Il permesso - 48 ore fuori
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 20 luglio 2017

Titolo: Il permesso - 48 ore fuori
Titolo originale: Il permesso - 48 ore fuori
Italia 2017 Regia di: Claudio Amendola Genere: Drammatico Durata: 91'
Interpreti: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giacomo Ferrara, Valentina Bellè, Antonino Iuorio, Valentina Sperlì, Ivan Franek
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 30/03/2017
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Occasione sprecata....
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ilpermesso.jpgQuattro detenuti del carcere di Civitavecchia ricevono un permesso di due giorni: Rossana, facoltosa figlia di una miliardaria dell’alta borghesia Romana. Luigi, ex capo della mala Romana. Donato, alla ricerca della moglie Irina che è rimasta invischiata in un giro di prostitute e Angelo, arrestato per rapina ma che non ha mai tradito i propri complici e amici. Ognuno di loro deciderà come trascorrere il tempo a disposizione prima di dover ricominciare a scontare la propria pena.

Dopo la Mossa del Pinguino, film commedia del 2013, Amendola torna dietro la macchina da presa per narrare una seconda vicenda che nulla ha a che fare con la commedia, ma che l’attore Romano ha più volte definito come maggiormente incline alle proprie corde.
Il dramma a tinte fosche generato dalla fantasia dell’ex Magistrato De Cataldo vede lo stesso Amendola fra i protagonisti in questo caso nel ruolo di un padre memore degli errori passati alla ricerca per il figlio della migliore via di fuga da un mondo, quello della malavita, per il quale non lo vede tagliato.

Al fianco di Amendola si staglia un manipolo di caratteristi e attori di buona fama: Luca Argentero silente e nel ruolo di un uomo innamorato della propria donna. A dare la voce ai rimanenti protagonisti scarcerati: Angelo, impersonato da Giacomo Ferrara, già visto in Suburra di Stefano Sollima, sempre tratto dalla penna dell’ex magistrato Tarantino; e Valentina Bellè, nella parte di Rossana, fra i protagonisti del serial I Medici, al fianco di Dustin Hoffman e Richard Madden e ormai alla sua quarta pellicola da protagonista.
Limite del film, tecnicamente girato con stacchi e piani americani degni di una fiction d’oltre oceano, è non riuscire proprio a slacciarsi da un montaggio degno di un serial, con personaggi tagliati con l’accetta e incapaci di attraversare il solco tracciato da precedenti sforzi del medesimo genere, quali: Suburra, Romanzo Criminale o Gomorra.
Un vero peccato per un’eccellente occasione sprecata.