Safety. Sempre al tuo fianco
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 05 gennaio 2021

Safety. Sempre al tuo fianco (Safety) USA, 2020 Regia di: Reginald Hudlin Genere: Drammatico. Durata: 119'. Cast: Jay Reeves, Thaddeus J. Mixson, Corinne Foxx, Matthew Glave, Hunter Sansone, Amanda Warren, Miles Burris, Isacc Bell.
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Commovente...

Alla Clemson University gioca a football e studia Ray McElrathbey, atleta diciottenne proveniente da Atlanta, con una storia famigliare fatta di tossicodipendenzathe FootBall Factory.jpg materna e un fratello più piccolo di nome Fahmarr. Quando Fahmarr contatta Ray dicendo che la madre lo ha abbandonato perché ricoverata nuovamente in clinica per disintossicarsi, Ray trova come unica soluzione quella di nasconderlo all’interno del suo dormitorio, ma quando i due vengono scoperti Ray dovrà affrontare le conseguenze della sua scelta.

Basato su una storia vera che narra di come sia possibile, basta volerlo, modificare le consuetudini ai quali sono sottoposti gli atleti con figli in adozione, già perchè i fratelli McElrathbey durante gli anni di college del fratello maggiore sono progressivamente diventati un nuovo nucleo famigliare all’interno del quale Ray è divenuto tutore del più giovane Fahmarr, rappresentando quindi una nuova eccezione da prendere in esame all’interno del variegato mondo dei college e degli sportivi dilettanti a stelle e strisce.

Tutelati per fare incassare centinaia di milioni ai rispettivi atenei, ma costretti a non poter accettare nessun genere di aiuto, pena perdere lo status di studente.

A interpretare il ruolo commovente ed edificante del diciottenne Ray McElrathbey l’attore e modello Jay Reeves, già apparso nel serial tv, sempre riguardante il mondo del Football, All American.

A visione ultimata, con scene e montaggio sincopato e impegni che obbligano il protagonista a moltiplicare le proprie forze, ci si accorge come la Disney, e il regista Reginald Hudlin, fumettista oltre che regista, siano riusciti a confezionare una storia di certo conciliante e con tanto di foto e interviste conclusive riguardanti i veri protagonisti di una vicenda che non va però semplicemente vista come una narrazione fine a sé, ma semmai come una vera analisi del mondo dei college mai troppo inclini a concedere nulla ai propri studenti se non in presenza di casi molto particolari.