Troppa grazia
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 27 marzo 2019

Titolo: Troppa grazia 
Titolo originale: Troppa grazia
Italia, Grecia, Spagna 2018 Regia di: Gianni Zanasi Genere: Commedia Durata: 110'
Interpreti: Elio Germano, Alba Rohrwacher, Carlotta Notoli, Giuseppe Battiston, Teco Celio, Thomas Trabacchi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/11/2018
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Incerto...
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troppa_grazia.jpgLucia, geometra libero professionista di un piccolo paese, è una madre single con una figlia adolescente appassionata di scherma. Paolo, un amico che lavora in comune, per cercare di darle una mano domanda a Lucia di eseguire controlli su un terreno che dovrà accogliere ‘L’Onda’, un’imponente opera architettonica per il quale si attende solamente la sua approvazione. Non convinta del tutto Lucia inizia a sondare il terreno ma improvvisamente s’imbatte in una donna che spacciandosi per la Madonna le domanda di bloccare a qualunque costo i lavori.

A quattro anni dal suo ultimo lungometraggio il cinquantatreenne Zanasi, uno dei meno convenzionali e di cassetta fra gli autori del cinema di casa nostra, porta sul grande schermo la solita troupe, Teco Celio e Giuseppe Battiston su tutti, che abitualmente l’accompagna dall’inizio della sua carriera, per narrare una storia moderna e trasversale, inattesa e a suo modo piacevole, ma al tempo stesso compressa in troppo poco tempo per riuscire a esaurire del tutto il proprio arco narrativo.

Molta la carne al fuoco per l’autore di Vignola che inizia con la storia di una geometra tuttofare e ai limiti della legalità che cerca di trovare ogni fonte di sostentamento per la sua famiglia, costituita dalla figlia Rosa, l’esordiente Rosa Vannucci, e dal compagno Arturo, il solito inappuntabile Elio Germano, prossimo a uscire dalla sua vita.
Già solo queste premesse sarebbero state sufficienti per cercare di portare a termine una pellicola nata sotto i migliori auspici e al quale però s’aggiungono i numerosi dubbi professionali di Lucia, causati dai rilievi su piante catastali imprecise e con l’incursione di una teorica figura divina sui generis che le domanda di bloccare a qualunque costo, anche con mezzi poco leciti, i lavori di costruzione voluti dal comune.

Film che scorre rapido fra dubbi, incertezze, e anche buone idee ma incapaci di essere maggiormente approfondite come invece in passato ci aveva abituato lo stesso Zanasi, suo l’eccellente e agrodolce: ‘Non Pensarci’, pellicola del 2007 al quale seguì la relativa serie omonima del 2009. Sufficienza di stima per il recente passato del regista, ma crediamo si potesse fare decisamente di più, o forse di meno, in termini di quantità narrativa, e al tempo stesso qualitativamente di meglio.

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