Alexandra
Scritto da Francesco Balzano   
sabato 31 maggio 2008

Alexandra
Titolo originale: Aleksandra
Russia: 2007 Regia di: Aleksandr Sokurov Genere: Drammatico Durata: 92'
Interpreti: Galina Vishnevskaya, Vasily Shevtsov, Raisa Gichaeva, Andrei Bogdanov, Alexander Kladko, Aleksei Nejmyshev, Rustam Shahgireev, Evgeni Tkachuk
Sito web:
Nelle sale dal: 30/05/2008
Voto: 7,5
Recensione di: Francesco Balzano

alexandra_leggero.jpegAlexandra Nikolaevna, un’anziana donna russa, va a far visita al nipote soldato impegnato in Cecenia. Lì avrà modo di parlare con alcuni soldati, ognuno dei quali porta con sé il suo piccolo dramma, la propria esperienza di vita. Alexandra cercherà di trovare ricordi positivi nell’orrore della guerra, da portare con sé una volta tornata a casa. Ottima prova del regista russo Aleksandr Sokurov, che realizza un’opera dalla forte impronta pacifista, poco parlata e dal forte senso estetico. Scritto dallo stesso regista, il film parla di guerra senza mai mostrare immagini belliche. Non c’è spazio per il sangue, per le pallottole, per i morti. Quello che interessa sono le anime, le sensazioni, gli sguardi e i pensieri dei personaggi. Sokurov ce li descrive con grande abilità, con poche parole ma mai banali, ma soprattutto con Alexandra, una anziana donna che rappresenta il buono, l’umanità, in uno sfondo tragico. I soldati sono come dei bambini cresciuti (esemplare la scena del nipote soldato che dorme in posizione fetale), che nascondono le loro paure dietro un’idea di patriottismo, che però non comprendono fino in fondo. Il cineasta russo gira in maniera molto partecipe, immedesimandosi nella protagonista, che diventa quasi una sua alter-ego. I dialoghi tra la donna e i soldati sembrano una serie di mini interviste, che aiutano lo spettatore a capire la situazione cecena.
Grande prova della leggendaria cantante lirica Galina Vishnevskaya, che si cala perfettamente nei panni della nonnina russa, a volte un po’ scontrosa, ma che, al momento giusto, sprigiona una grande sensibilità. L’atteggiamento che la donna assume con i soldati è simile a quello di una mamma con i suoi figli: all’apparenza duro, ma che, in fondo, ama ognuno di loro. Buone anche le prove degli attori di contorno, ma la vera forza del lungometraggio è Galina.
Un piccolo grande film.