L'inganno
Scritto da Stefano Priori   
giovedì 05 ottobre 2017

Titolo: L'inganno
Titolo originale: The Beguiled
USA 2017 Regia di: Sofia Coppola Genere: Drammatico Durata: 91'
Interpreti: Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 21/09/2017
Voto: 4
Recensione di: Stefano Priori
L'aggettivo ideale: Realmente osceno...
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linganno.jpg"L'inganno " l' ultimo film di Sofia Coppola, ci fa chiedere seriamente come si possa premiare per la miglior regia a Cannes un simile "prodotto". Perchè cito "prodotto" ? Certo la "direzione" degli attori è di spessore negli intenti, la fotografia da sola merita un premio di per sè.
Dico "Prodotto" perchè L'inganno è archetipo di uno stile di rapporti tra il mondo femminile e il mondo maschile tipicamente americano, cioè quello del maschio e della femmina.
Non di un uomo e di una donna.

Scegliere di partire da un romanzo non riadattato ai tempi moderni per rappresentare pulsioni sessuali di una donna nei confronti di un uomo così come si citano nel film, mostra un senso di squallore culturale e umano.
Il film di Sofia Coppola è uno di quei film di cui Alberto Moravia diceva se un film non mi piace mi alzo ed esco. Ecco dopo dieci minuti, lo si dovrebbe fare con questo film. Perchè ?

Perchè il film è essenzialmente scontato, poco raccontato attraverso la stesura di una sceneggiatura che sappia tenere incollato lo spettatore al quadro dell'immagine in modo vivo. Cosa ci racconta in fondo Sofia Coppola ? Che in un collegio di sole donne arriva un uomo e tra bambine e persone adulte, chi lavandone le ferite ne assapora il fascino del corpo maschile, chi ne predilige un rapporto personale dialogico, chi addirittura senza sapere come ne è ricambiata visceralmente a livello sessuale. Insomma un'esagerazione senza motivi certi. In questo tutto, invece si sarebbe potuto costruire un racconto intenso a livello di regia, una storia reale che qui invece è inesistente.

Il leit motiv del film suona come l'innamoramento banale di tutte le donne del collegio, per il caporale Mc Burney che è arrivato dal nulla nella casa ferito. La fotografia dicevo, merita un premio e tiene in piedi seppur freddamente tutte le immagini del film. Film che è girato con cura, nessuno dice che sia girato male tecnicamente parlando, ma resta evidente la non scrittura del testo. I dialoghi sono alle volte ridicoli, il pubblico stupidamente si identifica nei personaggi e ride di battute dozzinali o di comportamenti risaputi. Trattare la donna, come sola persona legata all'amore attraverso sentimenti flebili che la Coppola ci descrive come adolescenziali o puerili, ci sembra partendo dalla necessità di un rapporto uomo donna di coppia adulto, legato alla complessità di tratti umani una vera bestemmia cinematografica.

Basta col racconto di romanzi tratti dal 1800, basta con il ricorso alla nostalgia di un passato come vero trainer e leit motiv. Sofia Coppola ci dice con questo suo film che le distribuzioni come Universal hanno il potere di veicolare film beceri come il suo e totalmente ridondanti, privi di contenuti. Forse Sofia Coppola dovrebbe mettersi in analisi e identificare meglio il suo ruolo di regista. Allora capirebbe come è facile proiettare immagini fasulle ritenendole come reali.
Qui lo stile non è in discussione, lo sono invece i contenuti.

La realtà è un concetto forse troppo difficile per la mentalità americana ancorata sempre e solo a stereotipi come bestemmie reali. Le attrici femminili a parte il caporale che somiglia a una sorta di Che Guevara, sono tutte di spessore.
Le due attrici principali sembrano desuete Nicole Kidman, Marta e la sua vice Eduina. Il film avrebbe potuto percorrere con una sceneggiatura adeguata il senso del silenzio che invece assomiglia a una sospensione orale senza spessore.
Non ci convince Sofia Coppola proprio per nulla.