Veloce come il vento
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 29 gennaio 2018

Titolo: Veloce come il vento
Titolo originale: Veloce come il vento
Italia 2016 Regia di: Matteo Rovere Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli, Roberta Mattei, Giulio Pugnaghi, Cristina Spina
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/04/2016
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Veloce....
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veloce_come_il_vento.jpegAlla morte del padre, i tre fratelli De Martino: Loris, ex campione di rally, Giulia, diciassettenne promessa della classe Gran Turismo e il fratello più piccolo Nico, s’ incontrano dopo dieci anni di lontananza. Loris è ora un tossicodipendente che pretende di poter vivere nella casa di famiglia assieme alla sua attuale compagna Annarella.
Loris però non sa che il solo modo per evitare che la casa di famiglia sia preda di Minotti, imprenditore del mondo delle corse GT e creditore del padre, è che sua sorella Giulia vinca il campionato Italiano del Gran Turismo.

Una versione Italiana di Fast and Furious - come già aveva cercato di fare nel 2002 Daniele Vicari con Velocità Massima - ma che in questo caso non ha le corse clandestine a fare da sfondo, ma l’inconfondibile cadenza emiliana di un emaciato Stefano Accorsi, annichilito dall’uso di droghe e capace di ritornare alle proprie origini riuscendo a sfoggiare un accento in grado di portargli premi e riconoscimenti.
La figura tragica e barcollante di Loris De Martino è liberamente ispirata a quella di Carlo Capone, nome che per molti non significherà molto ma che dagli addetti ai lavori è ricordato come un campione solitario e taciturno oltre che eroso dalla depressione e non dalle droghe capaci di minare il talento del suo alter ego emiliano.

Matteo Rovere riadatta quindi la storia del campione Piemontese descrivendo riti e consuetudini di chi al mondo dei motori è devoto. Al tempo stesso riuscendo a narrare con lucida precisione la vita di una famiglia sui generis, con scene che nulla lasciano all’immaginazione – decisamente un pugno nel centro dello stomaco la scena girata nella cascina dove Loris e Annarella tornano a vivere consumando droghe – offrendo alla debuttante Matilda De Angelis una parte da protagonista arricchita da scene girate a folle velocità fra le vie di Imola e all’interno dei veri circuiti di gara.
Abbandonandosi talvolta a eccessi narrativi che segnano la trama ma sempre senza perdere la ‘barra’ di una sceneggiatura scritta a sei mani con l’aiuto di Filippo Gravino e di Francesca Manieri.

Una sceneggiatura capace di sfruttare sino all’ultimo sussulto di una narrazione che scorre veloce fra allenamenti - come già in passato è capitato d’intravedere nel cinema di genere sportivo - corse e fra le mille difficoltà per una relazione familiare recuperata e che alla fine arricchisce e non pregiudica di certo uno dei prodotti più interessanti del recente passato cinematografico della nostra penisola.

Trailer