Rosso mille miglia
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 27 marzo 2020

Rosso mille miglia (Rosso mille miglia) Italia, Russia 2015 Regia di: Claudio Uberti Genere: Drammatico Durata: 94' Cast: Martina Stella, Fabio Troiano, Francesca Rettondini, Remo Girone.
Nelle sale dal:
15/10/2015
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Banale...

La corsa più celebrata della penisola

Vicino Brescia risiede la madre di Maria Esse, giornalista di origini tedesche tornata a casa dopo molti anni passati a lavorarerosso_mille_miglia.jpg all’estero; scopo della visita della giornalista è un pezzo dedicato alla ‘Mille Miglia’. A causa di un guasto alla propria auto la ragazza incontra Marco, un meccanico del luogo, appassionato d’auto e che da sempre sogna di partecipare proprio alla gara; grazie al suo aiuto Maria inizia a prendere in considerazione l’ipotesi di poter riparare l’auto d’epoca di suo nonno, partecipare alla Mille Miglia, e infine scriverne un pezzo di grande effetto.

Una gara come metafora di conoscenze, luoghi, affetti e di esperienze di vita vissuta. Una gara come unioni di più cuori, di speranze trasmesse di generazione in generazione; questo lo scopo, non raggiunto, dal Bresciano Uberti.

Regista quarantenne alla sua opera prima, oltre che ideatore e sceneggiatore di una pellicola che ha potuto avvalersi di un budget di tutto rilievo, di un cast di primo livello, impreziosito dal terzetto costituito da Martina Stella, Fabio Troiano e Remo Girone e di una corsa da promuovere, ovvero quella ‘Mille Miglia’ che per tutto il corso della narrazione pare sorvegliare i protagonisti impegnati nel cercare di parteciparvi sospinti dalle più differenti ragioni, a partire da un meccanico che desidera da sempre sedersi su una monoposto, fino a una giornalista zelante e desiderosa di uno scoop.

Il difetto di Uberti è però l’aver fatto diventare la corsa il pretesto per altro; trasformando un’idea, che potrebbe risultare accattivante, in una sorta di puntata estesa di una fiction, nel corso della quale le capacità recitative degli attori giungono ai minimi storici e certamente non al meglio delle loro rispettive possibilità: Traiano in particolare pare un pesce fuor d’acqua mentre Girone, è invece relegato a una parte minima.
Alla fine il prodotti finito risulta ben distante dalle ambizioni iniziali, trasformando una bella idea in una semplice accozzaglia di eventi raffazzonati e in un lungo e semplice spot.