sono risultate in effetti poco digeribili ma mi sono bastate per scoprire tutte le convenzioni del genere: c'è come al solito la storia d'amore tra un "perdente di successo" e una ragazza a cui non importa anche se ha perso; non può mancare l' "happy end" di rito anche se per un po' ho creduto che l'avrei evitato ma che, grazie ad un azzardato e inspiegabile risvolto della sceneggiatura, alla fine arriva, inesorabile e alquanto sciocco. Come potrebbe poi mancare anche l'avventura "on the road" che serve al regista per compiere un'elegia non richiesta dell'Eldorado americano. Ma non basta: Cameron Crowe, con qualche astuzia notevole, questa devo riconoscerla, riesce a riabilitare anche quella provincia americana xenofoba e guerrafondaia che in questa situazione ha casa nella cittadina di "Elizabethtown", nel Kentucky, dalla quale il film prende il nome. Non sono nemmeno riuscito a digerire la fastidiosa interpretazione della biondina Kirsten Dunst nei panni di un'hostess che sembrava la fatina saccente di qualche fiaba andata a male. La scena migliore, proprio perché è la più trash, credo sia quella del discorso di commiato quando la moglie del defunto Mitch, Susan Sarandon, prende la parola mettendo in piedi un discusso teatrino. Anche se pubblicizzato come film "cult" o "indipendente", anche se protagonista è il bell' Orlando Bloom, evitatelo se potete: conserverete due preziose ore di vita !