Lascia perdere Johnny
Scritto da Francesco Galliani   
domenica 09 dicembre 2007

Lascia perdere Johnny
Titolo originale: Lascia perdere Johnny
Italia: 2007. Regia di: Fabrizio Bentivoglio Genere: Commedia Durata: 104'
Interpreti: Toni Servillo, Peppe Servillo, Valeria Golino, Ernesto Mahieux, Fabrizio Bentivoglio, Lina Sastri, Antimo Merolillo, Roberto De Francesco
Sito web:
Nelle sale dal: 30/11/2007
Voto: 7
Recensione di: Francesco Galliani

lasciaperderejohnny_leggero.jpgCaserta, metÓ degli anni settanta.
Fausto (Antimo Merolillo, per la prima volta sullo schermo), chitarrista diciottenne che vive per la musica, si trova di fronte a un ultimatum imposto dalla leva, se entro la fine dell'anno, infatti, non avrÓ trovato un contratto di lavoro sarÓ costretto a prestare servizio.
Tra una sagra di paese e un matrimonio, la fine dell'anno si avvicina inesorabilmente e il suo agente ciarlatano sembra non potersi permettere un dipendente fisso; la svolta,per˛,giunge inaspettata e le cose per Fausto e soci sembrano mettersi bene, con l'arrivo a caserta di un famoso musicista.
Fausto entra a far parte della sua orchestra, e benchŔ agli inizi svolga solo compiti di facchinaggio riuscirÓ a suonare la chitarra e ad arrivare persino in televisione, quando tutto sembra andare per il meglio e la carriera di Fausto sta per decollare, il suo agente sparisce senza pagare nessuno.
Dopo qualche mese Fausto riceve una telefonata dal famoso musicista, che lo invita a salire a Milano, proprio quando giÓ si vedeva in divisa da soldato.
Arrivato a Milano il Maestro non c'Ŕ ad aspettarlo e lui si trasferisce in una piccola pensione dove passa i giorni solo e sfiduciato finchŔ non decide di impegnare la sua chitarra per tornare al Sud, ma finalmente il Maestro arriva per infondergli una nuova speranza.
Una commedia diretta bene dall'esordiente attore Fabrizio Bentivoglio, con una prima parte che fila via liscia grazie a una atmosfera semplice che ci viene regalata dagli ottimi attori, dalla musica, dal paesaggio e dalle situazioni di provincia (delle quali si pu˛ avvertire la vivida malinconia che il regista infonde nelle scene), ma che, nonostante una seconda parte un pochettino annacquata, lenta e pesante da digerire, risulta essere godibile e parecchio divertente.