Stronger, io sono più forte
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 19 luglio 2018

Titolo: Stronger, io sono più forte
Titolo originale: Stronger
USA 2017 Regia di: David Gordon Green Genere: Drammatico Durata: 116'
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Richard Lane Jr., Clancy Brown, Lenny Clarke, Patricia O’Neil
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 04/07/2018
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Melenso...
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stronger_io_sono_pi_forte.jpgIl 15 aprile del 2013, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, due ordigni esplosero uccidendo tre persone e ferendone oltre duecento.
Affianco agli ordigni c’era Jeff, un operaio che per riconquistare la sua ex ragazza si era posizionato sul traguardo con in mano un cartello.
A causa dell’esplosione Jeff perse le gambe, ma grazie alla sua preziosa testimonianza fece arrestare uno degli attentatori e non perdendosi d’animo riuscì, dopo un lungo periodo di terapia, a condurre nuovamente una vita normale.

La tragedia della maratona di Boston aveva già fatto la sua apparizione fra le pellicole degli ultimi anni grazie a Peter Berg e al suo Boston - Caccia all’uomo, anche in quel caso fonte storica del film fu un romanzo (Boston Strong) che narrava della ricerca dei colpevoli e della loro cattura.
Questa volta è invece il racconto narrato dal punto di vista delle vittime quello al quale dare voce e importanza, e l’eccellente prova di Jake Gyllenhaal, nel ruolo di un uomo normale, fa decisamente da contraltare a un film che lentamente si trascina verso una trama fatta di patriottismo in salsa USA e in assoluto contrasto con il desiderio del protagonista di lasciarsi alle spalle la tragedia della quale è stato vittima.

L’attore originario di Los Angeles per preparare la pellicola ha trascorso molto tempo sia con Jeff Bauman, sia con la sua numerosa famiglia, riuscendo a capire meglio cosa fosse accaduto alla vita di un uomo normale improvvisamente menomato e salito alla ribalta come un vero eroe.
Gyllenhaal risulta alla fine del periodo trascorso con Bauman come la sua perfetta copia e il regista David Green sfrutta tale similitudine per raccontare sia del suo dramma, sia di quel che accade subito dopo e nei mesi seguenti, ovvero come si diede il là al circo mediatico che costrinse lo stesso Bauman a trasformarsi nella ‘speranza bianca della città di Boston’, una sorta di eroe senza gambe chiamato a ogni talk show e manifestazione sportiva e fermato per strada da fans urlanti.
A tutto questo s’aggiunge l’inevitabile difficoltà di un sopravvissuto per miracolo al riadattarsi a quello che la vita potrà offrirgli, con la conseguenza di inevitabili crisi personali e familiari.

La prova di Gyllenhaal non è però sufficiente per salvare un film che non dovrebbe essere solamente la storia di una riabilitazione; una pellicola alla fine incapace di dare il giusto risalto sia alle crisi del protagonista, sia all’uso eccessivo che il mondo dei media fece della sua figura.

Trailer