La battaglia di Hacksaw Ridge
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 10 aprile 2017

Titolo: La battaglia di Hacksaw Ridge
Titolo originale: Hacksaw Ridge
USA 2016 Regia di: Mel Gibson Genere: Bellico Durata: 132'
Interpreti: Vince Vaughn, Andrew Garfield, Sam Worthington, Teresa Palmer, Rachel Griffiths, Milo Gibson, Hugo Weaving, Luke Bracey, Richard Roxburgh, Nathaniel Buzolic
Sito web ufficiale: www.hacksawridge.movie
Sito web italiano: www.labattagliadihacksawridge.it
Nelle sale dal: 02/02/2017
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Retorico
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hacksawridge_leggero.pngDesmond Doss, un ventisettenne della Virginia prossimo alle nozze, allo scoppio della Seconda Guerra mondiale si arruola con l’intento di servire il suo paese.
Desmond è anche un obiettore di coscienza che per questo rifiuta l’uso delle armi ma che desidera comunque poter partire in battaglia con l’incarico di ufficiale medico.

La retorica USA scorre copiosamente ma gli effetti speciali riguardanti le scene della battaglia di Okinawa sono al contrario incredibilmente efficaci, questa il primo rapido commento riguardante l’ultima pellicola di Mel Gibson, tornato dietro la macchina da presa a oltre dieci anni da Apocalypto.
In tal caso Gibson mette sul piatto un film che è profondamente ancorato all’iconografia del mondo a stelle e strisce e che trae linfa vitale da una storia vera; la vita dell’ufficiale medico Doss che seppe salvare da solo molti compagni caduti feriti nel corso della battaglia per la conquista della scarpata di Maeda.

Il regista Australiano, pur con un botteghino che ha saputo arridergli, anche grazie alla candidatura a sei statuette Oscar, con due titoli (montaggio e sonoro) vinti; non riesce a dare una giusta dimensione della figura di Desmond Doss, medico di campo dotato di una fede incrollabile e ridotto invece a un uomo insofferente a qualunque logica di buon senso, a cominciare dalla personale idea di rifiutarsi anche solo di toccare un’arma da fuoco causa un trauma famigliare.

Una pellicola che scorre veloce fino alla prima metà, nella quale è maggiormente trattata la sfera privata dell’uomo e dell’addestramento controverso al quale fu sottoposto in patria. Meno godibile, se non per gli effetti speciali, la seconda metà riguardante invece le scene di guerra e quella retorica di cui si abbevera complessivamente tutto il film.

Trailer