Mindhunter
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 17 novembre 2017

Mindhunter

mindhunter.jpgNel 1977 l’agente dell’FBI Holden Ford, il suo collega e studioso di scienze comportamentali Bill Tench e la psicologa Wendy Carr, crearono e catalogarono una serie d’interviste eseguite in carcere con gli assassini più spietati di tutti gli Stati Uniti. Lo scopo della ricerca era capire il comportamento di questi assassini e creare una serie di protocolli capaci di individuare nuovi pluriomicidi....

Già in precedenza il mondo dei serial killer era stato scrutato, preso in esame e restituito al piccolo schermo sotto forma di serie televisiva. A farne le spese è stata per ultima la family di Charles Manson nella serie Aquarius, con protagonista l’ex agente di X-Files David Duchovny in un serial non del tutto riuscito ma che ha saputo spalancare al pubblico le porte del mondo degli assassini seriali, o ‘sequenziali’, come inizialmente sono definiti dall’agente Holden Ford, realmente esistiti e non inventati. In tal caso la serie in parte girata da David Fincher, due gli episodi firmati dal regista di Seven e di Zodiac, e quindi avvezzo al mondo del male nelle sue forme più aberranti, è liberamente ispirata dal saggio omonimo scritto dal duo di agenti Olshaker e Douglas, coloro che per primi analizzarono il mondo degli assassini seriali per creare gli schemi di ‘profilazione’ del singolo omicida.

Trailer Italiano

Una fotografia accurata e cupa apre la strada a una sceneggiatura che pare quella di una pièce teatrale, giocata fra le celle dove sono reclusi gli assassini con i quali i due protagonisti devono inevitabilmente socializzare.
Una socializzazione che ovviamente non li può escludere, dovendo prima di tutto superare le naturali e reciproche diffidenze dettate dalla grande differenza di età e di carattere.

Il primo (Ford) è un uomo giovane, impersonato da uno dei protagonisti di Glee: Jonathan Groff, che lentamente si sta avvicinando al mondo delle scienze comportamentali e che progressivamente apprende sul campo quel che i serial killer sono pronti a svelargli, facendone tesoro e in seguito usandolo contro di loro.
Dall’altro lato Tench, portato in scena dal 53enne Holt McCallany, attore con una solida carriera fatta di cinema, teatro e TV; è un’agente sulla quarantina con poca pazienza e poca voglia di essere incline alla comprensione nei confronti di efferati assassini. In mezzo ai due si apre anche l’inevitabile diffidenza nella quale versa l’FBI, che ancora non sa a cosa stiano lavorando i due agenti. 

Una serie già rinnovata per una nuova stagione e che quindi sa giocare il proprio successo più sui sentimenti e la psicologia dei singoli personaggi: buoni, cattivi o ‘cattivissimi’ che siano, più che su una trama degna di un hard - boiled e alla quale è difficile sfuggire fin dalla prima puntata.

Titolo originale: id.
Ideatore: Joe Penhall
Regia: David Fincher, Andrew Douglas, Asif Kapadia, Tobias Lindholm
Soggetto:  basato sul romanzo ‘Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano’ scritto da Mark Olshaker e John E. Douglas. Edito in Italia da Longanesi
Musiche: Jason Hill
Fotografia: Erik Messerschmidt, Christopher Probst 
Scenografia: Steve Arnold
Nazione: USA
Anno:  2017 – in produzione
Genere: Drammatico, poliziesco
Durata: 10 episodi da 35’ - 60’ circa l’uno
Sito:  https://www.netflix.com/it/title/80114855
Cast: Johnathan Groff, Holt McCallany, Anna Torv, Hannah Gross, Cotter Smith
Uscita: tutti gli episodi sono usciti contemporaneamente, sulla piattaforma Netflix il 13 ottobre 2017.
Produzione: Denver and Delilah, Jen X Productions, Panic Pictures
Voto: 7,5

Ciro Andreotti