Renegades: Commando d'assalto
Scritto da Domenico Astuti   
martedì 10 ottobre 2017

Titolo: Renegades: Commando d'assalto
Titolo originale: Renegades
Francia, Germania 2017 Regia di: Cédric Klapisch Genere: Thriller Durata: 105'
Interpreti: Sylvia Hoeks, Ewen Bremner, J.K. Simmons, Sullivan Stapleton, Charlie Bewley, Dimitri Leonidas, Clemens Schick, Diarmaid Murtagh
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 05/10/2017
Voto: 6
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: B Movie...
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Abbiamo visto “ Renegades – commando d’assalto “ regia di Steven Quale.

renegades.jpgIn Renegades – commando d’assalto, Matt, Stanton, Ben, Jackson e Duffy, sono 5 soldati che fanno parte del team della Navy Seals statunitense.
Sono così preparati e supereroi che affrontano qualsiasi missione con determinazione ma anche quasi col sorriso sulle labbra; e quando si scontrano in Bosnia con una trentina di serbi, anche loro super armati, riescono a farli fuori tutti senza nemmeno un graffio, portando a termine una missione quasi impossibile. Sono tra loro amici, pronti al sorriso e al prendersi in giro, ma in realtà non sappiamo e non sapremo nulla di loro, forse soltanto i nomi.
C’è il capo, Matt ( Sullivan Stapleton ), il più anziano, che ha quasi sempre il viso imbronciato per problemi che ha lasciato a casa, ma è pronto a bere e a sorridere con gli altri, c’è quello di colore che è quasi un genio scientifico, poi c’è il latino, allegro e senza pensieri, quello che è un armadio fisicamente e infine, il braccio destro del capo, che ama segretamente una ragazza bosniaca mentre nel Paese continua una guerra civile in cui i cattivi e i buoni si sanno da subito chi sono.

E’ la relazione tra la giovane Lara e l’ufficiale fa partire la storia: il nonno della donna le ha raccontato che durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti hanno nascosto un ingente bottino di lingotti d’oro trafugato in Francia, ma il paesino in cui è stato nascosto è da allora sotto il livello dell’acqua in un lago artificiale, perché i partigiani per vendicarsi dei nazisti che hanno massacrato la popolazione civile hanno fatto esplodere una diga; a conferma di questo racconto, lei possiede un lingotto di ben dodici chili appartenente al tesoro. Un po’ per aiutare la donna che con quei soldi vuole aiutare la Bosnia per la ricostruzione, un po’ per avventura e guadagnarci qualcosa il team inizia un’altra azione impossibile, naturalmente di nascosto del commando americano e dovendo fare attenzione anche ai soldati serbi che vogliono vendicarsi…

Questo caper movie ( una specie di film del colpo grosso ) è scritto da Richard Wenk e da Luc Besson che è anche il produttore del progetto ed è diretto da Steven Quale ( già collaboratore assiduo di James Cameron per gli effetti visivi speciali e regista dell’horror Final Destination e del film catastrofico Into the Storm ). Insomma un film tecnicamente guardabile, quasi per ragazzi, ma niente di speciale nel genere e senza alcuna ambizione di sperimentare qualcosa di nuovo.
Anzi nella scrittura tutto è stato già scritto e, pure se coerente, resta totalmente ovvio, prevedibile e purtroppo senza alcuna suspense, perché la storia è così leggera e semplice che tutto ciò che succede non provoca nello spettatore né incertezza né tantomeno ansietà.
E anche l’evidente empatia che si dovrebbe provare per questi eroi guasconi non scatta, perché i nostri sceneggiatori non ci raccontano proprio nulla se non azione continua e risate spicce. Sembra che Besson ( comparso negli Anni Ottanta assieme ad altri registi francese di grande talento, Carax, Beineix, Assayas ) si sia in fondo perso nel tempo e sia giunto ad un immaginario da continuo b-movie come sceneggiatore e produttore( da Transporter ai vari Taxi 1, 2, 3 e 4 fino ai vari Taken ). Anche con Renegades – commando d’assalto, ripercorre quel genere di film b-movie all’italiana degli Anni Cinquanta e Sessanta e Settanta dei vari Duilio Coletti, Umberto Lenzi, Enzo G. Castellari o si rivolge a film statunitensi come I Guerrieri ( Brian G. Hutton, 1970 ) per citarne solo uno. L’unica grande differenza è che in un film del genere ci sono molti più soldi ed effetti speciali più efficaci cosa che al povero cinema italiano dell’epoca mancavano.

Il regista Steven Quale potrebbe essere definito più un Art Director che non un director, occupato più nella pura parte visuale e di action del prodotto, al puro servizio dello sceneggiatore-produttore che si occupa della parte scritta e del progetto creativo. Il cast tecnico è sicuramente di buon livello, con la direzione della fotografia di Brian Pearson ( Io sono leggenda, Into the Storm ), le scenografie di Hugues Tissandier ( collaboratore di vari film scritti da Besson ) e le musiche di Éric Serra ( collaboratore fisso del Besson regista ).
Gli attori supportano personalità e interessi diversi e mostrano affiatamento tra loro, da segnalare – soprattutto perché ha qualche battuta e inquadratura in più - Sullivan Stapleton ( attore australiano di 300, l’alba di un Impero e Animal Kingdom ) e Charlie Bewley ( visto nella saga di Twilight ) ufficiale romantico e innamorato della bella e coraggiosa bosniaca ( Sylvia Hoeks – La migliore offerta e Blade Runner 2049 ).

Trailer