Nella valle di Elah
Scritto da Valeria Dagianti   
venerdì 07 dicembre 2007

Nella valle di Elah
Titolo originale: In the Valley of Elah
USA: 2007. Regia di: Paul Haggis Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Josh Brolin, Jonathan Tucker
Sito web: www.inthevalleyofelah.com
Nelle sale dal: 30/11/2007
Voto: 6,5
Recensione di: Valeria Dagianti

nellavalledielah_leggero.jpgÈ il 2004, siamo in piena guerra in Iraq. Hank Deerfield (Tommy Lee Jones), un ex sergente militare in pensione attende il rientro del figlio Mike dal fronte.
Hank crede fortemente nella patria, ed è orgoglioso che suo figlio abbia deciso di seguire le sue orme e si sia arruolato nell’esercito per servire il proprio paese.
È orgoglioso di lui, ed ora l’attende, come un padre aspetta un figlio. Ma qualcosa va storto. La famiglia Deerfield riceve una telefonata che li informa che Mike è disperso.
Quello che però è veramente strano è il fatto che sia scomparso in America, dopo essere ritornato in licenza dall’ Iraq.
Hank, da bravo ex militare, decide di risolvere il mistero da solo e di partire , così, per la volta di Fort Rudd. Una volta giunto sul posto, di Mike, ritroverà solo il cadavere carbonizzato e ridotto a brandelli. Deciso a scoprire la verità su quello che sembra un omicidio legato allo spaccio di droga ed alla malavita messicana; Hank grazie all’aiuto, seppur riluttante al principio, di una detective di polizia (Charlize Theron) riuscirà a far luce sull’assassinio. Il film si svolge come una continua caccia alla verità. Tommy Lee Jones è bravissimo ad incarnare il ruolo del vecchio sergente deluso.
Charlize Theron , ancora una volta, dimostra di non essere solo bella, e di riuscire a districarsi in maniera perfetta in un cast quasi totalmente maschile.
Piccola parte, anche, per la sempre maestosa Susan Sarandon, qui nei panni della moglie di Hank. Straziante la scena della madre che apprende per telefono, dal marito, la scomparsa del figlio. Dell’unico figlio rimastole. Bellissima la scelta di riprendere questa sequenza dall’alto, come se qualcosa di immensamente pesante, come la perdita di un caro, sia sul punto di schiacciarla.
La regia di Paul Haggis (premio oscar per Crash) nel complesso è buona. A volte si ha l’impressione che il tutto sia un po’ tirato per le lunghe, ma il film va visto. Mostra un nuovo modo di vedere la guerra e le persone che ne fanno parte, direttamente ed indirettamente.
Il fatto poi che si tratti di fatti realmente accaduti, induce lo spettatore a riflettere su quanto visto e perché no, anche a commuoversi.