Ranocchio salva Tokyo
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 20 dicembre 2017

Ranocchio salva Tokyo

ranocchio_salva_tokyo.cover.jpg“Ranocchio salva Tokyo” è un altro bel racconto di Murakami Haruki edito dalla Einaudi. Uscito in Patria nel 2000, Murakami dà conferma ancora una volta della sua sterminata immaginazione, grazie alla quale diverte, intrattiene, appassiona e fa riflettere il lettore, il quale – arrivato all’epilogo – è impaziente e rimane in attesa della prossima storia pensata dal maestro.

Un suo lettore gli ha scritto che quand’anche ci fosse una storia che non incontra il suo gusto personale e tale la credibilità nei suoi confronti da aspettare l’uscita della storia successiva con la medesima aspettativa e trepidazione.
Quando Katagiri rientra nel suo appartamento, in piedi di fronte a lui si trova un ranocchio alto due metri, che lo saluta e si presenta. Ranocchio, questo il suo nome, si scusa per l’intrusione senza preavviso, ma l’urgenza con cui deve parlare con lui è tale da aver dovuto affrettare i tempi. L’uomo è stupefatto e incredulo di essere di fronte ad un ranocchio che sta facendo conversazione con lui e nel chiedergli cosa potrebbe mai volere, Ranocchio lo mette al corrente del fatto che di lì a breve un terremoto di proporzioni enormi distruggerà Tokyo e un numero spropositato di persone moriranno.
Katagiri e Ranocchio salveranno Tokyo, combattendo il Grande Lombrico, che si trova nel sottosuolo, risvegliatosi con l’intenzione di provocare il terremoto. Katagiri è una persona comune, che passa inosservata, della quale non viene riconosciuto il valore sul posto di lavoro, com’è possibile che abbia scelto proprio lui? Ranocchio gli fa presente che l’ha osservato a lungo e le sue qualità gli sono ben chiare: coraggio e senso di giustizia. Del combattimento fisico se ne occuperà lui, Katagiri dovrà incoraggiarlo e sostenerlo, durante lo scontro, come farebbe un amico. Katagiri accetta di aiutarlo nell’impresa.

Murakami dà voce ad un male, mai attuale come oggi e come oggi aggravatosi sensibilmente. Il Gran Lombrico è la metafora del malessere, della rabbia, della frustrazione , dell’insoddisfazione, ma anche degli effetti negativi di quando il cuore degli uomini si apre ad accogliere l’oscurità e  ad odiare i propri simili. Nel corso del tempo, infatti, il Gran Lombrico, dal sottosuolo, ha assorbito ogni tipo di vibrazione e rumore impregnato della negatività degli uomini, tramutatasi in odio, che ora vuole liberare in superficie.
Murakami mette la salvezza del mondo nelle mani di una persona semplice e dal cuore limpido, che fa il suo lavoro senza lamentarsi, che aiuta la propria famiglia senza aspettarsi gratitudine, che salverà Tokyo senza aspettarsi la gloria. Insomma una persona giusta, che non sa neanche di esserlo.
Nelle parole di Ranocchio risiede la saggezza: “A salvare Tokyo può essere solo una persona come lei. Ed è per le persone come lei che sto cercando di salvare questa città”.
“Ranocchio salva Tokyo” è raccontato con un’originalità immaginifica che non fa staccare il lettore dalle pagine, che si leggono tutte d’un fiato. Un'altra chicca di Murakami da godere e aggiungere alle altre.

Ranocchio salva Tokyo
Titolo originale: Kaerukun, Tokyo o sukuu
Autore: Murakami Haruki
Traduzione: Giorgio Amitrano
Illustrazioni: Lorenzo Ceccotti
Casa Editrice: Einaudi, 2017
Pagine: 62
Prezzo: € 15,00

Francesca Caruso