La ragazza del lago
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 24 settembre 2007

La ragazza del lago
Titolo originale: La ragazza del lago
Italia: 2007. Regia di: Andrea Molaioli Genere: Thriller Durata: 95'
Interpreti: Valeria Golino, Toni Servillo, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni, Fausto Maria Sciarappa, Heidi Caldart
Sito web:
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti

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laragazzadellago_leggero.jpgSulle rive di un lago, nei pressi di un paese poco sopra Udine, viene ritrovato il cadavere di una giovane ragazza di nome Anna. A ritrovare il corpo è Marta, una ragazzina del paese, che aveva incautamente accettato un passaggio da Mario: quarantenne affetto da problemi psicologici, appassionato di animali e che tutti conoscono in paese come un ragazzo completamente innocuo. Del caso viene incaricato il commissario Sanzio, originario di Napoli e trasferitosi al nord per ragioni di lavoro; accorso sul posto per ritrovare Marta, e una volta arrivato in paese, Sanzio si ritrova in mano un caso che nulla ha a che vedere con l’apparente quiete dei boschi circostanti.
Presentato a Venezia 2007 e lodato lungamente da critica e pubblico, il film dell'esordiente Molaioli, esordiente in qualità di regista ma non nuovo a incursioni nel mondo del cinema, si rifà abbastanza dichiaratamente alla tradizione di Elio Petri con il suo: "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" approfittando, in questo caso, dell'indagine del commissario Sanzio, Molaioli svela i disagi, di quella provincia italiana in apparenza tranquilla, entro cui si muovono le vite degli abitanti di uno dei numerosi piccoli centri che gremiscono lo stivale.
E’vero infatti che il 70 - 80 per cento della popolazione della penisola risiede in piccoli centri composti principalmente da case di uno, massimo, due piani; ove tutti sanno tutto di tutti, è altresì vero che spesso sono proprio in questi piccoli agglomerati che si celano le peggiori realtà. Se nella pellicola di Petri l'ispettore, interpretato da Volontè, scopriva le storture di una società malata, nella pellicola di Molaioli, è ben differente sia la trama che lo scopo finale. Riadattando il romanzo di Karin Fossum, scrittrice norvegese nota per i suoi polizieschi di taglio introspettivo, riadattandone luoghi e situazioni alla realtà Italiana, l'ottima riuscita della pellicola deve sicuramente moltissimo all'interpretazione di un Toni Servillo che riporta in scena, con pochi ma significativi accorgimenti, il medesimo personaggio che nel 2005 gli era valso il Nastro D'Argento.
Il personaggio del commissario Sanzio, difatti, deve moltissimo al Titta Di Girolamo di: "Le conseguenze dell'amore". Entrambi lenti, compassati, caustici quel tanto che basta da rendere vana ogni replica. Al nuovo personaggio Servillo aggiunge ironia e abnegazione professionale con la quale smaschera l'indole di Sanzio, dimostrando un profondo coinvolgimento emotivo nel decesso di Anna, una ragazza che pone ripetutamente in confronto con sua figlia Francesca.
Nel complesso quindi un dramma, in cui si coglie l'occasione per parlare di malesseri sia fisici che umani, il tutto mascherato da giallo e molto ben interpretato oltre che da Servillo anche da altri solidi caratteristi che non restano mai in scena però troppo a lungo se non per porgere il fianco a un Servillo che si sta già prenotando per un nuovo meritatissimo premio.