Shadowboxer
Scritto da Federico Ramponi   
domenica 21 gennaio 2007

Shadowboxer
USA: 2005. Regia di:Lee Daniels Genere: Thriller Durata: 93'
Interpreti: Helen Mirren, Cuba Gooding Jr., Alex Avant, Wendy Baron, Shaun Brewington, Cullen Flynn Clancy
Recensione di: Federico Ramponi

shadowboxer.jpgQuando resta poco tempo per vivere e il dolore fisico è lì a ricordarlo, può succedere pure ad un killer di professione di mettersi a pensare a Dio e cominciare inaspettatamente a comportarsi in modo umano ed altruista. In un crepuscolo di pianoforte e medicine.
Il debuttante regista Lee Daniels si era in precedenza anche affacciato brevemente sulla scena politica statunitense per la comunità afroamericana, e su richiesta dell'ex presidente Bill Clinton nel 2004 si impegnò in una campagna per invitare i giovani neri ad andare a votare, con l'aiuto dei musicisti LL Cool J ed Alicia Keys (non è quindi un caso che tra le protagoniste di 'shadowboxer' ci sia la cantante Macy Gray). La carriera cinematografica l'aveva invece iniziata come direttore del casting e agente per attori, mentre l'esordio della sua indipendente "Lee Daniels Entertainment" è stato con "monster's ball" (grazie al quale egli è stato il primo afro-americano a produrre da solo un film premiato con l'Oscar), a cui ha fatto seguito, sempre nel solco della qualità, "The woodsman". Daniels, con una confezione d'eleganza gangsteristica (leggi: ricca di poco gusto), nella pellicola mescola opposti, ed in modo inusuale: coppie etero (bianchi-neri, amanti-assassini, giovane-sfiorita, passionale-arido, magro-grassa), motivo conduttore melodico tra un omicidio e l'altro "libertango" di Astor Piazzolla, le tenerezze contraltare dei momenti cruenti. Lungo un dipanarsi imprevedibile, il segno di fondo è prevalentemente di cupa disperazione, minaccioso e amaro, per chi resta vivo non c'è salvezza in vista seppure in un epilogo aperto. Infatti Mickey, presosi cura per anni di una bella ragazza-madre e del suo piccolo (che ormai lo chiama "papà") le dice di non averlo fatto per lei ma per una promessa, il vero padre si conferma spietato pure nel vedere per la prima volta il bambino, e per finire i traumi si ripetono (Mickey ha un genitore assassino, lui stesso uccide a pagamento ed il figlioccio sembra avviato ad un medesimo destino) provocando una tragica reiterazione che non si interrompe.