Cloverfield
Scritto da Dario Carta   
mercoledì 07 maggio 2008

Cloverfield
Titolo originale: Cloverfield
USA: 2008. Regia di: Matt Reeves Genere: Fantascienza Durata: 85'
Interpreti: Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman
Sito web: www.cloverfieldmovie.com
Nelle sale dal: 01/02/2008
Voto: 6
Recensione di: Dario Carta

cloverfield_leggero.jpegL'apertura del film avviene con la scritta:"Proprietà del Governo degli Stati Uniti" e lo spettatore è guidato ad osservare gli sviluppi dell'omonimo caso nel contesto dell'indagine governativa.
La lunga scena iniziale della festa,ha lo scopo di inserirci nel tessuto della quotidianità ordinaria,ove la spensieratezza di giovani benestanti non dà pensiero sul dramma che può incombere senza preavviso anche sulle più semplici vicende umane.

Questo modo di narrare gli eventi,dall'occhio di una cinepresa amatoriale,ci riporta alle immagini di "15 minuti,follia omicida a New York",con De Niro,ove il racconto è filtrato sulla prospettiva dell'aspirante cameraman russo,in realtà inconsapevole regista di uno scenario che preannunzia tragedia.
Può annoiare,questo intro,sconcertando lo spettatore spiazzato,ma se si inquadrano con maggiore attenzione gli indizi di questo prologo,si rimane sorpresi di scoprirsi,in realtà,inchiodati alla poltrona ad aspettare il seguito. A ben vedere,questo è positivo,perchè colloca la pellicola,o almeno la sua natura strutturale,su uno sfondo di presentazione differente rispetto a quello di tanti altri film appartenenti allo stesso genere.
Il Godzilla del 1998 (animalone da cui,tra l'altro il produttore di Cloverfield ,J.J. Abrams ha tratto ispirazione per la sceneggiatura),aggredisce e folgora fin dalle prime sequenze del film e il resto segue avvincente,ma preannunciato.
Qui,l'annuncio di tragedia non appare subito,ma lo si avverte,lo si paventa e dall'attesa nasce l'ansia.
L'altalenarsi di fattucoli vissuti e raccontati da adolescenti,alla fin fine,calamita l'attenzione dello spettatore,che,però,a sua insaputa,viene preparato al seguito.
Quando il colpo di scena arriva,lascia il segno.
E' il segno della testa mozzata della Statua della Libertà che viene precipitata sulle strade di New York.
Molto sarebbe da cogliere e commentare da queste sequenze.
Una testa di una statua che è simbolo della libera democrazia di un Paese,che viene recisa e scaraventata sull'asfalto,fra polvere e caos,con immagini che rimandano all'orrore dei filmati dell'11 Settembre,può far pensare e,forse,portare le conclusioni più lontano di quanto voluto effettivamente trasmettere,ma la Storia dei nostri giorni è segnata in profondità e ci è difficile ignorare ricordi dolorosi.

Comunque,non deve andare persa l'analogia sussurrata nella trasposizione della "Guerra dei mondi" di Spielberg del 2005.
L'originalità di "Coverfield",sta nell'avere proposto fatti e sviluppi da "guerra dei mondi",attraverso l'occhio indiscreto della telecamera,che,alla fine,si rivela la protagonista del film. Perchè è il crudo resoconto degli avvenimenti,come li vivrebbe lo spettatore,se fosse lì.
In "Alien" e "Lo squalo",il confronto fra il mostro e gli equipaggi,ha connotati più immediati e diretti. E il filo di trama si snoda come un racconto narrato.
Qui,il nemico è solo ventilato,qua e là intravisto,ma mai anteposto al peso della telecamera.
Perchè è proprio lei il tessitore della paura insinuata nello spettatore.
Non è più "Alien",l'orrore,ma è il modo di iniettare timore nella pelle di chi vede e vive con l'occhio elettronico.
E' un nemico che è sottilmente invisibile,ma sempre presente e minaccioso.
Va notato,che in nessun momento del film,viene spiegata la provenienza della creatura.
Drew Goddard,sceneggitore e soggettista della pellicola,sottolineò che "la scelta fu appropriata".
Per di più,il regista Matt Reeves e i produttori,giustificarono l'idea dei parassiti che accompagnano il mostro,con il fatto che il film non avesse scene di portata realistica fra i protagonisti e la creatura.
Resta,alla fine,di questo film,il sapore di una rappresentazione quasi teatrale del fanta - horror,per l'essenzialità del racconto,la scheletrica proposta degli SFX,e per la priorità data alle sensazioni emotive indotte nello spettatore,da una sceneggiatura e una regia di valenza alternativa rispetto alla SCI - FI di tipo spettacolare..