Il diario di Jack
Scritto da Giancarlo Zappoli   
lunedì 07 luglio 2008

Il diario di Jack
Titolo originale: Man About Town
USA: 2007. Regia di: Mike Binder Genere: Commedia Durata: 95'
Interpreti: Ben Affleck, Rebecca Romijn, John Cleese, Mike Binder, Gina Gershon, Adam Goldberg, Howard Hesseman, Samuel Ball, Amber Valletta, Erica Cerra
Sito web: www.media8ent.com
Nelle sale dal: 04/07/2008
Voto: 4,5
Recensione di: Giancarlo Zappoli

ildiariodijack_leggero.jpegJack Giamorro è agente di sceneggiatori di successo. Ha un buon lavoro, una bella casa e un'altrettanto bella moglie, Nina. Sente però che c'è qualcosa che non va. Nel suo passato perché era un bambino grasso che non sapeva scrivere e ora rappresenta chi lo fa professionalmente ad alto livello. Nel suo presente perché sospetta (e ne ha motivo) che Nina abbia una relazione proprio con uno dei suoi clienti. Si iscrive allora a un corso che insegna come fare per scaricare le tensioni in un diario personale. Questo gli sarà solo parzialmente d'aiuto perché il suddetto diario gli verrà rubato da una giornalista pronta a tutto. Alcune pagine erano davvero molto private e se messe in piazza potrebbero provocare qualche problema.
Mike Binder con Litigi d'amore aveva raggiunto nuovamente le sale nell'ormai lontano 2005. Con questo film, che da noi ha coperto buchi estivi, negli States è andato dritto in homevideo nonostante la presenza di Ben Affleck. Il motivo risulta chiaro dopo circa venti minuti di proiezione: Binder doveva farsi consigliare da un agente un buon sceneggiatore.
Perché un film che poteva risultare un'interessante riflessione su come un uomo possa proficuamente (grazie all'eclettica guida di un John Cleese sempre in forma) far uso di un mezzo di espressione che la tradizione vuole sia tipicamente femminile: il diario.
Jack, alle prese con una scrittura inizialmente reticente e stentata, finisce con lo sbloccarsi e a riuscire a nuotare (come i pesci dell'enorme acquario che occupa la sua abitazione) nell'oceano delle parole. Solo che, giunta a questo punto, la sceneggiatura comincia a proporci una giornalista orientale da film di spionaggio di serie B, un pestaggio in piena regola, una susseguente protesi dentaria che farebbe ridere in un film di Mr.Bean ma non qui.
Aggiungiamoci poi l'ennesima gag ispirata allo scavallamento di Basic instinct e un inseguimento e la ratatouille mal assortita è pronta.
Serve poi a ben poco cercare l'happy end (per di più con una Rebecca Romijn sottoutilizzata).
Ogni tanto, in fase di scrittura, sarebbe bene fermarsi a pensare a che film si ha intenzione di realizzare.
In questo caso non è successo.