Rocketman
Scritto da Cristiano Salmaso   
martedì 17 marzo 2020

Rocketman (Rocketman) USA 2019 Regia di: Dexter Fletcher Genere: Drammatico Durata: 121' Cast: Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden, Bryce Dallas Howard, Gemma Jones.
Nelle sale dal:
29/05/2019
Recensione di: Cristiano Salmaso Voto: 5
L'aggettivo ideale: Debole...

E' nel centro di riabilitazione, nel quale si è rifugiato per ripulirsi dalle dipendenze, la prima immagine di Elton John nel biopicrocketman.jpg musicale Rocket man; indossa una dei suoi sgargianti costumi che avranno, insieme agli innumerevoli cambi di occhiali, un ruolo importante nel tono - più kitsch che glam - della pellicola. Vittima di una infanzia povera di affetti (solo la nonna incoraggia il suo talento), il timido Reggie Dwight comincia a muovere i primi passi in cerca della propria identità, non solo musicale: ruba il nome al sassofonista Elton Dean (l'altro a John Lennon), si apparta con un talent scout, segue il consiglio di un cantante: “uccidi la persona che volevano fossi per diventare chi vuoi essere”; ci riuscirà, ma dovrà pagare un prezzo molto alto.

Cavalcando l'onda del successo ottenuto con Bohemian Rhapsody, Dexter Fletcher inscena uno spettacolo senza capo né coda tra American Graffiti e Velvet Goldmine, con un Elton John trasformato nella parodia di se stesso, un personaggio inconsistente al netto di canzoni, eccessi e lustrini.

Lecito aspettarsi la spettacolarizzazione della vita della rockstar ma questo Rocket man proprio non funziona: un po' biografia romanzata, un po' dramma blockbuster, un po' musical d'antan, il film risolve la vita dell'artista in maniera banale, con il facile espediente del flashback: l'infanzia difficile nel rapporto con un padre anaffettivo (che tornerà nel tormentone “quand'è che mi abbracci?”), la parabola ascendente nel dividersi tra il buon socio/amico Bernie e il crudele amante/produttore John e l'inevitabile crisi nelle confessioni durante la terapia di gruppo.

Si salvano qualche scena sulla title track (il tuffo in piscina che è l'ingresso al Viale del tramonto e il finale immaginifico) e naturalmente le canzoni, seppure depotenziate perchè le smorfie di Taron Egerton non bastano a colmare il vuoto. Alla fine quel che rimane è soltanto la voglia di riascoltarne la musica, rivedere pellicole del genere su altri artisti (Jerry Lee Lewis, Bob Dylan, Johnny Cash, Ray Charles) e immaginare questo film nelle mani di qualcun altro. Cameron Crowe?