La ragazza dell’altra riva
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 06 luglio 2017

La ragazza dell’altra riva

la_ragazza_dellaltra_riva.cover.jpgDopo “La cicala dell’ottavo giorno”, la Neri Pozza pubblica “La ragazza dell’altra riva” sempre di Mitsuyo Kakuta. La scrittrice parla ancora della donna nel Giappone odierno, puntando lo sguardo su due figure femminili in particolare. Sayoko e Aoi sono diametralmente opposte per carattere e personalità, con differenti problemi, ma con il medesimo desiderio racchiuso nel proprio essere: sentirsi vive e amate. Aspetto comune a tutte le donne, ognuna delle quali traccia il proprio percorso esistenziale individuale.
Sayoko, sposata e con una figlia di 3 anni, Akari, si occupa delle faccende domestiche e di Akari, che come la mamma non riesce a socializzare. Al parco Akari gioca per conto suo, mentre Sayoko è restia a chiacchierare con le altre mamme. Riflettendo sulla situazione di entrambe, Sayoko decide di trovarsi un lavoro, uno qualsiasi, per il bene suo e della figlia.
Dopo aver sostenuto diversi colloqui, viene richiamata da Aoi, titolare di una società che offre aiuto domestico a chi si trova in viaggio o semplicemente a chi non riesce a fare tutto. Le due donne si trovano subito in sintonia. Sayoko ha l’opportunità di osservare la sua vita da un’altra angolazione, mettendosi alla prova e scoprendo quante cose è in grado di realizzare.

Da un lato Kakuta punta lo sguardo su quella tipologia di donne le quali si occupano della casa, del marito e dei figli (e non sempre per un’intima scelta personale), senza dedicare del tempo a se stesse: cosa piace loro fare o cosa vorrebbero non dover fare, risucchiate da quelle regole che le obbligano a procedere come gli altri si aspettano – marito, suocera, conoscenti e amici. Il marito Shuji non è contrario alla ripresa lavorativa di Sayoko, fino al momento in cui non ne vede la messa in atto. Shuji preferisce che nulla cambi, la vuole a casa a ricoprire perennemente lo stesso ruolo, nonostante la moglie si dedichi a lui come prima. L’uomo non si accorge della solitudine e dell’insoddisfazione di lei, ciò che conta sono i suoi bisogni, rimanendo indifferente di fronte a quelli di lei. Più che la donna che dovrebbe amare, Sayoko appare come la donna di casa.

Dall’altro lato Aoi è una donna autonoma, single, forse perché non ha trovato l’uomo giusto o perché le piace agire liberamente senza costrizioni. Kakuta si sofferma a più riprese sul passato adolescenziale di Aoi, sviscerando la complessità della sua personalità, e mostrando come nonostante abbia raggiunto qualche obiettivo, non per questo è felice come si potrebbe pensare. Entrambe hanno per compagna la solitudine, fino al momento in cui non si incontrano e scoprono l’una nell’altra quella comprensione, solidarietà e, infine, amicizia che per tanto tempo hanno cercato, consapevolmente o meno.
È una lettura che fa riflettere su quanto la donna possa essere forte se trova la consapevolezza di sé, non lasciandosi scoraggiare da un mondo prettamente maschilista, che la annichilisce e le rende difficile ogni azione. Per modificare lo status quo ci vuole tempo, consapevolezza e forza di volontà e le figure femminili - abilmente tratteggiate da Mitsuyo Kakuta - ci riescono nel loro piccolo, insieme, infondendo al tempo stesso speranza e positività alle altre.

La ragazza dell’altra riva
Titolo originale: Taigan no kanoyo, 2004
Autrice: Mitsuyo Kakuta
Traduzione: Gianluca Coci
Casa editrice: Neri Pozza, 2017
Pagine: 331
Prezzo: € 18.00

Questo libro è stampato col sole: Azienda carbon-free
Scarica il catalogo Neri Pozza
http://ebook.neripozza.it/registrati-scarica.html

Registrati e ricevi il catalogo Neri Pozza completo in versione digitale con scritti inediti degli autori della casa editrice (formati disponibili: Pdf, ePub e Mobi)

Francesca Caruso